foto-di-biagio-santagatiIl perpetrato stato di incuria della zona San Raineri di Messina è ben risaputo, quel che non tutti sanno invece è l’antica presenza di un campo sportivo un tempo molto attivo in città.

Si tratta del campo di rugby e calcio dell’Arsenale, che con partite frequenti anni fa ravvivava la zona falcata, a due passi dal centro cittadino.

Nel corso del tempo però si decise di chiudere la struttura a causa di un inquinamento da piombo.

Quel che ci resta oggi è un misero campo di erbacce ridotto a discarica a cielo aperto.

foto-di-biagio-santagatiLo spettacolo che infatti si offre a chi vi accede è un accumulo di detriti e sterpaglia molto alta, diffusa pressoché in tutto lo spiazzo sino a cingere le scalinate e gli spalti.

Medesima situazione di degrado anche per quel che resta degli spogliatoi, il cui interno si intravede dalle finestre prive di vetri o di alcuna chiusura.

Oggetti abbandonati, un portone arrugginito ricoperto di cespugli, reti distrutte e piegate, un accumulo di rifiuti e sporcizia nelle stanze interne ed erbacce lungo le scalinate.

Questo è ciò tristemente rimane dell’antico centro sportivo che sembra aver seguito lo stesso destino dell’area che lo circonda.

foto-di-biagio-santagati0Un vero peccato ed anche un paradosso, dal momento che si presume che in quell’area ebbe luogo la prima partita di calcio della storia: quella del 29 agosto 1702, tra francesi e messinesi, menzionata in un manoscritto del sacerdote Giuseppe Cuneo oggi custodito alla Biblioteca Regionale di Messina.

Un avvenimento importante, narrato dalle parole del testimone oculare Cuneo, che assistette personalmente all’evento cui partecipò il principe Luigi Alessandro Borbone, conte di Tolosa e Viceré di Sicilia.

Quella che era una delle aree più ricche della città, ricolma di fabbriche, di chiese e di vita, si è progressivamente spenta a causa della negligenza delle amministrazioni politiche succedutesi.

foto-di-biagio-santagati1Recentemente erano stati avanzati progetti per la riqualificazione del quartiere, con l’edificazione tra l’altro di un polo acquatico e di un tanto atteso lungomare, così come ogni città marinara dovrebbe avere recuperando il proprio rapporto con il mare.

A due anni dall’inaugurazione del parco di San Raineri, area verde con impianto GPL per gli amici dell’ambiente e giochi per bambini, evento accolto positivamente dai cittadini in quanto simbolo della rinascita della zona, permane tuttavia una situazione di generale trascuratezza che non sembra voler mutare.

Tale denuncia mira ad attivare chi ne ha la competenza, auspicando un avvio definitivo dei lavori per la globale rivalorizzazione della zona falcata, biglietto da visita della città intera.

Cristina Trimarchi – Foto di Biagio Santagati

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