«Questa mattina mi ha telefonato Pier Luigi Bersani e mi ha fatto un enorme piacere parlare con lui. Domani (oggi,ndc) verranno a trovarmi Doris Lo Moro, il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi e Carla Girasole». Non riesce ancora quasi a parlare, Maria Carmela Lanzetta, travolta da un’ondata di amarezza, dopo i colpi di pistola sparati intorno alle 23 di mercoledì scorso, a scopo intimidatorio, contro la sua auto parcheggiata davanti all’abitazione in cui risiede con la sua famiglia e contro la saracinesca della farmacia di sua proprietà, data alle fiamme nel giugno scorso.

 

Nella sua telefonata il leader dei democratici ha annunciato al sindaco un’iniziativa «per sollecitare l’intervento del governo, delle forze dell’ordine e della magistratura al fine di stroncare una intollerabile situazione di minaccia verso chi intende condurre l’azione amministrativa nel solco della correttezza, della legalità e del rifiuto di ogni intimidazione e di ogni ricatto».

A fianco della Lanzetta è intervenuta ieri anche la capogruppo del Pd in Commissione Antimafia, Laura Garavini, che ha espresso «forte solidarietà al sindaco di Monasterace a nome dei componenti democratici della Commissione» e le chiede di ripensare la sua scelta di dimettersi: «Pur comprendendo del tutto il suo gesto – scrive Garavini – vogliamo che rifletta sulla necessità di tornare sui suoi passi, forte della solidarietà di queste ore e della certezza che noi non la lasceremo sola. La stessa Commissione antimafia ha già avviato un’indagine conoscitiva sui sindaci minacciati e presto chiederemo interventi di tutela e sostegno».
E secondo Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Partito Democratico. «Le dimissioni del sindaco di Monasterace rappresentano una sconfitta per tutti. Lo Stato ha il dovere di garantire in ogni luogo del paese la sicurezza di chi gestisce un’amministrazione pubblica, senza che debba subire continue pressioni, intimidazioni o minacce. Maria Carmela Lanzetta – aggiunge – non deve sentirsi sola nè abbandonata.
Nei prossimi giorni mi recherò personalmente a Monasterace per darle il mio sostegno e quello di tutto il Partito Democratico perchè lei possa sentire la vicinanza del partito e per verificare, insieme anche al Pd calabrese, quali iniziative è possibile intraprendere per il futuro». «Ora Maria ha bisogno di serenità, aspettiamo che si riunisca il Comitato per l’ordine e la sicurezza», spiega Teodoro Bucchino, giovane componente dell’esecutivo e segretario locale del Pd.
Mentre parla, anche in lui si percepisce la delusione, più forte di quella provata all’indomani dell’attentato incendiario della farmacia Lanzetta, perché con questa nuova intimidazione ancora una volta la ‘ndrangheta ha confermato che nella Locride può battere anche la strada del terrore politico.
E c’erano anche le operaie di Florinnova alla fiaccolata organizzata venerdì scorso, per esprimere vicinanza e sostegno a Maria Carmela Lanzetta. Sicuramente hanno apprezzato il suo impegno e quello del suo esecutivo, nel tentativo di dare una svolta a una cittadina come Monasterace, ricca di eccellenze e potenzialità, anche interessandosi ai giovani e alle altre fasce considerate deboli.
Lo conferma la reazione della società civile e del mondo delle associazioni che si sono riversate in strada a manifestare sdegno sfilando in silenzio per le vie del paese. Un silenzio pieno di impegni per impedire che un patrimonio di valori vada disperso, a cominciare dalla nuova consapevolezza delle lavoratrici delle serre di Campomarzo, impegnate da mesi in una vertenza aziendale difficile e complessa, per salvaguardare il posto di lavoro e la dignità. Con le operaio c’era anche il gruppo dei minori africani ospiti, per espresso desiderio del sindaco, della Casa gialla”.
Gazzetta del Sud – Imma Divino

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