Caro Tito, la dottoressa Francesca Ziccardi è medico di base nelle immediate vicinanze della città di Caserta. L’imminente 20 settembre dovrà cessare la sua attività di medico di famiglia per raggiunti limiti di età: 70 anni. Ma per Lei è un lutto. Soprattutto perché Le dispiace lasciare i suoi assistiti, con i quali, nel corso dei decenni, ha istaurato un rapporto davvero familiare. Molti di loro si stanno ribellando. Ma non c’è niente da fare, la legge non permette alcuna deroga.

1 – IL SALUTARE CONCETTO DI “FACOLTATIVO”

Invece, penso che bisognerebbe dare facoltà ai professionisti (così come ad altri lavoratori) di continuare il proprio contributo sociale, nel caso se la sentano. Il concetto di “facoltativo” dovrebbe entrare in tutte le attività umane, come ad esempio il “celibato sacerdotale” che dovrebbe essere facoltativo e non imposto. Ho sempre pensato che “società veramente in salute” debba essere “flessibile” così come ogni cosa in Natura è flessibile (ad esempio i ponti o altre strutture fisiche e mentali). Vibrano. Hanno la possibilità di “dilatarsi”. E le Leggi, per quanto possibile, dovrebbero seguire la Natura.

Inoltre, se si allunga la prospettiva di vita in buona salute, dovrebbe allungarsi pure la durata del lavoro o dell’attività (almeno per chi lo voglia) pure come servizio sociale senza nulla togliere ad altri. C’è posto per tutti a sapersi organizzare bene!… E’ meglio avere persone ancora in piena attività (felici e realizzate) oppure pensionati rassegnati e tristi?… Quello degli anziani è un tema troppo serio, da non trascurare!…

Così, adesso, l’utenza della dottoressa Ziccardi sarà costretta malvolentieri a scegliere un altro medico, di cui già si sa il nome. In particolare, una signora di 44 anni non si rassegna. Le ha detto: “Dottoressa, mi avete presa che avevo 12 anni… come posso, adesso, adattarmi ad un altro medico e per di più uomo?” … Questa signora mi ricorda quell’arzilla e ammirevole anziana di Poggio Sannita (IS) che trenta anni fa circa, nel mio ufficio alla ASL di Agnone, ha gridato con enfasi e grinta, rifiutandosi di cambiare medico perché il suo era andato in pensione: “Nella mia vita ho avuto un solo marito, un solo medico, un solo partito”!…

2 – IL MEDICO E’ COME UN BUON PARROCO

In effetti, non è cosa facile né per la dottoressa Ziccardi né per la cosiddetta “utenza” interrompere un bel rapporto che funziona molto bene da molti anni. Si sa, tra tante altre cose, il medico è come un confessore, come un sostegno non soltanto sanitario ma anche psicologico, intimo, comportamentale. Vitale. Una figura davvero speciale, soprattutto se tale medico ha preso veramente a cuore la salute psico-fisica delle persone che gli si sono state affidate, al di là della scelta tecnica. In scienza e coscienza.

 

Abbiamo assistito molto spesso a vivaci proteste dei fedeli quando si tratta di vedere trasferito il proprio parroco. La stessa cosa sta capitando con la dottoressa Ziccardi, guida amorevole e sicura per il proprio popolo. Ciò accade quando davvero si sente da ambo le parti il ruolo come una vocazione, la professione come una “missione”! Purtroppo, però, questi casi sono piuttosto rari benché assai meritevoli, al di là delle formalità. E’ un aspetto della Sanità (della Religione, nel caso del parroco) che funziona, nonostante tutte le difficoltà d’ogni tipo. Dovrebbe essere la norma, invece è l’eccezione. E l’eccezione va rispettata e onorata!

3 – LA SANITA’ CHE FUNZIONA

Dunque, la dottoressa Francesca Ziccardi è il simbolo della Sanità che funziona e che è effettivamente ed amorevolmente vicina ai cittadini.  Un umanesimo etico che, purtroppo, non è frequente nei settori sociali più sensibili e strategici, come, appunto, nella Sanità, ma anche nella Scuola dove la persona e il cittadino si dovrebbero sentire concretamente protetti e sostenuti. Eppure, Sanità e Scuola sono tra i settori vitali e strategici più carenti e bistrattati dallo Stato il quale non riesce ad avere un atteggiamento convinto una volta per tutte. E non ci possiamo poi lamentare se le cose funzionano male o in modo insufficiente alla dignitosa necessità di un popolo che voglia dirsi veramente “civile” ed “evoluto”.

Così come per altri settori vitali per una Nazione degna di questo nome e degna di ben figurare in un contesto internazionale più avanzato. L’Italia dimostra di ben figurare, ad esempio, almeno nello Sport che potrebbe costituire un paradigma sociale, politico ed amministrativo. Però, affinché le cose possano funzionare meglio, c’è pure urgenza di una partecipazione più attiva dei cittadini-utenti i quali devono assolutamente premere sulla classe politica e dirigente.

Se lasciamo correre, come spesso accade, le cose tendono a peggiorare sempre di più. Ecco perché, tempo fa, ho proposto di fare un vero e proprio “Partito della Salute” partendo dal fatto che senza la buona salute ogni cosa perde senso e valore. A 360 gradi. E’ una condizione senza la quale ogni cosa non può esistere. Bisognerebbe inserire il diritto-dovere alla Salute nel primo articolo della nostra Carta Costituzionale, assieme al Lavoro. Binomio inscindibile e basilare per ogni e qualsivoglia tipo di Stato e dignità sociale.

4 – UN GRAZIE SOCIALE E TANTI AUGURI FUTURI ALLA DOTTORESSA ZICCARDI

Penso di poter interpretare i sentimenti di tutti i suoi assistiti, se qui esprimo un GRANDE E SENTITO “GRAZIE” SOCIALE alla dottoressa Francesca Ziccardi per tutto ciò che ha fatto e per come lo ha fatto in tutti questi decenni di vera e propria “epopea” sanitaria, specialmente nell’appena trascorso e più acuto biennio della pandemia del Covid che L’ha impegnata al di là dell’ordinaria amministrazione, al di là di ogni immaginazione, a volte in modo davvero eroico. Come in quasi tutte le situazioni sanitarie in Italia e nel resto del Mondo. Non a caso, già il primo maggio 2020 l’Università delle Generazioni ha inteso dedicare un Premio a tutti gli “Eroi del Covid” specialmente a quelli in prima linea (medici, infermieri, altre figure sanitarie ed amministrative, militari, volontari, ecc. ecc.) che in tanti sono morti in questa titanica impresa, specialmente nel primo anno della pandemia che ancora, purtroppo, è attiva pure con le sue varianti.

 

Ed un grande e sentito AUGURIO ci vuole per Lei, pure perché soffre molto per questo distacco dalla medicina operativa di base, anche se non abbandonerà del tutto la professione sanitaria, potendosi dedicare ancora all’attività di psicoterapeuta.  Essere utile alle persone è essenziale quanto irrinunciabile, poiché non si può fare a meno di contribuire a lenìre il grande dolore del mondo. Non c’è merito maggiore che risolvere i problemi della gente, specialmente quelli sanitari!… E la dottoressa Ziccardi è stata sempre, ovunque e comunque PRESENTE, persino per gli amici lontani, come me! Riconoscenza e gratitudine.

5 – UNA STATUA PER OGNI CATEGORIA DI LAVORO

Conosco la dottoressa Ziccardi da oltre 42 anni (dall’estate 1980) e ti posso assicurare che è una delle persone più sensibili, altruiste e valide che abbia mai conosciuto. Tra tanto altro, è una grande amica della nostra Calabria, che ha frequentato già prima che io la conoscessi come amica-sorella-collega di mia moglie fin dai tempi dell’Università.

Pensando al valore della persona e del medico Ziccardi, mi è nato un sogno. Se qualcuno avrà modo di fondare una nuova città, in qualche parte del mondo (specialmente nei vasti territori dell’Australia o del Canada o degli Stati Uniti o della Cina o della Russia, ecc.), propongo di chiamarla “Città del Lavoro” e di erigere tanti monumenti, nel suo tessuto urbanistico, quanti sono i tipi di lavoro e di lavoratori, come appunto il medico. Questo specialmente in onore di chi fa più del proprio dovere legale o persino morale.

6 – IN PENSIONE PURE VINCENZO SERRAO E LA MOGLIE ANGELA CIMATA

Caro Tito, dopo ben 45 anni d‘intenso ed alacre lavoro, ieri 13 settembre 2022, giorno del suo 69° compleanno, è andato finalmente in pensione pure il ragioniere Vincenzo Maria Antonio SERRAO fu Elia, dirigente amministrativo di cantieri edili di grandi infrastrutture realizzate in Italia e all’estero. Vincenzo è grande amico fin da quando eravamo ragazzini a Badolato Marina (CZ). Tra l’altro stato componente del mio gruppo musicale “Euro Universal” (chitarra ritmica e flauto dolce).

 

In contemporanea è andata in pensione pure la moglie, Angela Cimata, maestra elementare e mia parente perché diretta erede delle famose e mitiche “Margherite” di cui ti ho più volte detto. Ai coniugi Serrao-Cimata vanno, perciò, i migliori e più affettuosi AUGURI per una serena e lunga pensione, ricca di soddisfazioni familiari (già sono nonni) e sociali.

Ti voglio evidenziare una particolarità che dà il senso e mostra lo specchio dei nostri tempi attuali. In realtà, Vincenzo Serrao (classe 1953) era andato normalmente in pensione all’età dei 66 anni e 7 mesi, come vuole l’attuale legge. Tuttavia, la Ditta per la quale ha lavorato, non riuscendo a trovare un adeguato ragioniere-dirigente amministrativo di cantiere, Lo ha pregato di rientrare in servizio. Cosa che ha fatto, davvero con grande e lodevole spirito di sacrificio, di responsabilità e senso del dovere che va al di là di ogni normale logica. Così ha continuato a lavorare per parecchio tempo ancora. Abbiamo molti silenziosi eroi.

7 –  IL GRAN PREMIO DELLE GENERAZIONI

Per quanto dato e per come dato, il minimo che possiamo dimostrare, in gratitudine e riconoscenza, è quello di fare assegnare dall’Università delle Generazioni alla dottoressa Francesca Ziccardi e al ragioniere Vincenzo Serrao IL GRAN PREMIO DELLE GENERAZIONI che valga pure come esempio per i giovani, specialmente per chi sta entrando adesso nel mondo del lavoro ed ha una lunga vita e carriera davanti.

 

C’è un enorme bisogno di persone assai coscienziose, generose ed altruiste in questo mondo e in particolare in Italia … in un’Italia che peggiora di anno in anno, soprattutto nell’aspetto etico. C’è bisogno anche di persone “stakanoviste” che non abbiano paura non soltanto di lavorare più del normale ma anche di sentirsi in “missione speciale” pure per sopperire alle carenze del sistema. Un sistema che sta rendendo sempre più l’Italia (ma, purtroppo, pure il resto d’Europa) “autolesionista” con pericolo concreto di disgregazione, rischiando di sottomettersi ad altre sfere di influenza, perdendo l’originale identità.

8 – ITALIA AUTOLESIONISTA

Non so fino a quanto potrà reggere l’Italia attuale, dove le contraddizioni generali e settoriali hanno ormai raggiunto livelli insostenibili. Troppi troppi troppi egoismi provocano le conseguenti ingiustizie che si moltiplicano fino al punto che, prima o poi (se non si rimedia), diventeranno esplosive. Saranno materia di intervento e di risoluzione, specialmente del prossimo governo, di qualsiasi colore possa essere.

 

Spetta comunque a noi cittadini-elettori darci una regolata e non buttarci la zappa sui piedi. Domenica 25 settembre 2022 si deciderà il vero futuro non soltanto dell’Italia ma anche dell’Europa. Pure per tale evento, facciamo tantissimi auguri a chi ha la responsabilità del nostro futuro collettivo. Come ho fatto tante altre volte, rinnovo a tutti l’esortazione di andare a votare in massa, senza lasciare che altri decidano del nostro futuro sociale e politico.

9 – SALUTISSIMI

Caro Tito, scrivendoti della dottoressa Francesca Ziccardi, vorrei rendere onore e merito, ringraziare e salutare tutti coloro che vanno in pensione dopo un’intensa vita di lavoro e con grande merito. Più volte ho trattato tale argomento sia in modo teorico che pratico, evidenziando la necessità di realizzare cerimonie pubbliche ed istituzionali di ringraziamento non soltanto per chi ha concluso il suo ciclo lavorativo sociale ma anche per dare il “Benvenuto” ai giovani nel mondo del lavoro (come ho fatto, molti anni fa, alla ASL e al Comune di Agnone) . Purtroppo, nonostante tutte queste mie insistenti sollecitazioni, si trascura un simile aspetto strategico e la maggior parte dei lavoratori va in pensione senza una stretta di mano, senza un ringraziamento sociale o istituzionale almeno da parte dei propri più diretti Superiori o altra Autorità.

 

Dunque, dalle ore 00,01 di martedì 20 settembre 2022 la dottoressa Francesca Ziccardi è considerata in pensione dalle Istituzioni. Pure da queste nostre pagine web, La vogliamo salutare, riconoscenti e grati, stringendoLe la mano e ringraziando pure la sua famiglia, poiché (come spesso cerco di evidenziare) nel caso di alcune professioni delicate i propri cari conviventi fanno pure loro parecchi sacrifici, adattandosi ai “movimentati” ritmi di vita (diurni e notturni) del proprio congiunto. Una cordialissima stretta di mano ed un affettuoso abbraccio pure al carissimo amico di lunga data Vincenzo Serrao e alla moglie Angela Cimata.

In attesa di inviarti la “Lettera 421” ti ringrazio per la pubblicazione di questa “420” e ti porgo i più cordiali e beneauguranti saluti. A presto,

Domenico Lanciano (www.cotajonicaweb.it)

ITER-City, mercoledì 14 settembre 2022ore 05.03 – Da ben 55 anni (cioè dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”.  Alcune foto sono state prese dal web, altre mi sono state fornite dagli interessati.

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