silvio berlusconiCaro Tito, non fiumi ma oceani di inchiostro sono stati finora scritti e tanti altri ancora si scriveranno su Silvio Berlusconi, sicuramente uno dei personaggi più potenti, discussi e discutibili della storia italiana (e non solo), rappresentante e simbolo di una certa idea di vita, di Italia e, più in generale, di “politica” già prima di fondare il partito “Forza Italia” che lo ha fatto entrare in Parlamento nel 1994, diventando Capo del Governo e “leader” del Centro-Destra. Infatti, nel luglio 1987, in tempi non sospetti (poiché non era ancora entrato in politica, cioè non aveva deciso di … “scendere in campo”), ho scritto su di lui soltanto l’emblematica espressione “L’Italia di Berlusconi” … ovvero un semplice ma pesantissimo ed indicativo verso nel testo della canzone depositata alla SIAE col titolo “Italia amore e rabbia” per la musica dell’amico Claudio Sambiase, cantautore di lungo corso (www.claudiosambiase.it) che già conosci per avertene scritto in precedenti lettere (specialmente riguardo Capo Sud e i migranti morti nel Mediterraneo). In verità, tale canzone è presentata col titolo “Calabria amore e rabbia” nella musicassetta (MB 907) “Badolato, paese in vendita” da me prodotta nel luglio 1987. Te la ripropongo qui in formato mp3 (scaricabile).

mp3

claudio-sambiase 1 In effetti, Claudio (nato nel 1949 a Zagarise, nella pre-sila catanzarese ma da quasi 40 anni residente a Milano) aveva scritto nel 1982 e poi pubblicato in un disco (di cui riporto la foto della copertina) la canzone “Calabria amore e rabbia” con un testo dialettale assai efficace, al quale, nel luglio 1987, ho aggiunto miei versi direttamente in sala di incisione a Milano, quando stavamo preparando la racconta di sue canzoni da inserire, appunto, nella predetta musicassetta “Badolato, paese in vendita” (di cui ti unisco l’immagine di copertina).

 Qui di seguito ti trascrivo i versi della canzone “Italia amore e rabbia” (precisando che il testo dialettale è di Claudio Sambiase, il testo in italiano è mio, con l’aggiunta di una frase in francese per indicare in crescendo le tre dimensioni delle nostre origini natìe in Calabria, la nazionalità italiana e l’aspirazione europeista):

 ITALIA AMORE E RABBIA
 A chi serve stu filu si tu un po’ filare
A chi serve sta lingua si tu un po’ parrare
A chi serve sta terra si tu un ce po’ stare …
 
Calabria amure, amure e rabbia
Calabria amure, amure e rabbia …
 
Vui ca siti d’assubba, teniteve forte
ca si nterra caditi pigghiati na botta!!!
 
A che serve “il” studiare se non puoi lavorare!
Da Trieste a Lampedusa che vergogna! Nessuna scusa!
 
Italia che si vende, che neanche ti difende.
Italia di Berlusconi, di Gorìa, le istituzioni …
 
Chiese, clan, miti e tribù e i dispersi delle TV…
Amici nostri venite qui, noi vogliamo l’Europa unita.
Nos amis venez ici, nous voulons l’Europe unie!
 
Europa dolce sogno da Mazzini a Gorbaciov.
Europa amore, Italia che rabbia!

copertina disco CALABRIA AMORE E RABBIACaro Tito, come puoi notare, questo testo (sia quello dialettale di Claudio Sambiase, sia quello mio in italiano) sembra essere scritto pochi minuti fa per quanto è attuale. Appare ed è un testo datato soltanto perché viene riportato il cognome di Giovanni Gorìa (Asti 1943-1994) il quale allora (nel luglio 1987) era Capo del Governo (a 44 anni, uno dei più giovani Primi Ministri italiani) e, quindi, emblema della partitocrazia. E già nel 1987 Berlusconi portava avanti, assai visivamente e da protagonista, quella “Milano da bere” così cara anche a Craxi e a tutto il loro sèguito (nel testo li metto in alternativa all’Italia di Goria). Una “Milano da bere” egemone da estendere a tutta Italia e, possibilmente, anche oltre. Ambizioni che si sono frantumate nell’esilio tunisino per Craxi e nell’appena iniziato … “esilio” di Arcore per Berlusconi (per il quale, comunque, la vicenda di “leader” e di trascinatore non può dirsi affatto conclusa, anzi, non mancheranno sorprese e clamorosi colpi di scena). Staremo a vedere gli ulteriori sviluppi per Berlusconi e per i suoi eredi aziendali, politici e di stile esistenziale. Staremo a vedere come andrà a finire “l’Italia di Berlusconi” e, quindi, il cosiddetto “berlusconismo” (iniziato, secondo me, con la “Milano da bere” e, in particolare, con la sua espansione televisiva ed economico-finanziaria (entrambe sospette) anche a livelli intercontinentali)!… Chi c’è dietro Berlusconi?… Dieci milioni di voti o ben altro?…

canzone ITALIA AMORE E RABBIA spartito pagina 1 Certo è che, riferendoci al testo della canzone, gli ingredienti ci sono praticamente tutti o quasi e da sempre (sotto ogni tipo di governo … lo dichiara la Storia d’Italia): l’inutilità o l’impossibilità (specialmente al Sud) di filare e di parlare che producono emarginazione e/o emigrazione. E poi, anche a livelli nazionali, l’esorbitante disoccupazione giovanile ed intellettuale, la svendita o il degrado dei patrimoni pubblici, le istituzioni mai affidabili o credibili pure perché “contro” i cittadini, le Chiese, i clan , i miti , le tribù e, specialmente, i dispersi delle TV che godono di troppa egemonia complessiva. C’era allora e c’è oggi ancora di più la frontiera di Lampedusa a Sud e quella di Trieste ad Est (si stava per sciogliere, infatti, la cortina di ferro dell’est europeo sotto impero russo). C’era allora come oggi la vergogna e nessuna scusante per tutte le vergogne di Stato.

canzone italia amore e rabbia SPARTITO pagina 2

Nell’edizione dialettale, Claudio Sambiase conclude il suo disgusto con un avvertimento che, poi, si è avverato nel 1992-93 con l’operazione giudiziaria di “Mani pulite” che ha disgregato i poteri della Prima Repubblica delle consociazioni e della partitocrazia. Profeticamente, Claudio avverte: “Voi che state al Potere, tenetevi forte perché se cadete a terra prendete una botta (da cui sarà difficile risollevarsi)”. Ma la cosiddetta “Casta” (delle connivenze, si potrebbe dire) si autoregge e sembra essere immortale, poiché rinasce sempre dalla sue ceneri (come l’uccello-aquila “Araba Fenice” ripreso, proprio per questa sua invincibilità, come emblema da quasi tutti gli Stati forti o totalitari). E così la Casta si è ripetuta, moltiplicando la sua vergogna, nella Seconda Repubblica. Le sette e più vite del Potere si perpetuano sempre a danno dei cittadini e, perciò, nessuna speranza nell’ipotetica Terza Repubblica post-berlusconiana. In tale panorama di estremo scoramento socio-politico dove guardare?… All’Europa!?… La speranza nel 1987 “era” l’Europa! Ma lo è ancora adesso?… forse non più!… e allora … “Calabria amore e rabbia” … “Italia amore e rabbia” … “Europa amore e rabbia” … “Mondo amore e rabbia”!!!… Sembra non esserci via d’uscita nemmeno con la globalizzazione! Non è la “Politica” in sé e per sé che delude, ma l’uomo in politica. Infatti finora la Storia non ci ha mai presentato (salvo qualche eccezione) una sola degna generazione di politici. Bisogna, quindi, ricominciare dall’uomo!… da “filosofo” vocazionale non posso dire altro: tutto dipende dall’uomo!… Ci vorrebbe una nuova e più efficace “pedagogia sociale” complessiva!…

copertina_mc_BADOLATO_PAESE_IN_VENDITA_1987Tornando alla canzone, poiché ritengo che possa essere un utile seppur esile riferimento storico … quasi “profetico” (avendo anticipato la fine della Prima Repubblica e l’Italia di Berlusconi) … qualche mese fa ho inviato il testo di tale canzone agli Archivi di Stato di Asti (città di Gorìa) e di Milano (città di Berlusconi), alla Biblioteca Comunale di Arcore (residenza abituale di Berlusconi), ai sindaci di Trieste e di Lampedusa, alla Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro (VV). Inoltre, ho inserito il testo letterario e lo spartito musicale alle pagine 194-195 del primo volume della collana “Libro-Monumento per i miei Genitori” che (assieme agli altri sei, stampati nell’aprile 2007) è presente già da qualche anno in numerose Biblioteche pubbliche e private (anche estere) nonché in parecchi Archivi di Stato italiani.

Ti ringrazio, caro Tito, per avere permesso a me e a Claudio Sambiase di far conoscere anche ai nostri lettori e ad altri (attraverso il loro utile “passa-parola” di spartiti e di sonoro) la suddetta nostra canzone. Speriamo che possa diventare “patrimonio” sociale, maggiore di quanto non lo sia già adesso. Possa essere, nel suo piccolo, mònito per il presente e per il futuro!

Saluti e baci, Domenico Lanciano