Si è tenuta l’8 giugno, presso l’aula bunker di Reggio Calabria, una nuova udienza dell’ultimo filone del processo scaturito dall’operazione “Ricatto” nei confronti del cosiddetto “branco di Melito di Porto Salvo”, durante la quale sono emersi importanti scenari incompatibili con quanto contestato all’imputato e agli altri ragazzi accusati di stupro di gruppo ai danni di una ragazza.

 

Come spiega il legale Serena Gasperini del foro di Roma, presente in aula insieme a Maria Domenica Vazzana (sostituto processuale di Daniele Fabrizi), centrale è stato il controesame della super consulente Roberta Bruzzone che ha dimostrato una dettagliata conoscenza degli atti processuali e fatto emergere immediatamente in maniera chiara che non vi era alcun elemento a riscontro dell’esistenza dei rapporti tra la persona offesa e Antonio Verduci.

Stando alle dichiarazione di Bruzzone, anzi, la persona offesa avrebbe posto in essere una serie di condotte alquanto anomale, soprattutto in relazione al computer che ha consegnato in occasione dell’incidente probatorio tenutosi in data 8 febbraio 2017. Quel giorno, infatti, la ragazza avrebbe portato con sé il proprio computer sostenendo che al suo interno ci fossero dei file che avrebbero provato quanto da lei sostenuto e si aver avuto notizia che sarebbe stato sequestrato.

La decisione di sequestrare l’apparecchio, tuttavia, sarebbe giunta proprio in occasione di quell’incidente probatorio e, evenienza che rende ancora più dubbia la condotta della persona offesa, il computer, in data 3 febbraio 2017, era stato sottoposto a una cancellazione massiva di file operata attraverso softwer specializzati. Due aspetti, secondo la consulente non sufficientemente chiariti in ambito processuale e che getterebbero un’ombra sulla condotta della parte lesa. Al termine del controesame, pertanto, Bruzzone ha sostenuto la tesi che la ragazza sia affetta da un disturbo di personalità borderline proprio in virtù dei comportamenti tenuti in questa occasione.

Al termine della relazione di Bruzzone, il Pubblico Ministero ha rinunciato a contro esaminare l’altro consulente della difesa, Paolo Reale, che aveva recuperato altri messaggi scambiati tra la persona offesa e terzi con in quali intratteneva rapporti nel periodo in cui sono collocati i fatti contestati. La prossima udienza si terrà il 14 settembre, data alla quale l’avvocato Vazzana si prepara con grande fiducia in virtù del quadro emerso durante l’ultima udienza.

(fonte immagini: Youtube e ReggioToday)