«Al giornalista della Rai che è venuto sabato a intervistarmi per un servizio che andrà in onda il 22 aprile ho chiesto che, con la sua troupe, sia presente anche quando facciamo cose belle, e spesso senza spendere un euro»: è ancora Maria Carmela Lanzetta a parlare per ribadire che il paese non è solo quello che si trova costantemente sotto il cono d’ombra, perché considerato al centro degli interessi della ‘ndrangheta e sottoposto al controllo di famiglie criminali forti, ma è un paese in cui la maggior parte della gente vive onestamente. Certo, gli attentati al primo cittadino, per le modalità con le quali sono state compiute, sono la cornice di una realtà complessa, nelle cui pieghe si nascondono vissuti dolenti, esperienze amare, disagio, che avvalorano senz’altro i cliché sotto cui spesso la stampa nazionale vede questo lembo di terra, e dove gli onesti sono poco visibili. Ma Monasterace è anche associazionismo, cultura, tradizioni. «Ringrazio i giornalisti, per la grande professionalità e correttezza usata per raccontare quanto mi è capitato in questo periodo – dice ancora il sindaco Lanzetta – ma vogliamo i giornalisti anche quando ci sono iniziative culturali, quando c’è il teatro, quando ci sono le processioni e i riti della tradizione locale, quando vengono presentati libri». Un invito, dunque, a tenere accesi i riflettori su un territorio in cui turismo e cultura possono veramente essere i veri “polmoni” dello sviluppo. Una consapevolezza che viene da lontano, visto che già negli anni in cui era presidente della Pro Loco, Maria Carmela Lanzetta ingaggiò un vero braccio di ferro col degrado per far tornare all’antico splendore uno dei siti archeologici più importanti della Magna Grecia dove, già alla fine dell’800, lo studioso Paolo Orsi aveva individuato i resti dell’antica Kaulon, una cittadina primaria fondata dagli Achei che conobbe lunghi periodi di prosperità e per trasformare questo patrimonio in una cassa di risonanza dell’identità e dell’orgoglio nazionale. Un impegno che va avanti, in tandem con la delegazione Fai della Locride che, sempre nell’ambito del progetto “Puntiamo i riflettori”, finalizzato al restauro e alla valorizzazione del Drago di Kaulon, il più antico mosaico della regione, oggi al Museo archeologico inaugurerà il cantiere aperto che consentirà ai visitatori di assistere alle varie fasi dell’intervento conservativo. L’iniziativa, che porta la firma del Comune e della Soprintendenza, proseguirà fino a mercoledì prossimo.(i.d.)

Gazzetta del Sud del 16 aprile 2012