“Spesso l’incompetenza e la faziosità guidano le esternazioni giornalistiche sulla sanità”. Lo afferma il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, dott. Gerardo Mancuso, nel commentare quanto pubblicato sui quotidiani regionali circa la rimozione dei divisori mobili nell’Unità Terapia Intensiva Cardiologia (UTIC), del presidio ospedaliero di Lamezia Terme.

Mancuso così chiarisce il concetto espresso: “Circa l’articolo apparso sui quotidiani relativo alla polemica assolutamente fuori luogo e pretestuosa dei divisori dell’UTIC vorremmo rispondere con molta pacatezza per mostrare come anche di fronte alle polemiche preconcette è il caso che la gente sappia che l’Azienda si vuole determinare risolvendo i problemi e non certo facendo furberie come qualcuno vuole far credere. Nelle unità dove esistono attività di rianimazione o attività di emergenza urgenza o di terapia intensiva, come le UTIC, le norme di sicurezza e quelle sulla gestione vietano la presenza di pannelli divisori mobili che intralciano le vie di fuga. Inoltre nelle terapie intensive ci deve essere anche un controllo visivo dei pazienti. I pazienti non possono essere nascosti e perciò privi di un controllo. Questa organizzazione è tipica di tutte le terapie intensive degli ospedali italiani e perciò di tutte le strutture ospedaliere della regione. Se qualcuno andasse ad esempio al “Pugliese Ciaccio” o al Policinico vedrebbe come i posti letto delle UTIC sono ubicati in un’unica stanza, in una ‘open space’ dove vi sono pazienti indistinti per sesso. Anche nella sub-intensiva del reparto di Medicina di Lamezia i posti letto sono indistinti per sesso. Evidentemente vi è una ragione tecnica che prevede di seguire i pazienti che vengono monitorizzati con strumenti di lettura dei parametri vitali in modo automatico, anche servendosi della visione diretta”.

“Qualcuno – prosegue Mancuso – vorrebbe far credere che questo non va bene, che è errato, ma differire dalle norme di legge non è possibile e non può essere tollerato che qualcuno semini ignoranza colletiva, facendo credere cose diverse. C’è da chiedersi perché da quattro anni nel reparto di Medicina esiste questa strutturazione e non si è mai lamentato nessuno. La cosa buffa è che la segnalazione viene proprio da un paziente che ha scritto una lettera al sottoscritto, dicendo che i pannelli erano fuori norma. Ho disposto, in tempi non sospetti, la rimozione dei pannelli ed oggi che si rappresenta la necessità di acquistarli per la nuova astenterà che stiamo costruendo, qualcuno pensa di utilizzarlo come banale mezzo di polemica. Siccome siamo persone di buon senso abbiamo deciso di non acquistarne dei nuovi. E’ stato seguito un percorso assolutamente limpido sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo normativo. Ovviamente la gente farebbe bene prima di parlare a documentarsi”.

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