Mancata approvazione pianta organica Ospedale Papardo, la Cisl messinese contesta la decisione. «Si rischia di perdere professionalità e penalizzare un intero territorio. La Regione riveda i tetti di spesa»

24 maggio ’21 – «La riduzione del tetto di spesa assegnato dal Governo regionale al Papardo appare inspiegabile». Ad affermarlo sono il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, il segretario generale della Cisl Medici Messina, Gianplacido De Luca e la responsabile organizzativa della Cisl Funzione Pubblica Giovanna Bicchieri. «Negli ultimi anni – sottolineano – l’Azienda Ospedaliera Papardo ha progressivamente incrementato l’attività sanitaria ed il numero di posti letto, circa 50 in più con ulteriore incremento nell’ultimo anno di 15 posti letto di terapia intensiva a causa della pandemia Covid-19 ma, tuttavia, per mantenere i livelli essenziali di assistenza e per un corretto funzionamento dei servizi ospedalieri, la direzione generale del Papardo ha presentato una dotazione organica ed un piano del fabbisogno che per il 2021 rispettava la cifra assegnata di 71,8 milioni ma che per il 2022-23 progressivamente incrementava il tetto di spesa».

Una soluzione che non sembra sia stata accettata dai dirigenti dell’assessorato regionale alla Salute che, confermando la quota annua di 71,8 milioni di euro per il triennio 2021-23, determinerà un marcato ridimensionamento dei servizi sanitari dell’Azienda Ospedaliera Papardo e quindi dell’offerta sanitaria pubblica per tutto il centro-nord della città di Messina.

«Vogliamo ricordare – aggiungono – che nel 2017 il tetto di spesa annuale era di 79 milioni di euro e dopo si sono verificate particolari circostanze che hanno determinato una contrazione dei tetti di spesa per tutte le Asp e le Aziende Sanitarie siciliane».

Per il Papardo, nel 2021, l’assessorato regionale alla Salute ha previsto una marcata riduzione del tetto di spesa, scendendo dai 79 milioni a 71,8 milioni di euro annui, cifra che comprende anche il personale della centrale operativa del 118. «Abbiamo ricordato ai dirigenti dell’assessorato – aggiungono Alibrandi, De Luca e Bicchieri – che per il “Cannizzaro” di Catania, azienda ospedaliera simile al Papardo per dimensioni e volumi di attività, è stato mantenuto il tetto di spesa o addirittura aumentato. Non possiamo, quindi, non esprimere forte preoccupazione per tale riduzione che inevitabilmente andrà a ripercuotersi sulle assunzioni, sui carichi di lavoro del personale e, quindi, sulla qualità delle cure prestate».

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