monumento-a-dino-paolo-oggi-1Il 10 agosto 2001,  a Morines (Kosovo), la vita di due giovani militari impegnati in missione umanitaria di pace venne tragicamente spezzata a causa di un incidente verificatosi con un elicottero. I militari in questione: Giuseppe Fioretti di Viterbo e Dino Paolo Nigro di Montalto Uffugo (Cs),  facevano parte del 3° Reggimento Alpini della Brigata “Taurinense” con sede a Pinerolo (To) e si trovano in Kosovo soltanto da tre mesi.

Da allora sono passati quasi vent’anni (il prossimo 10 agosto 2021 ricorre il 20° anniversario della morte), ma la ferita è ancora aperta e sanguinante, lo è per la famiglia ma anche per l’Istituzione Esercito che ricorda, in ogni occasione ed ogni ricorrenza, i suoi figli deceduti. Uomini e donne in divisa che con passione, abnegazione ed amor patrio, anche attraverso il sacrifico della propria vita, donano ogni giorno tutto per la salvaguardia delle libere istituzioni e per portare la pace nel mondo.

villa-comunale-dino-paolo-nigro-4A Montalto Uffugo (Cs), per ricordare l’estremo sacrificio di Dino Paolo Nigro, il 10 agosto 2011 è stata intitolata la Villa Comunale ed eretta una stele che ne ricorda il sacrificio; unico neo è stato la collocazione del monumento in fondo alla villa, una posizione decentrata e non particolarmente felice che ne ha limitato la visibilità e di conseguenza non ha dato il giusto risalto alla memoria di uno dei suoi figli migliori. L’evento si svolse con una cerimonia che ebbe luogo secondo il protocollo militare e fu possibile grazie alla volontà dell’amministrazione comunale di allora che sposò immediatamente l’idea d’intitolare il  luogo al ricordo di Dino Paolo la cui vita è stata, purtroppo, stroncata in maniera inaspettata e violenta. Tutto è andato bene per un certo periodo di tempo poi, come spesso capita, il luogo è stato completamente abbandonato ed oggi è sommerso da sterpaglie di ogni genere e la stele è stata, per l’ennesima volta, sfregiata causando dispiacere e dolore non solo nella parte sana dei montaltesi, ma soprattutto nella famiglia le cui ferite sono ancora aperte e mai rimarginate.

Purtroppo sembrerebbe che a nulla siano valse le numerose richieste avanzate nel tempo, ed in particolare in questo ultimo periodo, dalla famiglia Nigro all’amministrazione comunale nella persona del Sindaco, Pietro Caracciolo, al fine di poter ridare decoro e dignità alla villa ed al monumento che ricorda Dino Paolo. Telefonate, richieste di appuntamento,  messaggi vocali sarebbero rimasti sempre inascoltati. Eppure il problema  è stato sollevato non solo dalla famiglia Nigro, ma anche da tanti cittadini che nella villa vedono un punto di ritrovo e di svago per loro e per i loro figli. Nel frattempo, da quanto è dato sapere, sembrerebbe che ci siano state solo false illusioni e facili promesse, una su tutte l’installazione di telecamere per individuare i vandali, promesse che in realtà mai si sono concretizzate.

montalto-2Per tali motivi, in questi giorni, la polemica anziché essere affrontata in maniera diretta da chi ne ha competenza è traslocata sui social, dove il Sindaco ha ritenuto di far sentire la propria voce commentando il post di un cittadino che, a sua volta, aveva commentato la lettera scritta al primo cittadino dal Gruppo Alpini di Cosenza (a firma del Capo Gruppo, dottor Giovanni Callegari e del Segretario, Cav. Sandro Frattalemi) che ne chiedevano l’intervento per ridare dignità ad un luogo che rappresenta un simbolo per Montalto e per l’intera sua comunità. A margine dei fatti fin qui raccontati, abbiamo incontrato per una breve intervista Gianluca Nigro, fratello del militare deceduto che ci ha rilasciato la seguente intervista:

D. Signor Nigro, lo stato di abbandono in cui versa da tempo la villa comunale ed il monumento che ricorda il sacrificio di Dino Paolo che sentimenti suscita in tutti voi?

R. “Lo stato in cui versa, oggi, il luogo dov’è posto il monumento che ricorda Dino Paolo suscita in me un mix di sentimenti: logicamente rabbia nel vedere il monumento oltraggiato e deturpato e profonda delusione ed amarezza perché vedo negli occhi dei miei genitori il dolore  immenso che provano nel vederlo in quelle deplorevoli condizioni. E’ come se ogni giorno quella ferita, mai guarita, si riapra sempre più” 

D. La politica locale ha dimostrato negli anni, con questo indecoroso comportamento, insensibilità sociale e civica, vi siete chiesti il perché di questa sua mancanza?

R. “Mi aspettavo da parte della politica locale qualche attenzione in più. A mio parere si sarebbero potute installare già da tempo o, quantomeno ai primi segni di vandalismo, delle telecamere di sorveglianza così come in passato ci avevano promesso, ma purtroppo tutto è caduto nel vuoto rivelandosi in effetti una falsa e mera promessa”

D. Purtroppo non è la prima volta che la stele viene presa di mira dai vandali, perché secondo lei? È solo un fatto sociale o c’è dell’altro? 

R. “E vero! non è la prima volta che il monumento viene deturpato ad opera dei vandali e spero vivamente che sia cosi e non ci sia, invece, dell’altro. Noi siamo una famiglia umile ed onesta e non abbiamo mai fatto del male a nessuno, tanto meno Dino Paolo, che, quando era in vita, era ben voluto da tutti ed era fortemente impegnato nel sociale”

 D. Allo stato delle cose, il Sindaco poco ha fatto per porre rimedio ad una situazione incresciosa che è visibile agli occhi di tutti, come mai secondo lei?

 R. “Ci rattrista tanto che un luogo che doveva essere un posto dove poter trascorrere qualche ora in assoluta spensierata e divertimento, soprattutto per i bambini, sia diventato un luogo abbandonato e sopraffatto dall’assoluto degrado. Dino, quando era ancora qui con noi, era una persona ben vista da tutti ed era molto attivo nel sociale, infatti prendeva parte sempre ad ogni iniziativa che il paese proponeva ed era sempre pronto a regalare un sorriso o porgere la mano a chi ne aveva più bisogno. In quella villetta, a lui dedicata e così mal ridotta, io posso soltanto dire che oggi, come padre, mai porterei mia figlia”

  D. E’ vero che state maturando l’idea di chiedere ufficialmente la rimozione della stele e l’annullamento dell’intitolazione della villa comunale a Dino Paolo?

  R. “Si, e con enorme dispiacere! Non è certamente colpa dello Stato se alcune persone si divertono a vandalizzare luoghi e monumenti di bene comune. Spero soltanto vivamente che tutto ciò sia da monito per riportare tutto in una condizione dignitosa. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che ci stanno vicino in questo momento e quelle che lo sono state in tutti questi anni”

Pasquale Rosaci

 

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