cambiamo-messina-dal-bassoNota del Movimento Cambiamo Messina dal Basso:<<Di fronte ad una crescente disumanizzazione, di fronte all’inquietante cinismo con cui l’attuale Governo sta gestendo la complessa questione delle migrazioni, è al mondo della Cultura, è all’humanitas presente in ogni coscienza, che vogliamo fare appello.

Per questo abbiamo lanciato un manifesto, già sottoscritto da una cinquantina di docenti di diverso ordine e grado: per gridare il NO che dal mondo della scuola si leva contro le discriminazioni ed ogni forma di razzismo, ed il SÌ forte e testardo ad una cultura dell’accoglienza e della relazione feconda tra diversità.

Per sottoscrivere l’appello ciascun docente può mandare una mail a cambiamomessinadalbasso@gmail.com, indicando cognome, nome, città e scuola di appartenenza (o, semplicemente, ordine e grado), o inserire gli stessi elementi a commento di questo post.

Torniamo umani!

Appello-manifesto dei docenti e delle docenti per una scuola ed una cultura accoglienti

Siamo docenti di diverso ordine e grado.

Siamo, prima di tutto, donne e uomini che hanno scelto di dedicare una grande parte della propria vita ad un lavoro nobile e delicato, che quotidianamente ci mette in crisi e ci interpella come persone.

Ogni giorno abbiamo davanti a noi bambini, ragazzi. Incrociamo i loro occhi, li raggiungiamo con la nostra voce, sfioriamo le loro identità in formazione, proviamo a rispondere alle loro domande (implicite ed esplicite) di conoscenza, di Cultura, di Senso.

Incontriamo generazioni di studenti, per poche o molte ore i genitori ci affidano i propri figli e noi trasferiamo conoscenze e contenuti ma anche valori, cerchiamo di tirar fuori da loro concetti ma anche significati. Sperimentiamo gratificazione e sconforto, entusiasmo e noia, fiducia e smarrimento.

Al di là dei nostri percorsi individuali, siamo dentro una storia ed una cultura che, da Omero ai Testi Sacri, dalla letteratura alla filosofia, dalla storia al diritto, ci hanno messo nel sangue l’accoglienza come valore, l’incontro con la diversità come sfida feconda, i diritti della persona ed il rispetto della dignità umana come imperativi morali categorici e non negoziabili.

Siamo dentro una Scuola che, pur con tutti i limiti, le rivoluzioni pedagogiche, le riforme e controriforme, si regge sulla Costituzione italiana e la sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo come testi fondamentali ai quali ispirare la nostra etica professionale, e che include la lotta contro ogni forma di discriminazione come valore fondamentale nei percorsi di crescita che condividiamo con i nostri bambini e ragazzi.

Malgrado il nostro sistema scolastico sia minacciato dalle logiche del mercato e dall’introduzione di meccanismi competitivi e di profitto, noi poniamo sempre al centro lo sviluppo del senso critico, del pensiero divergente e della creatività.

Non possiamo, quindi, restare indifferenti di fronte alla diffusione di alcune tra le peggiori pulsioni umane, repressive, violente e discriminatorie, che stanno trovando legittimazione piena in questa nostra epoca, memori di quei periodi storici in cui la crudeltà umana, unita all’indifferenza di chi intanto taceva, ha prodotto, qui come altrove, tra le più atroci e vergognose tragedie dell’umanità.

Personaggi pubblici e politici, assunti da molti cittadini come punti di riferimento, e che stanno legittimando – anche per mezzo delle Istituzioni e degli strumenti messi loro a disposizione dalle cariche che rivestono – un clima di paura ossessiva, di censura e di diffidenza.

A ciò si accompagna una progressiva criminalizzazione del dissenso, che crea una cappa soffocante sullo sviluppo di idee e pensieri, marginalizzando le voci alternative e dissonanti.

La maggior parte delle nostre scuole sono insicure dal punto di vista strutturale. La formazione è messa a repentaglio dalle condizioni spesso precarie in cui si svolge il nostro lavoro.

Eppure si sta diffondendo il pericoloso mito di un’altra forma di sicurezza, che si nutre della paura del diverso e assume le sembianze del razzismo, dell’esclusione, della discriminazione, del respingimento.

Nei corsi di formazione ci insegnano a stimolare le caratteristiche particolari di ciascuno dei nostri bambini e ragazzi; eppure ciò che spesso accade, nei fatti, è l’imposizione di un pensiero unico che silenzia ogni voce scomoda. Per di più, impariamo dalla Costituzione una cultura di opposizione alla guerra, eppure il modello militarista penetra con sempre maggiore pervasività nelle scuole, e rischia di insinuare nelle coscienze il pericoloso messaggio che in fondo la guerra possa non essere poi tanto male.

Sentiamo la necessità di denunciare le falsità che circolano alimentando timore e sospetto. Ci allarma il fatto che i nostri studenti siano raggiunti da informazioni distorte.

Per l’onestà intellettuale che la nostra professione ci impone, sentiamo il dovere di smentire a gran voce gli slogan, frutto di ignoranza, che fanno degli stranieri un pericolo e una minaccia, altre donne e uomini dipinti come nemiche e nemici invece che come “compagni di viaggio”, spesso vittime di un destino che i nostri padri hanno scelto per loro, di perverse logiche politiche ed economiche imposte dall’Occidente al resto del mondo.

Sentiamo l’esigenza di rimettere al centro la diversità come una delle “provocazioni” più belle che la vita ci riserva come individui e come popoli, e l’accoglienza come uno dei valori più sacri che la nostra storia e la nostra cultura ci hanno consegnato.

Sentiamo il dovere morale di non farci terminali di una cultura e di una prassi che minacciano le fondamenta della nostra humanitas, e di essere obiettori di coscienza, voci critiche capaci di dire NO, e di proporre un modo diverso di raccogliere questa sfida.

Non possiamo più restare in silenzio.

Non possiamo compilare registri e piattaforme, sciorinare nozioni, adempiere doveri burocratici, e voltarci dall’altra parte mentre recrudescenze autoritarie minacciano il nostro vivere comunitario e sgretolano dalle fondamenta i pilastri su cui si fondano la nostra civiltà e la nostra democrazia.

Torniamo umani.

L’appello è scaricabile a questo link:

http://www.cambiamomessinadalbasso.it/uncategorized/non-possiamo-restare-in-silenzio/

 

 

Primi sottoscrittori:

 

1. Giovanni Pirrotta – Istituto Comprensivo “Paradiso” di Messina, Portavoce CMdB

2. Ivana Risitano, ITTL “C. Duilio”

3. Daniele Ialacqua, IIS Antonello

4. Patrizia Baldanza Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Sciascia” Sant’Agata di Militello (Me)

5. Cesare Natoli, docente di Filosofia e Storia presso Liceo Emilio Ainis di Messina.

6. Carmelo Geraci – Istituto Nautico “Caio Duilio” Messina

7. Mariateresa Zagone,Docente di Storia dell’ Arte presso il liceo artistico Ernesto Basile di Messina

8. Maria Grazia Marsili, Messina, Istituto Comprensivo San Francesco di Paola.

9. Tiziana Tornabene, Catania, IT Archimede

10. Biancamaria Cordovani, Messina, Liceo Artistico “E.Basile”

11. Laura Giuffrida,Istituto Antonello ,Messina

12. Lelio Currò, I.I.S. La Farina – Basile, Messina

13. Giovanna Manganaro, ITES JACI Messina

14. Immacolata Barillari, Milazzo (ME), ITET Leonardo da Vinci

15. Paola Cotroneo – ITET LEONARDO DA VINCI – Milazzo (Me)

16. Carmen Santisi, Palermo, Istituto superiore Duca Abruzzi-Libero Grassi

17. Maria Luisa Bonanno, ist. Comprensivo Novara di Sicilia

18. Pietro Patti, IC Pascoli Crispi Messina

19. Alessandra Minniti, Messina, Liceo Seguenza

20. Josette Clemenza, Liceo Emilio Ainis Messina

21. Francesca Spadaro, Liceo “Archimede” – Messina

22. Mariapatrizia Aragona, Messina,I.C. Enzo Drago, Plesso Principe di Piemonte

23. Concettina Pizzonia, Reggio Calabria, Istituto AlberghieroI.P.ALB.TUR. Villa San Giovanni

24. Lilli Jeni, Mario Passamonte dell’XI istituto Comprensivo

25. Francesca Guarna, ITIS “Leonardo Da Vinci” Lamezia.

26. Anna Maria Ferrara, XI I istituto Comprensivo,Gravitelli Messina

27. Adriana Morisani, Scuola Sciascia-Fermi di S.Agata di Militello (Messina)

28. Giuseppina Zullo, “E. Ainis” di Messina.

29. Giusy Liotta Messina Liceo Ainis

30. Serenella Scuto, Liceo statale E.Ainis. Ainis, Messina

31. Cettina Prestipino Giarritta, Lipari-Messina, Istituto Comprensivo Lipari 1

32. Maria Cannavò, Messina, Liceo “Ainis”

33. Celsa Maria Benedetta, Liceo Terenzio Mamiani” di Roma

34. Maria Formica, ITET Leonardo da Vinci

35. Lorella Ciancio, Spezzano della Sila (Cosenza), “I.C. Spezzano della Sila- Celico”

36. Eugenia Trunzo, “Istituo Evemero”, Messina

37. Antonina Ingegneri, I. C.”Saponara”- Messina

38. Angela Garufi ITET Leonardo da Vinci di Milazzo

39. Maria Grazia Spadaro, Liceo “E.Ainis”

40. Geremia Melara, ITTL “C. Duilio”

41. Maria Valbruzzi, ITI Panella Vallaura, Reggio Calabria

42. Sabrina Currò, Scuola Secondaria di Primo Grado

43. Accardo Gero Ist. Superiore ” Mattarella-Dolci” , Castellammare del Golfo TP

44. Angela Caratozzolo, Montopoli di Sabina (Rieti), ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA SABINA

45. Anna De Liberto Messina IC VILLA LINA-RITIRO

46. Oriana Olive, Scuola Liceo scientifico”G. SEGUENZA”

47. Concetta Ajello, ITIS Galileo Galilei, Arezzo

48. Stefania La Malfa scuola secondaria di secondo grado Messina

49. Maria Di Giorgio secondaria di secondo grado, Messina

50. Alessandro Grussu, Istituto “Copernico” – Barcellona P.G. (ME)

51. Federica Falsini, “IIS A.Moro” Passo Corese e “IC bassa Sabina” Poggio Mirteto

52. Angela M. Trimarchi>>

 

 

 

 

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