censore bruno«E’ inconcepibile e non più tollerabile che la tutela dell’interesse primario della salute dei cittadini, diritto alienabile e costituzionalmente garantito, possa essere abrogato dalle fallimentari politiche sanitarie del Governatore Giuseppe Scopelliti».

E’ quanto afferma il Deputato del PD Bruno Censore, commentando quanto avvenuto a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, dove un ottantenne è deceduto in seguito ad un malore. Stando alle prime ricostruzioni, pare che i soccorsi siano giunti sul posto con circa mezzora di ritardo, stante il fatto che l’unica autoambulanza in dotazione al P.O. di Serra San Bruno sarebbe stata impegnata con un altro paziente.

«Le fallimentari politiche sanitarie di Scopelliti – continua il Deputato del PD – hanno sostanzialmente messo in discussione il diritto costituzionale alla salute in Calabria, dove una visione miope e ragionieristica ha cagionato una autentica “desertificazione” sanitaria, con servizi esistenti solo sulla carta, con ospedali che chiudono e con tanti altri che risultano depotenziati e lasciati con gravi carenze di personale e di risorse tecniche e strumentali. Nell’ipotesi in cui venissero accertati ritardi dei soccorsi, la cosa sarebbe grave, inconcepibile e inaccettabile. Nei prossimi giorni presenterò un’interpellanza parlamentare: non è ammissibile – prosegue Censore – che la grave carenza di mezzi possa mettere in repentaglio finanche i soccorsi. Anche e soprattutto a causa del netto e irrazionale ridimensionamento del P.O. di Serra San Bruno, voluto e disposto dal Governatore Scopelliti con il Decreto 18/2010, venti comuni montani e circa 40.000 cittadini sono costretti a subire e a toccare con mano ciò che da circa tre anni continuiamo a dire, rimanendo però inascoltati: servono interventi immediati per attutire e sopratutto correggere la forte sperequazione dell’offerta sanitaria e la scarsa omogeneità dei livelli essenziali di assistenza che penalizzano oltremisura l’intero comprensorio dell’entroterra vibonese, come peraltro è emerso in maniera chiara e drammatica durante l’ultima riunione congiunta del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei LEA».