Ci risentiamo, dopo un po’ di tempo. No, non siamo scomparsi, non siamo stati inattivi, siamo andati avanti e abbiamo costituito un comitato civico volontario spontaneo, per motivi logistici ristretto, che si confronterà in questi giorni col Sindaco Cateno De Luca e gli Assessori alla Cultura Enzo Caruso e allo Sport e Spettacoli Francesco Gallo per esporre le linee guida ai fini dell’istituzione del Museo con le relative indicazioni progettuali fra le quali il mantenimento del bar e del ristorante.

Analogo incontro sarà richiesto al presidente dell’”Autorità di Sistema Portuale dello Stretto” Mario Paolo Mega e al Soprintendente ai Beni Culturali Mirella Vinci. Naturalmente non vi abbiamo dimenticato perché l’iniziativa è aperta senza alcuna restrizione a chiunque altro/a condivida i principi ispiratori alla base del proposto Museo con idee, suggerimenti e qualsiasi altro apporto. Fra le sezioni nelle quali si articolerà il Museo (se lo faranno fare), una sarà dedicata al fotografo Michelangelo Vizzini e alle sue foto della “Rassegna Cinematografica Internazionale”, prima di Messina e poi di Taormina. Una sezione con tutte le sue numerose fotografie, alcune da incorniciare in grandi pannelli ed altre da visionare in appositi album. Faranno da contorno anche dei monitor che dovrebbero proiettare in maniera continuativa immagini cinematografiche degli anni della Rassegna, riprese dai vari Cinegiornali (Settimana Incom e altri) dell’epoca.

Le foto che seguono (solo alcune) sono tratte dal volume a cura di Massimiliano Cavaleri “Michelangelo Vizzini fotoreporter”, copertina di Mirko Vizzini, Di Nicolò Edizioni 2012, con l’apporto determinante dei figli di Vizzini, Nanda e Andrea. Il compianto Andrea, in particolare, avanzò in passato la proposta dell’istituzione di un Museo del Cinema a Messina, inascoltato. E dire che in Sicilia esistono il Museo del Cinema a Catania a “Le Ciminiere”, e due privati a Siracusa (purtroppo dismesso) e a Gela: a Messina, culla del Cinema Internazionale, nulla!Un ricordo di Michelangelo Vizzini che, fra i tanti, ci piace citare, è quello di Geri Villaroel scritto nel 1998: “È immagine nota scorgere Vizzini, appesantito dagli attrezzi del mestiere “rancare” sulla sabbia bruciante, per esercitare il suo appassionante ruolo. Indossa una delle solite magliette di taglia minuta e reca in mano i mocassini. Michelangelo non tiene all’abbigliamento, forse la lunga prigionia in Germania e la deportazione in Russia ne avrà spento ogni entusiasmo, infatti anche d’inverno in serate eleganti si presenta in maglione, stavolta abbondante! Il contrasto con la gente “chic” non disturba, anzi si distingue “il fotografo” nell’usuale look. È un po’ come il personaggio di Charlot, trasandato e inconfondibile, affatto fuori posto in ogni occasione, accettato così com’è nel suo “costume di scena”, che ricopre con semplice fierezza, densa d’umanità.”.(Grazie a Nanda Vizzini per aver gentilmente consentito la riproduzione delle foto del suo grande papà, Michelangelo)

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