I resti dell’antica Mistretta (Amestratos)da oggi saranno dettagliatamente illustrati ai cittadini e ai turisti grazie a due pannelli informativi installati nei pressi del sito archeologico, emerso durante gli scavi in Largo del Progresso: essi, il cui fine è la ricostruzione storico-topografica della città in un arco cronologico di quasi due millenni, sono stati realizzati dalla Italgas grazie alla sinergia con la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Messina, che ha svolto l’attività di vigilanza preventiva, e l’amministrazione comunale di Mistretta. Il sito di Amestratos è stato rinvenuto nel 2018 durante i lavori per la realizzazione della rete cittadina del metano: secondo la prassi operativa, infatti, nel corso delle attività di scavo è presente un team di archeologi operante sotto la direzione scientifica della Soprintendenza del luogo, in cui si svolge il cantiere. “Ancora un importante ritrovamento emerso grazie all’attività di vigilanza preventiva operata dalle Soprintendenze dei BB.CC. che conferma la bontà di una norma posta a salvaguardia del patrimonio culturale. È importante evidenziare – sottolinea l’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà – la collaborazione e la disponibilità mostrata dalla Italgas attraverso la realizzazione dei pannelli descrittivi che ci consentono di dare immediatamente visibilità all’area di scavo. Molti sono stati in questi ultimi mesi i ritrovamenti frutto della collaborazione tra pubblico e privato; tra queste le più significative sono la necropoli di Messina e quella di Marsala che ci hanno riconsegnato tombe ancora inviolate, gli scavi di via Di Bartolo a Gela che ci hanno consegnato una necropoli che sarà musealizzata “a cielo aperto”, ancora la Villa rurale Romana a Vallelunga Pratameno o la via romana che collegava Palermo a Catania nel territorio di Caltavuturo; tutte opere che ci permettono di aggiungere significativi tasselli all’importante quadro storico della nostra Terra”. L’area di scavo, nella quale si è evidenziato uno spaccato storico caratterizzato da stratificazioni databili dal VI sec. a.C. all’età aragonese, si trova nei pressi della Chiesa della Santissima Trinità. I livelli archeologici risultanti conservati in buone condizioni, raggiungono una profondità di circa 3 metri rispetto al piano di calpestio della piazza e sono in gran parte costituiti da strutture murarie, oltre che da una porzione di necropoli probabilmente connessa alla chiesa normanna di San Vincenzo, demolita alla fine del XIX secolo. La realizzazione dei due pannelli in metallo, delle dimensioni di 1 metro per 1.70, testimonia l’impegno Italgas nella tutela e valorizzazione dei beni storico-archeologici ritrovati nel corso delle attività di scavo. Il posizionamento dei pannelli è avvenuto alla presenza della Soprintendente Mirella Vinci, di funzionari dell’Amministrazione comunale e di rappresentanti di Italgas.

Foti Rodrigo

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