Sarà ancora Gisella Schillaci a guidare per i prossimi quattro anni la Federazione dei Lavoratori Postali della Cisl di Messina. A confermare la fiducia al segretario uscente è stato il Congresso della SLP tenutosi questo pomeriggio all’Hotel Capo Peloro Resort di Torre Faro alla presenza del segretario nazionale Sebi Cappuccio, del segretario regionale Giuseppe Lanzafame e del segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese. I delegati hanno anche eletto come segretario aggiunto Giuseppe Gullì e come segretario organizzativo Giovanni Cucinotta.

I lavori sono stati aperti dalla relazione della segretaria provinciale Gisella Schillaci che come primo argomento ha affrontato lo scottante tema degli “esodati” che soprattutto in Poste Italiane ha interessato migliaia di lavoratori. “Un’opportunità importante soprattutto in una terra economicamente disastrata come il messinese – ha detto – così in 180 hanno aderito e adesso si trovano ad affrontare conseguenze imprevedibili e drammatiche, senza stipendio e senza pensione”.

La relazione ha tracciato anche il quadro della situazione generale dopo l’accordo con Poste Italiane sugli obiettivi di razionalizzazione della rete, miglioramento dell’organizzazione del lavoro e delle condizioni dei lavoratori, sviluppo del servizio di recapito con l’acquisizione di servizi a valore aggiunto, qualità la soddisfazione del cliente.

“I risultati – ha sottolineato la Schillaci – sono sotto gli occhi di tutti e sono negativi. E non, come dice Poste Italiane, per carenze nell’accordo, ma per la incapacità dell’Azienda di attuare fino in fondo i contenuti dell’accordo. Nel recapito, le “soluzioni alternative” per ovviare a carenze oggettive hanno portato alla scomparsa della qualità in quello che era fiore all’occhiello di Poste. A questo va aggiunto anche l’utilizzo a volte esagerato dello strumento della flessibilità o dello straordinario e si parla di nuovi tagli e di esuberi da gestire. E’ un circolo vizioso, che punta solo alla diminuzione dei costi senza nuove forme di investimenti e sviluppo. Messina – ha continuato – dovrà star bene attenta perché ha già subito il taglio di ben 60 zone che ha mandato in crisi tutto il recapito e ancora ne subiamo le conseguenze sia come lavoratori che come cittadini. La logica dei tagli ai costi di gestione si scontra con la soluzione dei problemi organizzativi. Inutile girarci attorno. Il mercato è difficile, ma Poste Italiane deve competere negoziando soluzioni e applicando gli accordi. Non si può continuare a puntare sull’abbassamento dei costi, soprattutto quello del lavoro, senza lavorare seriamente sui processi che garantiscono il miglioramento qualità che unico è in grado di mantenere stabili e in prospettiva accrescere gli utili”.

La Schillaci ha tracciato, infine, quello che dovrà essere l’impegno della Federazione Poste alla luce anche del previsto accorpamento con le altre Federazioni della Cisl, Fisascat, Felsa e Fiba. “Dobbiamo essere in grado di rispondere alle esigenze dei lavoratori, delle imprese e dei cittadini – ha concluso bisogna offrire tutele e diritti ai lavoratori del settore, migliorare il potere di acquisto delle retribuzioni, affermare e rendere praticato il sistema di relazioni sindacali, lavorare per la sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, vigilare sull’applicazione e il rispetto del Contratto nazionale, difendere i livelli occupazionali. Su questi punti concentreremo la nostra azione, per rafforzare la presenza e l’intervento del sindacato sui luoghi di lavoro”.

“Poste Italiane sono una grande azienda molto radicata sul territorio – ha detto il segretario nazionale Sebi Cappuccio – abbiamo assistito a una profonda riorganizzazione, ma questa deve avvenire prestando attenzione alla qualità ed è ciò che auspichiamo come sindacato e ci battiamo per questo. Poste Italiane deve offrire qualità del servizio e un servizio efficiente e funzionale per i cittadini. Questo, però, passa attraverso un valore importante come quello delle risorse umane che devono offrire un servizio di qualità attraverso dignità e sicurezza”.

“E’ un momento importante di riflessione per dare progetti alla nostra organizzazione – ha sottolineato il segretario regionale Giuseppe Lanzafame – Qualità e salvaguardia dei posti di lavoro devono camminare di pari passo, è questo il nostro obiettivo. La qualità del servizio, oggi, lascia un po’ a desiderare e noi ci batteremo per l’occupazione e la qualità del lavoro. In questo momento lamentiamo la disorganizzazione dell’azienda come modello organizzativo. Riteniamo che solo con deleghe territoriali può migliorare il servizio, invece l’azienda ha seguito un percorso al contrario accentrando poteri e dando meno risposte”.

“Poste italiane – ha detto nel suo intervento il segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese – è un assett fondamentale per la nazione. Rappresenta un presidio sociale su tutto il territorio e questo grazie all’impegno profuso dalla Cisl e dai lavoratori postali, nonostante scelte aziendali che andavano in direzione contraria. L’importanza di Poste Italiane viene valorizzata soprattutto oggi che la grande finanza e il sistema creditizio hanno dimostrato tutta la loro fragilità. Anche nel nostro territorio – ha aggiunto Genovese – è fondamentale la presenza di Poste Italiane, soprattutto nei piccoli centri dove spesso rappresenta l’unico presidio sociale. Ecco perché difendere la presenza di Poste Italiane e dei suoi lavoratori sul territorio non è e non deve essere un interesse solo del sindacato ma deve essere di tutta la politica e delle Istituzioni, perché l’ufficio postale rappresenta spesso un sostegno ai bisogni delle parti deboli della nostra comunità”.

 

 

 

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