La motonave Fedel Moon, battente bandiera panamense e proveniente dal Mediterraneo orientale, che avrebbe dovuto transitare nello Stretto di Messina e sospettata di essere impiegata nel traffico di essere umani, nella serata di ieri, si è fermata in rada nel tratto di mare prospicente le coste calabresi di Capo Spartivento, destando l’attenzione delle Fiamme Gialle del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare.

La complessa operazione era scattata nella tarda mattinata di ieri, allorquando un velivolo ad ala fissa del tipo ATR42MP, appartenente al Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di Mare, nell’ambito di una missione aerea volta al monitoraggio del basso Jonio, aveva individuato la Motonave Fedel Moon che, da un controllo delle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, risultava essere stata coinvolta in passato, in traffici illeciti connessi all’immigrazione clandestina.

Dopo le opportune e tempestive investigazioni, gli uomini del Gruppo Aeronavale di Messina, in collaborazione con i finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, hanno effettuato l’ispezione a bordo, durante la quale hanno rinvenuto, stipati nel gavone di prua, 28 clandestini di sesso maschile di nazionalità in fase di accertamento, tra i quali, si presume, 10 siano di età minore.

Non appena la nave aveva comunicato l’esigenza di volersi ancorare per sottrarsi alle avverse condizioni metereologiche, nei finanzieri del Comando Operativo Aeronavale si è concretizzata la percezione che la stessa volesse aspettare il momento propizio per lo sbarco dei clandestini. Tra l’altro, già nei primi giorni di novembre proprio davanti Capo Spartivento, il Gruppo Aeronavale di Messina aveva già fermato un Moto Peschereccio con clandestini a bordo. Nel passato il tratto di costa in questione, è stato spesso interessato da ritrovamenti a terra di clandestini, senza il rinvenimento di alcun natante utilizzato allo scopo.

Proprio tale modus operandi, ha suscitato particolare attenzione in quanto, in passato, il ritrovamento di piccoli gruppi di clandestini è stato spesso riconducibile al traffico di navi commerciali, che utilizzavano le lance di bordo per lo sbarco del carico umano.

La nave dopo essere stata ispezionata è stata condotta nel porto della città reggina. I clandestini tutti in buono stato di salute, sono stati sottoposti alle prescritte visite mediche e successivamente accompagnati presso uno dei centri di accoglienza predisposti dalla locale Prefettura.