Catanzaro – “Le Istituzioni hanno dei comportamenti che sono sempre formali; io mi presento solo se invitato, non do per scontato niente. Non mi pare che quanto ho detto nel comunicato stampa dell’altro giorno sia difforme da quanto è stato detto dagli esponenti di maggioranza dell’Udc”. Lo dichiara il Direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, riferendosi alle osservazioni manifestate attraverso i quotidiani dal segretario cittadino del Pd Tonino Barberio.

“Mi pare di aver espresso molto chiaramente – ha spiegato Mancuso – il concetto che la riorganizzazione delle Aziende è corretta se avviene su base provinciale, cosi come è stata fatta a Cosenza e a Reggio, cioè due Aziende, una territoriale e una ospedaliera. La Provincia di Catanzaro che, come è noto è in fase di rimodulazione, avverrà con lo stesso principio, che è assolutamente condivisibile, questo fatto intermedio è una proposta che è lì ferma in Consiglio regionale, proposta che, da dati di mia conoscenza, non verrà portata avanti. Pertanto la posizione è univoca, non è demagogico dire che l’ospedale di Lamezia Terme è un ospedale che acquisirà competenze, basta pensare al Centro Protesi INAIL, alle attività di riferimento regionale e a quello che accade oggi, che evidentemente non è conosciuto da molti. Intanto vi è un aumento del 4,5% delle prestazioni rispetto al periodo precedente al 2010, in secondo luogo il 70% dei cittadini dell’area lametina afferisce all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, solo il 12,5% afferisce all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini e il 15% afferisce all’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio, su specialità che sono quelle di neurochirurgia, cardiochirurgia, cardiologia interventistica e medicina nucleare”.

“I cittadini – ha evidenziato Mancuso – identificano l’ospedale di Lamezia come un ospedale di riferimento, ma evidentemente non la politica. Questa storia del campanile ci porta sempre lontano, dobbiamo sempre vedere negativamente le cose, io credo che sia opportuno fare una valutazione in positivo, cercando anche là dove le proposte non sono del tutto accettabili, produrre delle proposte alternative e comunque impegnarsi nel dialogo. L’ospedale di Lamezia Terme è stato interessato in questo biennio da una serie di investimenti che sono sotto gli occhi di tutti, poi il cieco può anche non vederli, ma la realtà è questa. In un’intervista fatta per due giorni consecutivi agli utenti che hanno frequentato il nosocomio proprio nelle scorse settimane, è emerso che l’84% ritiene che il servizio e le strutture siano molto migliorate e solo il 16% ritiene che le cose sono inalterate o peggiorate. Perciò la stravagante maggioranza dei cittadini apprezza molto quello che si è fatto”.

“Credo comunque – ha proseguito Mancuso – che dobbiamo rasserenare gli animi per poter produrre il meglio possibile in un momento particolarmente difficile; siamo sottoposti al Piano di rientro, oltre ad essere in una fase di commissariamento delle attività economiche. La congettura economica negativa obbliga il nostro Paese a una serie di tagli e iniziative che stanno impoverendo la società e stanno anche mettendo in difficoltà il tessuto sociale e questo è il dramma che viene fuori da una gestione dello Stato che non è stata proprio del tutto in linea con quanto succedeva nel mondo; noi arriviamo in ritardo e scontiamo una serie di errori fatti in passato. Oggi non solo non abbiamo il potere decisionale, ma abbiamo l’obbligo di fare delle cose che vengono imposte dal Tavolo Massici e dai Tavoli ministeriali. Il punto è cercare di fare correzioni in meglio, non certo mettere ulteriore carne al fuoco che non serve a nessuno.”

 

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