Caro Tito, ieri mattina su queste fredde montagne molisane splendeva un tiepido sole in un cielo quasi del tutto terso. Un invito a camminare in aperta campagna. Tuttavia, con il mio cellulare (o smartphone), riuscivo, in questa mia “ricreazione”, a tenermi collegato con più di una redazione giornalistica. In tal modo facevo l’utile ed il dilettevole, lavorare camminando assieme a mia moglie. Non che si potesse fare prima che ci fosse internet! Così il mio pensiero è riandato a quando spedivo le mie corrispondenze negli anni sessanta.

La vita dei giornalisti e dei giornali è davvero cambiata molto nel corso dei secoli, come tutto il resto della società, ovviamente. Mi piace ricordare (pure per informare le nuove generazioni) quando ho cominciato a spedire da Badolato (CZ) nell’aprile 1965 (appena compiuti 15 anni) i primi articoli ai miei due quotidiani romani di riferimento “Il Tempo” e “Il Messaggero”. I quali, allora, rimborsavano soltanto l’affrancatura delle lettere, ma, almeno, ci fornivano i fogli intestati e le buste del “fuori sacco”.

1 – IL FUORI SACCO

Infatti, sulla busta destinata al giornale c’era scritto proprio FUORI SACCO. La sera aspettavo il treno delle 19.30 per Roma e consegnavo il FUORI SACCO (con dentro la notizia ed eventuale foto) agli addetti del vagone postale (messo quasi sempre in cima, subito dopo la locomotiva, che era ancora una sbuffante vaporiera). Il giorno seguente al giornale l’articolo veniva valutato e, se pubblicabile, era composto in linotype, impaginato e stampato la sera stessa. Al terzo giorno andavo all’edicola a prendere la mia copia omaggio, così potevo constatare come la redazione aveva valutato quella mia corrispondenza, se a una o più colonne. Che salti di gioia alle prime quattro colonne sulle nove standard della pagina!…

Solo per i fatti gravissimi ci veniva concesso di recarci al centralino del paese per dettare la notizia allo stenografo, massimo entro le sette di sera, per essere poi pubblicata con rilievo nell’edizione della mattina seguente.Si chiamava “fuor sacco” perché la busta destinata ai giornali non veniva trattata come corrispondenza normale “nel sacco”, ma aveva un carattere speciale di urgenza e consegnata a mano. Infatti, dal vagone postale veniva prelevata da un incaricato del giornale direttamente al binario, all’arrivo del treno nella Capitale così come in altre città per altri giornali.

2 – INTERNET

Da quando c’è “internet” la corrispondenza può essere pubblicata già quasi in tempo reale dai giornali web, mentre per i cartacei si risparmiano comunque moltissime ore rispetto al “fuori sacco”. Inoltre, per la qualità della stampa (specialmente delle foto) non c’è proprio alcun paragone. Per noi giornalisti, la situazione è nettamente migliorata, almeno da questo punto di vista. Tanto è che, come ho esordito sopra, con i nuovi mezzi tecnologici, il lavoro è facilitato al massimo, pure “in remoto” e in situazioni di relax come la mia ieri mattina. Il bello, poi, è che ormai ognuno può essere “giornalista” (specie con i “comunicati-stampa” o addirittura su “facebook” o con altri “social”). Le notizie vanno a briglia sciolta come selvaggi cavalli di prateria. Ci sono poche garanzie per i lettori-utenti (come in tanti altri settori). Non guasterebbe un po’ più di serietà, pur nel “mare magnum” … democratico dell’informazione.

3 – SALUTISSIMI E AUGURI

E in tempo reale ti giungano i miei saluti e i miei AUGURI in questo passaggio di anno. Pure per far giungere in tempo il cartoncino di auguri, in quegli anni sessanta, bisognava avviarsi avanti di molto, mentre adesso sono veloci come la luce.

E, allora, approfittiamo di questo progresso che migliorerà sicuramente ancora, per scambiarci i nostri messaggi beneauguranti, anche senza le attese e le atmosfere di 50 – 60 anni fa. Ogni cosa ha il suo tempo ed ogni tempo ha le sue sensazioni. Intatta resta, comunque, l’emozione e il significato. Spero pure per i nostri lettori, cui va, oltre agli AUGURI DI OTTIMO ANNO 2022, il nostro ringraziamento più sincero.

Alla prossima “Lettera n. 379” che probabilmente sarà più consistente, con contenuti più variegati … da MISCELLANEA DI FINE ANNO. Grazie ancora e tanta cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

ITER-City, martedì 28 dicembre 2021 ore 07.07 – Dal settembre 1967 il mio motto di Wita è Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto” – Le due foto sono state prese dal web.