badolato_4_dimensioni_1Caro Tito, il 14 marzo 1956 furono inaugurate ufficialmente la chiesa e l’annessa canonica del nuovo paese di Badolato Marina (CZ) appena sorto per accogliere quasi 350 famiglie rimaste senza casa per le disastrose alluvioni del 1951-53 che avevano colpito Badolato così come quasi tutti i paesi collinari della costa jonica catanzarese e reggina. In verità, lungo la strada nazionale 106, nei pressi della stazione ferroviaria, erano già stati variamente abitati i trenta alloggi popolari costruiti per i “senzatetto” del terremoto dell’11 maggio 1947. Per accudire religiosamente i quasi 1500 nuovi abitanti della cosiddetta Marina furono inviati due sacerdoti francescani dell’ordine dei frati minori conventuali, Padre Gabriele Barzi (superiore, veneto) e Padre Silvano Lanaro (trentino di Puechem di Terragnolo). A chi volesse approfondire quell’epoca davvero importante ed interessante posso indicare l’apposito sito www.ricordando.net voluto e gestito dall’ins. Luisetta Caporale, storica animatrice culturale e religiosa della comunità “marinota” di Badolato fin dai primi anni cinquanta ma anche il sito della parrocchia dei SS. Angeli Custodi www.angelibadolato.altervista.org.

sistema_mare-momtagna libro antonio mancuso 2011 czHo fatto riferimento alla venuta dei frati francescani per esporre un utile aspetto sociale da loro introdotto e che a me personalmente diede la possibilità, anno dopo anno, di conoscere meglio le caratteristiche ambientali della nostra Calabria nelle sue quattro più specifiche dimensioni di mari, colline, montagne e laghi. Ed è proprio di questo che ti vorrei mettere al corrente, pure per i risvolti turistico-economici che potrebbe avere l’insieme di queste dimensioni. Infatti almeno in Badolato e dintorni non era in uso, nel decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale (1945-55), fare gite collettive, con apposito pullman, nemmeno sulla nostra stessa montagna delle Serre e della Sila. Padre Gabriele e Padre Silvano organizzavano spesso tali gite (in primavera ed in estate) abbinando l’utile religioso del pellegrinaggio in qualche santuario e il dilettevole-ricreativo della visita di boschi e paesi montani. Perciò, io e tutti gli altri badolatesi che hanno partecipato a tali nuove esperienze collettive dobbiamo a questi due frati francescani la piacevole scoperta delle nostre zone. Tali gite avvenivano per una sola giornata e a conclusione di un anno sociale trascorso nell’Azione Cattolica, quasi come “premio” per l’attività svolta. Gite particolari erano riservate al gruppo dei chierichetti che si alternavano nelle funzioni religiose. La foto che evidenzio in questo contesto è proprio riferita alla gita annuale dei miei chierichetti a Serra San Bruno e dintorni nel giugno 1960, appena finito l’anno scolastico. A volte si faceva il giro della Sila, con i suoi monti ed i suoi laghi.

badolato_4_dimensioni_2Una volta divenuti in età di patente automobilistica, io e alcuni dei miei più cari amici amici oltrepassammo autonomamente le Serre per “scoprire” le coste del mare Tirreno, opposte alle nostre. In pratica, la mattina facevamo il bagno nel nostro consueto mare Jonio, poi salivamo sulle nostre montagne delle Serre nei cui boschi facevamo il pic-nic e quindi scendevamo verso Tropea e dintorni per fare il bagno pomeridiano nel mare Tirreno. Frequentando la nostra montagna siamo venuti a sapere che tra Badolato e Brognaturo era in costruzione il lago artificiale della Lacina (emissario il fiume Alaca), tutto circondato dal verde di boschi ameni e lussureggianti. Dunque, abitavamo un paradiso!… In una sola giornata potevamo andare da un mare all’altro, godere della bellezza e della frescura dei boschi montani e … fra qualche tempo avremmo avuto pure un lago nel bel mezzo delle Serre Joniche! Meraviglioso!!!

CHIERICHETTI BADOLATO MARINA A SERRA SAN BRUNO 1960Come già sai, mi sono sempre occupato di sviluppo turistico in Badolato e dintorni. Ricordo, ad esempio, la proposta della Riviera degli Angeli nel 1971-72 che già evidenziava tutte queste dimensioni, tanto è che ho cercato di coinvolgere pure i sindaci e le comunità dei paesi delle Serre. Negli stessi anni ho realizzato negli stabilimenti balneari di Badolato Marina “L’Agosto Universitario” che ha coinvolto studenti universitari e delle scuole superiori da Locri a Catanzaro e sempre con questi presupposti ambientali multidimensione, oltre le consuete attività socio-culturali e ludiche. Poi, quando ebbi l’incarico di organizzare la Biblioteca Comunale di Badolato nel 1981-82 proposti al Sindaco di allora Andrea Menniti e alla Pro Loco di realizzare due distinti depliant con lo stesso titolo-slogan “Badolato 4 dimensioni: mare, collina, montagna, lago”… proprio per cominciare a “codificare” ufficialmente e a diffondere tale dizione di una nostra preminente specializzazione turistica e territoriale.

mimmo_2_rinas_1979In ossequio alla sua statura culturale e ai tanti sacrifici fatti per studiare ed affermarsi, affidai al prof. Antonio Gesualdo, storico locale, l’impostazione del depliant patrocinato dal Comune di Badolato, consistente in 32 pagine di testi e foto, oltre alla copertina formato cm 19,5 x 25,5 riservandomi per me la compilazione di un inserto in bianco e nero di 16 pagine intitolato “Informazioni turistiche” (cioè le “Pagine Gialle” di Badolato). Più che un depliant turistico, quello curato dal prof. Gesualdo e da me era un opuscoletto storico-urbanistico-ambientale-commerciale, arricchito da ben 42 immagini a colori e altre in b-n. Ne furono stampate oltre diecimila copie variamente distribuite a turisti, residenti ed emigrati con lo scopo di diffondere le bellezze di Badolato (paese d’arte) e dintorni onde attrarre visitatori e villeggianti. Più o meno, eguale tiratura ebbe il depliant della Pro Loco (di cui allora era presidente il collocatore Vincenzo Gallelli), con le stesse dimensioni dell’opuscolo comunale e consistente però in otto pagine soltanto per una informazione turistica più agevole, immediatamente fruibile e maggiormente suggestiva, fatta essenzialmente di slogan tali da colpire l’interesse e l’immaginario del forestiero. Le traduzioni di entrambe le opere furono firmate dal giovane Antonio Lentini, che da allora ha fatto del turismo (come guida e consulente) la propria professione prevalente, abbinata a quella di docente privato.

progetto_asl_1995 (1)Nel luglio 1995 ho sviluppato ed integrato (realizzando l’apposito depliant “Progetto Check-Up in Vacanza”) un’originale idea avuta dal direttore generale Olinto Ciamarra della Azienda Sanitaria Locale n. 1 di Agnone del Molise, dove ancora lavoro come funzionario amministrativo. Si trattava di invitare i turisti (che solitamente od occasionalmente sceglievano l’Alto Molise, zona di competenza della ASL, per trascorrere le proprie ferie) ad approfittare del loro periodo di vacanza per fare un “Check-Up” sanitario completo a prezzi davvero favorevoli, abbinando prevenzione e cura. In sei pagine a colori (formato 21,5 x 29 cm), tale depliant illustrava e descriveva la proposta socio-sanitaria e turistica-ambientale per migliorare la propria salute psico-fisica. Ero totalmente in accordo con il direttore Ciamarra, non soltanto perché avevo sempre lavorato sui concetti ambientali e saluticisti, ma anche perché qualche anno prima (nel 1986 quando avevo avuto un secondo incarico nella Biblioteca Comunale) avevo proposto di realizzare sulla spiaggia di Badolato Marina uno stabilimento “eliotalassoterapico” per curare i vacanzieri e altri pazienti attraverso il sole, le acque marine e le insabbiature … come in pratica facevano utilmente i nostri nonni e come ancora si fa in modo redditizio, a livello industriale-termale, in varie parti d’Italia, specialmente a Rimini e a Grado. L’Amministrazione guidata dal sindaco Ernesto Menniti credeva in tale progetto e cercò di coinvolgere lo IASM (Istituto per l’Assistenza allo Sviluppo del Mezzogiorno). Purtroppo la sua legislatura ebbe vita breve e il progetto non fu ripreso da chi gli subentrò. Resta ancora vuoto lo spazio che avrebbe potuto ospitare una simile struttura socio-turistico-sanitaria.

Recentemente, sfogliando l’interessante catalogo della dinamica casa editrice reggina “Città del Sole” (www.cdse.it) del coraggioso Franco Arcidiaco, ho scoperto e poi letto il libro “Sistema mare montagna mare” (I territori del turismo dell’istmo catanzarese – anno 2011, pagine 136) frutto della tesi di laurea di Antonio Mancuso in “Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale”. In pratica, questo Autore descrive ed esalta proprio le multidimensioni che ha il territorio della Calabria (in particolare quello della provincia di Catanzaro, che avvicina maggiormente il mare Jonio ed il mare Tirreno, da costa a costa, con in mezzo le montagne). Ne ho davvero gioìto tanto, pure perché trovo conferma in altri della necessità di valorizzare la peculiarità calabrese della 4 dimensioni di mari, colline, montagne e laghi… dimensioni che altre regioni non possono offrire e vantare come la Calabria in un unicum ambientale e turistico di una preziosità immensa in tutto il Mediterraneo!… Si pensi che d’inverno si può sciare in Aspomonte guardando il mare (una esclusività che nella zona euro-meditarrane avviene soltanto sull’Etna con panorami mozzafiato)!…

Speriamo che passi definitivamente ed efficacemente un simile messaggio multidimensione orografico-paesaggistico e socio-turistico, poiché ancora non vedo (proprio perché sono chilometricamente lontano dalla nostra regione) richiami turistici tali da evidenziare in modo organizzato e persuasivo la consapevolezza di tutte queste nostre dimensioni. Ma, probabilmente, riprenderemo tale discorso, poiché da molto tempo ho in mente di proporre un Progetto per tutte le regioni italiane bagnate dal mare Jonio (Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia) … magari coinvolgendo, almeno concettualmente, il resto delle regioni euro-mediterranee. Intanto, per rendere un riconoscente omaggio a Rinas, una artista incontrata fugacemente nel 1979 proprio nell’ambito delle meravigliose 4 dimensioni badolatesi e calabresi (ma di cui ho poi perso le tracce), permettimi di evidenziare un ritratto fattomi proprio da lei, velocemente, con la matita e che mi evoca il periodo più entusiastico e propositivo avuto per la nostra Terra natìa, alla quale riservo (sempre, comunque e ovunque io possa mai essere) la mia più amorosa e filiale attenzione. Grazie!

Saluti e baci, Domenico Lanciano

Domenico Lanciano - Giornalista
Domenico Lanciano  Giornalista