corpo forestaleAlle prime luci dell’alba di oggi, il Comando Provinciale del Corpo Forestale di Messina, ha eseguito quanto disposto con l’ordinanza dell’8 gennaio 2014 dal G.I.P. del Tribunale di Messina dott.ssa Monica Marino, l’ applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari a carico di Musarra Luciano di anni 51, indagato del delitto p. e p. dall’art. 99, 81 e 349 comma 2 c.p. “perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poste in essere in tempi diversi, violava i sigilli apposti dall’Autorità Giudiziaria, in occasione del sequestro del 19.07.05, all’area sita nel Comune di Messina, contrada Mirulla, villaggio S. Lucia Sopra Contesse, ed all’impianto di frantumazione ivi presente al fine di assicurare la loro conservazione ed identità. Con l’aggravante di aver commesso i fatti in qualità di custode giudiziario della struttura in sequestro. Con la recidiva reiterata. Per una migliore comprensione dai fatti, si riporta in sintesi la cronistoria dall’anno 2005, quando a cura del N.O.E. dei Carabinieri di Catania è stato formalizzato il sequestro del materiale inerte accatastato in detto sito, ad oggi. Si precisa che il sequestro è stato operato nel luglio 2005 e ancora oggi l’area non è stata dissequestrata. L’impianto di riciclo in menzione è sito nella contrada Mirulla “Villaggio S. Lucia Sopra Contesse” del comune di Messina, il cui terreno della superficie di Ha 8.16.90, ed è ascritto alla ditta Musarra Luciano di anni 51. Il Musarra Luciano, non curante del sequestro del N.O.E. continuava nell’attività di riciclo, quando successivamente, per delega dell’A.G. si provvedeva a ripristinare i sigilli riaffidando allo stesso la custodia giudiziaria dell’impianto. Il Musarra Luciano non curante del ripristino dei sigilli e del p.p. p.p. 1393/011 a suo carico, continuava nella sua attiva abusiva di riciclo, violando ancora una volta i sigilli apposti. Per tale fatto nel maggio 2013 si provvedeva, ulteriormente, a ripristinare i sigilli e si contestava “la violazione di sigilli, sottrazione di cose sottoposte a sequestro, violazione dei doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro, violazione della pubblica custodia delle cose (artt. 334, 335, 349 c. [II] e 351 del C.p.)”. in quanto “il Musarra Luciano, n.q. di custode giudiziario dell’area in sequestro di che trattasi, si era reso responsabile della reiterazione della violazione degli artt. 334, 335, 349 c. [II] e 351 del C.p. e incurante della misura cautelare reale imposta sull’area in questione aveva rotto, disperdendoli, i sigilli ricollocati nel giugno 2012 continuando nella sua attività di riciclatore.” Nel maggio 2013 si constatava che “nel corso di una attività di controllo del territorio nella località “Barile”, villaggio S. Lucia Sopra Contesse, del comune di Messina, Ufficiali di P.G. del Comando Provinciale di Messina del Corpo Forestale Regione Siciliana constatavano a distanza che nel deposito di materiali inerti da demolizione sottoposto a sequestro dal N.O.E. Carabinieri di Catania i cui sigilli, per ben due volte, erano stati ripristinati e la custodia, di volta in volta, riaffidata al Musarra Luciano, vi era una intensa attività lavorativa con l’impiego di mezzi meccanici, facendo presupporre che i sigilli apposti per ultimo a maggio 2013 erano stati nuovamente violati reiterando i reati di cui agli artt. 334, 335, 349 c. [II] e 351 del C.p. Peraltro, non poteva essere diversamente in quanto il rispetto dell’integrità dei sigilli non consente alcuna forma di attività nell’area sottoposta a sequestro”. Nell’ ottobre 2013 gli uomini del Corpo Forestale Regione Siciliana si portavano nella località S. Lucia Sopra Contesse, in agro del comune di Messina, e riscontravano la presenza del Sig. Musarra Luciano intento a lavorare all’interno della zona posta sotto sequestro. Il Musarra Luciano sino all’alba di stamani era sottoposto alla“ …misura coercitiva dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria…con la prescrizione …di presentarsi ai CC competenti per territorio in ragione del luogo di residenza tre volte alla settimana”.