zafferia alluvione«Chi si sta occupando al Comune di Messina degli interventi post alluvione del 1. Marzo?». La domanda se la pone Giuseppe Grioli, segretario cittadino del Pd, il quale ha inviato un esposto al prefetto di Messina Francesco Alecci ed a tutte le autorità di Protezione Civile regionale, provinciale e comunale. La domanda che si pone Grioli arriva ad un mese e mezzo dal nuovo nubifragio che, per fortuna senza vittime, ha ancora una volta indebolito il già fragile territorio messinese. «Il villaggio di Zafferia – afferma il segretario del Pd – ne è un esempio, ancora oggi in contrada Monalla la strada arginale che conduce ad una zona abitata è sommersa da un’enorme quantità di materiale alluvionale che ha occluso una strada a monte che risulta inaccessibile per proprietari di abitazioni rurali, un residente, allevatori e finanche i mezzi dell’Amam che non possono recarsi al serbatoio comunale per le ordinarie manutenzioni e controlli. In contrada Fornace e contrada Chiesa Vecchia cedimenti della strada arginale e pericoli per la popolazione residente sembra non abbiano interessato le autorità di protezione civile comunale preposte alla sicurezza dei cittadini». E’ nato anche un comitato spontaneo di cittadini, i quali giustamente rivendicano il proprio diritto ad accedere in sicurezza nelle proprie abitazioni e raggiungere i propri terreni. «Dopo la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale che pare sia stata approvata dalla Regione Siciliana – continua Grioli – chi sta programmando gli interventi? Il sindaco ha pensato di organizzare un incontro interistituzionale per programmare e verificare le disponibilità dei vari livelli di governo? Dopo le somme urgenze il pericolo rimane e a volte rimane anche la terra. Si aspetta il prossimo inverno per inseguire un’altra emergenza? È inaccettabile per un Comune di 250 mila abitanti non avere la disponibilità di mezzi per rimuovere le montagne di terra ad un mese e mezzo dall’alluvione, ed è altresì inaccettabile sentirsi dire che non ci sono i soldi. Continuiamo a pensare che il sindaco che è il capo dell’amministrazione comunale non governi la città ed i dirigenti non hanno precisi indirizzi politici. Inoltre – conclude il segretario del Pd – il ruolo del sindaco è quello di fare sistema tra le diverse competenze ma lo stesso è troppo impegnato con i suoi numerosi incarichi». Cambiando zona della città ma non argomento, proteste analoghe giungono da Massimiliano Minutoli, consigliere dell’Udc della III Circoscrizione. Il quale vuole accendere i riflettori sul villaggio Bordonaro. «Non ci sono Santi a cui rivolgersi!», afferma quasi sconfortato: «L’amministrazione comunale continua a non intervenire per risolvere i problemi presenti al Villaggio Bordonaro a seguito del nubifragio del 1. marzo. A parte gli inconvenienti subiti a causa della rottura dell’impianto fognario in contrada San Nicola, i cittadini vedono ancora ammassate sulle strade, “montagne” di materiale detritico lasciato in “totale abbandono” dai mezzi che hanno operato nel villaggio per la riapertura della circolazione a seguito dell’esondazione del Torrente e delle frane occorse un pò su tutto il territorio. Continuano i disagi in via Scaminaci, dove nemmeno un esposto presentato dai cittadini è riuscito a risolvere la questione. Materiale lasciato in abbandono con la conseguente che spazzatura di ogni genere, scaricata da cittadini sprovveduti ed incivili nelle zone adiacenti, provoca serie carenze igienico-sanitarie. L’assessore alle Manutenzioni, più volte sollecitato, continua a fare orecchio da mercante, adducendo la titolarità ad intervenire sui luoghi per la messa in sicurezza il Dipartimento di Protezione Civile del Comune di Messina. A questo punto mi vedrò costretto a protestare in maniera eclatante, poichè in questa città, per l’ottenimento di un diritto, i cittadini devono necessariamente protestare! E’ incredibile – prosegue Minutoli – un amministratore che non riesce a risolvere un problema, che può essere risolto benissimo con i mezzi dell’autoparco municipale, farebbe bene a riflettere bene sul proprio operato ed eventualmente rassegnare le proprie dimissioni».

(Le foto si riferiscono ai dissesti di Zafferia)

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