Caro Tito, la mia esistenza è sempre stata molto ricca di amicizie e di emozioni, specialmente nei primi trent’anni e così tanto che tuttora campo di rendita con queste risorse vitali (sempre assai importanti per una qualsiasi persona, soprattutto se particolarmente sensibile). E ancora oggi (nonostante il mio esilio dalla natìa Calabria e il “buen retiro” in riva al mare Adriatico) posso contare sull’affetto di parenti ed amici con cui ho condiviso specialmente infanzia e giovinezza. Uno dei vantaggi dell’età avanzata è che i sentimenti di amicizia diventano come il vino, poiché il tempo riesce a raffinarli e rafforzarli rendendoli più squisiti e nutrienti. Addirittura inebrianti. Quasi per compensazione.

13 – VORREI VEDERTI PRIMA DI MORIRE

In particolare, due episodi mi hanno commosso oltremisura da quando, il primo novembre 1988, mi sono dovuto ritirare in esilio in Molise a causa della nota vicenda del “paese in vendita”. Poi, dal 23 dicembre 2012, non sono più sceso in Calabria. Ad eccezione di due “missioni segrete e speciali”. Il giornalista e dottore commercialista Gianni Pitingolo (1931 – 2015), mio maestro di calabresità a Soverato (CZ) oltre che di giornalismo fin dal 1966, mi telefonava di tanto in tanto sollecitandomi a scendere in Calabria usando vari argomenti, ma uno decisivo. Infatti, pure due carissimi amici di infanzia mi hanno chiesto di volermi assolutamente incontrare. Sia Pitingolo che questi due amici mi hanno commosso e convinto usando questa espressione semplice quanto veramente sentita e perentoria: << Vorrei vederti prima di morire!

14 – PINO CODISPOTI E GLI AMICI DI BADOLATO IN FB

Alle ore 12.18 di ieri martedì 11 ottobre così mi ha scritto su whatsapp l’amico e vicino di casa (a Badolato Marina) l’artista della fotografia Pino Codispoti (www.codispoti.eu): << Caro Mimmo, sto linkando le tue lettere a Tito su un gruppo Facebook che gestisco “GLI AMICI DI BADOLATO” (1180 membri) e ti dico che riscontro un passaggio positivo sia in “mi piace” che in condivisioni. >>. L’ho ringraziato di vero cuore per così tanta gentilezza e per avermelo comunicato ( https://www.facebook.com/groups/43550652169/ ).

 

Purtroppo non sono presente in Facebook, essenzialmente perché la frequenza di tale “social” mi potrebbe distrarre troppo dai miei doveri familiari e socio-culturali, nonché dal mio lavoro di studio e di scrittura. Già mi impegnano più del dovuto i contatti su “whatsapp” (anche se alcuni restano non soltanto utili ma anche essenziali). Sono assai lieto che l’artista Pino Codispoti si sia preso il compito di gestire un cospicuo gruppo FB i cui aderenti saluto, mentre ringrazio tanto coloro che ci leggono e condividono le “Lettere a Tito”.

15 – LA POETESSA

Negli otto anni di adolescenza, dalla scuola media all’università (1962-70), mi dilettavo a leggere diari personali e componimenti poetici o narrativi di quei miei coetanei che me li affidavano o me ne chiedevano un parere. Ho sempre cercato di incoraggiare chiunque, convinto già da allora che la vera scrittura fosse particolarmente terapeutica (e non mi sbagliavo). A confermarmi la capacità terapeutica dello scrivere è, tra tanti altri, pure una Poetessa (che qui chiameremo Fantastica) incontrata quando eravamo entrambi studentelli. Le avevo pubblicato, con molto successo, alcune poesie in un giornalino scolastico. Poi ci siamo persi di vista. Dopo ben cinque decenni, mi ha rintracciato proprio nei giorni scorsi, tramite comuni amici.

Nella serata di ieri, martedì 11 ottobre, tra tanto altro, Le ho chiesto se continuava a scrivere poesie. Mi ha detto di sì, però non ha pubblicato né intende pubblicare. Come mai? << Non voglio lasciare niente a questo mondo, perché non mi ha dato niente, anzi! >>. Infatti mi ha raccontato di una vita alquanto travagliata, durante la quale è stata aiutata molto pure dalla scrittura e dalle letture. Mi è dispiaciuto assai sentirle dire delle sue grandi difficoltà. Ed ha aggiunto:  << Le mie poesie sono molto tristi, come la mia vita! >>. Ho cercato di confortarla come meglio ho potuto: << Nessuno mi ha detto queste belle parole. Ti ringrazio molto >>. Nella lunga chiacchierata telefonica sentivo nella sua voce una donna la quale (assai levigata dal dolore, adesso rassegnato e sublimato) da combattente ad oltranza era divenuta di una dolcezza disarmante, alla soglia dei settant’anni. << Adesso sono molto tranquilla, anche grazie alla poesia! Ma soprattutto grazie ai miei meravigliosi nipoti per il cui futuro lotto come donna e anche come nonna>>.

16 – MONACI BUDDISTI TORCE UMANE PER PROTESTA

Caro Tito, le nuove generazioni (forse) non sanno l’eroismo dei tanti monaci buddhisti che sono diventati “torce umane” per protestare contro i regimi politici oppressori e contro le guerre. Il primo monaco a darsi fuoco fu Thich Quang Duc, l’11 giugno 1963 a Saigon, per protestare contro la violazione della libertà religiosa e la persecuzione dei buddhisti da parte del governo vietnamita. Circondato da 350 colleghi, a poca distanza dal Palazzo Presidenziale, il monaco Quang si sedette su un cuscino da meditazione, assunse la posizione del loto e, dopo essersi fatto cospargere di benzina, accese lui stesso un fiammifero e le fiamme lo avvolsero. Ecco il suo sacrificio estremo nella celebre ed emblematica foto di Malcolm Browne.

 << Fino ad oggi (2015 ndr) sono ben 138 i monaci buddhisti tibetani che si sono dati fuoco per protestare contro l’occupazione del Tibet da parte della Cina. Una delle più preziose culture che l’Umanità abbia mai conosciuto, rischia così di scomparire a causa dell’arroganza cinese e nella totale indifferenza del resto del mondo. >> (fonte: https://www.matteogracis.it/per-la-prima-volta-a-colori-limmagine-del-monaco-che-si-diede-fuoco-nel-63/).

 

Infatti, la Cina comunista ha invaso ed annesso il Tibet nel 1950. Da allora il Dalai Lama (capo spirituale dei buddhisti tibetani) è stato costretto ad andare in esilio in India. Per la sua elevata ispirazione etica, per essere sostenitore della nonviolenza anche verso gli animali, per essere vegetariano e per altri meriti umanitari, il 10 dicembre 1989 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Gira il mondo per perorare (finora inutilmente) la causa della millenaria indipendenza e della libertà tibetana. Ho voluto ricordare ciò non soltanto per un accorato pensiero di solidarietà con i Tibetani ma anche per una riflessione su tutti gli altri popoli invasi, annessi ed oppressi, ponendo la domanda:  << Può davvero la Cina, che ha aggredito ed annesso popoli e territori a lei confinanti, come il Tibet, riconoscere fino in fondo che la Russia è colei che ha aggredito, invaso e distrutto l’Ucraina? … Può veramente aiutare la pace? … >>.

17 – TORCE UMANE OCCIDENTALI CONTRO I PREPOTENTI

Caro Tito, nel mondo si sono avute numerosissime torce umane di persone che si sono immolate, dandosi fuoco come i monaci buddhisti, per protestare contro i preponenti e per la pace. Come non ricordare, soltanto per fare qualche esempio, Alice Herz, Norman Morrison, Roger Allen Laporte e altri che negli Stati Uniti d’America hanno scelto questa forma radicale di protesta contro la guerra in Vietnam nel 1965. Come non ricordare il giovane studente Jan Palach il quale (a Praga, il 16 gennaio 1969) si è dato fuoco contro l’invasione della Cecoslovacchia che anelava alla libertà dal giogo russo-sovietico?… Adesso innumerevoli vittime civili (tra cui molti bambini) vengono immolate dai missili russi in Ucraina. Così le tante guerre ancora attive in tante parti del mondo bruciano vite, territori, risorse, speranze e futuro.

18 – ABOLIRE ALL’ONU IL DIRITTO DI VETO DELLE 5 SUPER-POTENZE

Sono molti coloro i quali ritengono che il mondo non avrà l’agognata pace e non farà veri passi avanti fin quando le maggiori Potenze avranno il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). Chi sono queste Potenze che siedono come membri permanenti in tale Consesso assai importante per buona parte dei destini dell’Umanità? … Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti d’America. Dal 1945 su di loro pesa molto gravemente la troppo difficile situazione del nostro Pianeta. Lo stiamo constatando pure adesso, a proposito della distruttiva aggressione russa all’Ucraina.

19 – PEGGIORA IL DIVARIO RICCHI-POVERI AL SUD

I giornali dello scorso sabato 8 ottobre, hanno evidenziato come e quanto nel Sud Italia (così come in alcuni territori del nord-est della Romania e in due regioni della Bulgaria) cresca enormemente il divario tra ricchi e poveri. Lo ha rilevato l’Eurostat, istituto di statistica dell’Unione Europea. Fanalino di coda il piccolo Molise. Seguono Sicilia, Calabria e Sardegna. E si aggrava tale situazione, che persisteva già storicamente, pure per la pandemia del Covid e, adesso, per la crisi energetica a causa della guerra in Ucraina, ma anche per altri motivi la cui responsabilità e vergogna sono attribuibili alle classi dirigenti, pure governative. In precedenza era emerso altresì il dato di un’ulteriore divaricazione della forbice socio-economica tra Nord e Sud, documentata dalla nostra ISTAT e da Agenzie del settore.

 

Insomma, dalla malaunità d’Italia del 1861, il nostro Meridione non ha pace. Non soltanto viene salassato di tutto e di più (risorse, salute, braccia e cervelli) fino allo stremo e alla desertificazione, ma deve persino subire l’espropriazione continua e antica di propri rappresentanti alle Elezioni politiche. Infatti, i partiti insistono nel candidare nelle varie regioni, specialmente al Sud, elementi che, piovuti dall’alto delle segreterie e appartenenti ad altre realtà, nulla hanno a che fare con i nostri territori. E’ ovvio che, una volta eletti, tali personaggi non vorranno o non sapranno rappresentare i bisogni delle regioni dove sono stati eletti. Abbiamo assistito persino a deputati o senatori che non sono mai andati in quelle regioni dove sono stati candidati e poi eletti. O addirittura che nulla o quasi sapevano di quei territori, collezionando gaffe su gaffe e dimostrando pure così un’enorme ignoranza geografica, storica, antropologica e sociale. Il massimo della vergogna per un componente del Parlamento della Repubblica! … Uno delle tante rapine perpetrate ai nostri danni. Ma la cosa più grave è che tutto ciò avviene in modo quasi del tutto acritico e indisturbato!

20 – INCONTRI IN BIBLIOTECA A BADOLATO BORGO

Amedeo Gallelli, direttore della Biblioteca Gesualdiana “Charles Baudelaire” di Badolato borgo (Corso Umberto n. 152), ieri mi ha comunicato una piccola-grande novità per il nostro comprensorio di Soverato. Con la conferenza “L’umiltà fondamento di tutte le virtù” (curata da don Mirko Caré) sono iniziati il 09 ottobre gli “Incontri in Biblioteca”. Gli appuntamenti (sempre alle ore 17.00) continueranno il 23 ottobre con il tema “Romanzo storico – Lettere di sangue” (prof. Ulderico Nisticò); il 06 novembre con “Protezione dei minori e delle persone vulnerabili nella Chiesa: la recente legislazione canonica” (don Marcello Froiio); il 20 novembre con “Lo spirito libero in Benedetto Croce tra storia ed estetica” (prof.ssa Stefania Miscioscia); per concludersi il 19 dicembre con “Cassiodoro grande politico e cittadino europeo” (don Giuseppe De Simone).

 

La Biblioteca Gesualdiana, ben nota al ministero della Cultura, è una delle più importati, specialistiche e fornite della Calabria sui temi di storia medievale, dell’arte, della letteratura nonché nella saggistica regionale e badolatese. E’ denominata “Gesuadiana” perché è stata fondata dallo storico prof. Antonio Gesualdo (1936-2021) e fa parte dell’Associazione Culturale a Lui intitolata di cui è presidente la prof.ssa Anna Maria Laganà. Grazie per tale bella iniziativa che contribuisce a valorizzare e a ben qualificare il borgo.

SALUTISSIMI

Caro Tito, oggi 12 ottobre 2022 è passato quasi del tutto inosservato il 530° anniversario dalla scoperta dell’America. Ormai sono spariti dai mass-media pure gli Almanacchi e i promemoria di giornata. Ma … eccoci al saluto per questa “Lettera 427 Flash (n. 13-20)”. Grazie infinite per volerla pubblicare e grazie di vero cuore ai nostri Lettori nel volerla seguire. Sperando di poterti inviare prima possibile la n. 428, ti prego di gradire i miei più cordiali ossequi, estendibili in famiglia. Bacioni al nipotino Leonardo.

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

ITER-City, mercoledì 12 ottobre 2022 ore 21.49 – Da ben 55 anni (cioè dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”.  Le foto sono state prese dal web o mi sono state date dagli interessati.

 

 

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