“Mi preme tranquillizzare i cittadini di un comprensorio strategico per la Asp di Catanzaro: non vi è alcuna intenzione, né tantomeno alcun pensiero, di chiudere o ridimensionare il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Soverato”. E’ quanto afferma il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Prof. Gerardo Mancuso, in merito alle ultime dichiarazioni apparse sulla stampa e relative al reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Soverato.

“Di verso opposto sono tutte le attività che l’Azienda ha messo in atto in questi due anni – ha aggiunto Mancuso – che dimostrano una implementazione ed un miglioramento delle attività sanitarie. Per effetto di decreti ministeriali abbiamo chiuso alcune strutture che non rispondevano a standard nazionali. Abbiamo chiuso anche reparti di Ostetricia e ginecologia perchè non rispondevano agli standard miisteriali necessari per garantire una sicurezza sanitaria. Il reparto di Ostetricia e ginecologia del presidio ospedaliero di Soverato negli ultimi due anni ha superato il numero soglia di 500 parti ed ha dimostrato di essere in linea con le direttive aziendali. A fine anno faremo una valutazione quantitativa, ma anche qualitativa delle attività, al fine di correggere o assumere decisioni per migliorare. Ricordo che proprio a Soverato abbiamo, grazie alla professionalità dell’equipe medica ed infermieristica, ridotto i parti cesari incoraggiando le mamme a parti naturali, abbiamo introdotto il “parto indolore”, abbiamo anche disegnato nuove linee guida assistenziali per garantire un percorso di sicurezza assistenziale”.

Per effetto di tutto questo, ha sottolineato il direttore generale, “proprio recentemente, grazie a un atto deliberativo dell’Asp, il reparto di Soverato viene implementato di altri 6 posti letto, con l’ambizione di attrarre anche cittadini da altri territoriali”.

“L’Atto aziendale approvato ad inizio agosto – ha aggiunto il dg – prevede che l’unità operativa Ginecologia e ostetricia di Soverato, che potrà disporre di ben 20 posti letto, sia, come è sempre stata, una Struttura complessa. Credo sia necessario e giusto dare ai cittadini informazioni corrette e distensive per fare in modo che non vengano penalizzati i territori più disagiati, sui quali l’Azienda sta esercitando enormi sforzi per assicurare servizi di qualità e più vicini alle esigenze territoriali”.

“Con il sindaco di Soverato – ha precisato poi Mancuso – ci sono comunicazioni quotidiani e rapporti di stima personali, egli dimostra una grande sensibilità verso l’argomento sanità, e rappresenta un punto di osservazione molto importante per l’Azienda per le dinamiche di correzione dei fenomeni. Ha rappresentato una situazione che è sotto osservazione dalla direzione generale e per la quale sono già state assunte iniziative di verifica che di correzione. Sono certo che il reparto saprà reagire alle osservazioni con prontezza ed alto grado di professionalità, continuando a fornire prestazioni di qualità e raggiungendo i numeri che auspichiamo”.

“L’ospedale di Soverato da noi disegnato – ha evidenziato il direttore generale –rappresenta un modello di efficienza gestionale che ci auguriamo possa essere realizzato al più presto. Non vi sono solo centri di medicina di primo livello, ma anche centri di riferimento provinciale come il centro di telecardiologia ed il centro Hub di laboratorio analisi. Il disegno che abbiamo fatto è funzionale alle necessità territoriali, ma anche alle esigenze del comprensorio. Insomma quello che abbiamo presentato nell’Atto Aziendale è un modello organizzativo innovativo e speriamo efficiente, che supera le vecchie dinamiche di campanile per integrarsi al sistema assistenziale dell’intera provincia e soprattutto consentire ai cittadini di usufruire prestazioni sicure ed ottimali indipendentmente dalla residenza. In passato i cittadini di territori più distanti dagli ospedali Hub hanno avuto talvolta prestazioni poco sicure ed inefficaci, cosa che noi oggi vogliamo evitare.

Vogliamo garantite a tutti i cittadini le stesse opportunità di prestazioni e questo si può ottenere attraverso una rete assistenziale integrata che prevede la diversificazione degli interventi sanitari. Quelli di primo livello, quelli di secondo livello e quelli di terzo livello. Stiamo attrezzando gli ospedali in base al livello assistenziale e stiamo implementando il sistema di trasporto. Il cittadino non vuole essere ricoverato in un ospedale qualsiasi, ma in quello dove ottiene la migliore prestazione, la migliore procedura, l’assistenza più sicura, anche se l’ospedale dista dal domicilio 50 km. Manca oggi tutta la rete territoriale che ci auguriamo di realizzare nei prossimi due anni”.

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