Caro Tito, lo scorso lunedì 6 settembre 2021, all’età di 75 anni, è deceduto prematuramente all’ospedale di Germaneto (CZ) Raffaele Lanciano uno dei personaggi sociali più conosciuti ed amati in Badolato e interzona. Infatti, possiamo ben affermare che non c’è casa o famiglia che Egli non abbia visitate come tecnico-riparatore e come venditore ed installatore di TV ed altri elettrodomestici da 55 anni a questa parte. Non fosse altro perché, a metà degli anni sessanta, è stato il primo ad aprire tale attività innovativa, con grande intùito e lungimiranza, in modo esclusivo e sistematico, su questa nostra fascia jonica tra Guardavalle e Isca, che coincide con i paesi dell’ex Mandamento della Pretura.

Devo le foto dei funerali (che si sono svolti nel pomeriggio di martedì 7 nella chiesa parrocchiale dei Santi Angeli Custodi di Badolato Marina) alla gentilissima cortesia di quattro amici: Nazareno Circosta, Vincenzo Serrao fu Elia e altri due che intendono restare anonimi. Li ringrazio tutti, tanto e di vero cuore.

Raffaele Lanciano rappresenta per me un grande, fedele e fraterno amico fin da quando eravamo adolescenti. Tale amicizia (che durava da quasi 60 anni) era rafforzata anche dal fatto che egli apparteneva ad un altro ramo dei Lanciano di Badolato e, quindi, eravamo praticamente lontani parenti. Puoi immaginare come e quanto sia ancora immenso lo sgomento per questa gravissima perdita, intervenuta anzitempo, visto e considerato pure che i suoi genitori sono stati assai longevi, ultranovantenni ed Egli è sempre stato uno che sembrava scoppiare di salute, un tipo asciutto e fortemente tonico, giovanile e capace di fare grandi sforzi fisici con disinvoltura.

1 –  VICINO ALLA FAMIGLIA, AI PARENTI E AGLI AMICI

Nel delineare questo ricordo personale e sociale di Raffaele, voglio essere vicino con grande affetto alla sua famiglia (la moglie Rosetta Rudi, i due figli Antonio e Daniela), ai parenti tutti, vicini e lontani (specialmente le famiglie dei fratelli, delle sorelle, dei cognati), agli amici e a tutti coloro che lo hanno amato e stimato e si portano dentro questo immane dolore e questa inattesa e prematura assenza. Ci mancherà tantissimo Raffaele, che nei decenni era diventato un “uomo-istituzione” per la nostra comunità. Con Lui è come se si chiudesse un’epoca pioneristica per Badolato. Ed è come se la sua/nostra generazione (nata nell’immediato dopoguerra) stia scemando piano piano, dopo aver significato tanto per la nostra comunità e per l’intero territorio, specialmente per le Marine, sorte dopo il terremoto del 1947 e le alluvioni del 1951-53.

Ci sentivamo spesso per telefono. La sua voce era un conforto speciale in questo mio esilio molisano. Ormai non scendo più a Badolato da quasi 9 anni; ma prima, ogni volta che ci tornavo, Lui era una delle primissime persone che passavo a salutare. Ed essendo il suo negozio nella mia stessa “ruga” non mancava poi occasione di frequenti incontri quasi quotidiani, tra cui l’immancabile “pizza del ritorno” oppure della “ripartenza”. Mi dedicava molto del suo tempo prezioso. Parlavamo tanto, anche in confidenza. E posso ben dire che siamo cresciuti insieme, come con pochi altri amici con cui abbiamo condiviso parecchio.

L’ultima telefonata diretta è avvenuta alle ore 19.01 dello scorso 15 agosto per 6 minuti e 38 secondi, quando già la malattia si era manifestata in modo piuttosto acuta e preoccupante e Lui si sentiva affaticato anche nel parlare. Nell’ultimo contatto sul suo telefonino (alle ore 18,24 di giovedì 26 agosto) ho parlato con la figlia Daniela per oltre 9 minuti.

2 – LA PERSONA E IL PERSONAGGIO

Il bello di Raffaele è che la sua persona coincideva perfettamente con il suo personaggio. Quindi, senza infingimenti, senza alcun tipo di strategia, accomodamenti o dubbie concessioni.  Una personalità autentica e diretta. Pure per questo era assai stimato ed amato. Era sincero ed affidabile. Una dote già assai rara in generale, figuriamoci nel commercio. Proverbiali ed emblematici erano poi il suo sorriso perenne, la cordialità e la sua instancabile disponibilità.  Pure per Lui, quasi niente vere ferie o festività.  Lavoro e famiglia erano sua unica religione. Era, come si suole dire, uno convinto “stakanovista”. Non si è mai risparmiato. Ed era assai felice di poter essere utile alla collettività, anche come amministratore comunale.

Nel suo lavoro non c’era Natale o Capodanno, Pasqua o altre feste comandate. Disponibilità assoluta. Ho ragione di credere che sia stato uno dei pochi, nel raggio di decine di chilometri su questa nostra costa jonica, a ritenersi “reperibile” 24 ore su 24, sette giorni su sette. Così, in tutti questi decenni, ha creato questo suo personaggio dallo stile inconfondibile di affabilità che lo rendeva amico di tutti, con una capacità rara di accoglienza e di ascolto, di aiuto e di solidarietà. Sempre al massimo del suo possibile!

Sinceramente, non saprei dire di preciso da dove prendesse tutta questa energia e dinamicità solare che è comunque tipica di noi Lanciano. Sicuramente aveva un chiaro e profondo senso ed acume etico, sua caratteristica personale ma anche derivato dalla famiglia di provenienza. Ed era difficile vederlo stanco, nemmeno a sera tardi, tanto era grande l’entusiasmo e la gioia per il proprio lavoro, il rispetto e l’amore per la gente. Pure per questa inesauribile energia (che lo manteneva sempre giovane e longilineo, pieno di forza fisica e morale) ci sembra impossibile ed incredibile che si sia potuto spegnere così presto, a 75 anni, nel pieno ancora di tutte le sue potenzialità esistenziali. Lo davo per scontato che giungesse ad eguagliare o a superare la longevità genitoriale e in buona forma e salute. E nella telefonata dello scorso luglio faceva ancora progetti. E tra i programmi c’era ancora il desiderio di venirmi a trovare ad Agnone del Molise, adesso che la moglie era andata in pensione, liberandosi dagli impegni di lavoro.

Anche per questa convinzione di longevità (condivisa con tanti altri) mi resta adesso fin troppo difficile e doloroso dover accettare che non ci sia più. Pure io, vecchio amico fraterno, lo sentivo come “uomo-istituzione”. Ed era una vera gioia per tutti, passare dal suo negozio e scambiare un saluto e qualche pur semplice parola. Alcune persone mi confidavano che ci passavano apposta per avere il suo sorridente e luminoso saluto, per essere chiamati festosamente per nome e guardarsi negli occhi. Taluni per iniziare bene la giornata si affacciavano al suo negozio solo per esclamare “Rafèli!” e sentirsi calorosamente ricambiati, quasi bevendo il suo sorriso come un caffè, un energetico, un corroborante, una iniezione di fiducia. In questo Egli era davvero unico e carismatico. Ineguagliabile ed insostituibile! Raffaele Lanciano era maestro anche nell’arte di stare tra la gente e con la gente! Un maestro nello stare al mondo, con soavità.

Personaggio “terapeutico” si potrebbe, inoltre, dire!… E non è davvero poco, considerando che è tra i più difficili al mondo un lavoro che, come il suo, porta a continui contatti con un pubblico eterogeneo, assai esigente e variegato, spesso troppo umorale e in un ambiente di per sé stesso particolarmente permaloso (dobbiamo riconoscerlo!) ancora di più quando c’è di mezzo il denaro delle contrattazioni e delle pretese. Ma Egli, con calma e saggezza, sapeva accontentare tutti e veniva incontro alle esigenze più disparate e, a volte, disperate. E quante ne ha lasciare correre!

Adesso, con quelle tre serrande abbassate e chiuse in Via Nazionale 93 (dove in questi giorni di lutto qualcuno ha deposto amorevolmente mazzi di fiori), si è spenta una luce vivificante (fisica e umana). E quei magazzini non avranno più la storica attrattiva che caratterizzava proprio quel tratto di Via Nazionale, divenuto piano piano (specie con il benzinaio, il bar-pasticceria e il tabaccaio di fronte e, vicinissimi, l’ufficio postale, un hotel, la banca ed altri negozi) il centro vero, dinamico e socio-antropologico di Badolato Marina. Quando “Rafeli” ha aperto lì il suo negozio, decenni fa, c’era quasi il deserto attorno; adesso c’è una animatissima via di città.

3 – TROPPI SACRIFICI

In tutta questa sua solarità e quasi apparente “leggerezza” dell’esistere (tipica, ripeto, di noi Lanciano), Raffaele non lasciava percepire di quanti sacrifici e forza di volontà, determinazione e idealità fosse ricolma la sua esistenza particolarmente sensibile. Persino di malcelata timidezza, a volte. Le presenti e le future generazioni dovrebbero sapere che Raffaele Lanciano ha fatto enormi sacrifici con il suo lavoro fatto di abilità e intelligenza (fin quando si trattava di riparare i primi televisori a valvole e gli altri elettrodomestici) ma anche di esuberante forza fisica (poiché si trattava di portare anche pesanti ed ingombranti lavatrici e frigoriferi fino al quinto o sesto piano, per le contorte scale dei nostri paesi, senza ascensori o montacarichi). Figlio e fratello di grandi lavoratori, Raffaele il lavoro “se lo mangiava e se lo beveva” avidamente e con disinvoltura (come osservava qualcuno), poiché apparteneva profondamente e convintamente alla cultura del lavoro senza soste. Con un senso del dovere e dell’onestà imprescindibile e irrinunciabile, fatto carne della propria carne, anima della propria anima, sangue del proprio sangue.

Lo dovrebbero sapere e capire anche coloro i quali hanno guardato con occhio critico ai suoi progressi ma senza pensare a quanto sono costati per essere raggiunti, con tutta una vita dedicata al lavoro onesto e tenace, senza mai guardare l’orologio. Forse l’unica vera vacanza della sua vita è stato il viaggio di nozze! Pochi lavori, come il suo, non prevedevano nemmeno il Ferragosto! Anzi!… Anno dopo anno, finora per 55 lunghi anni! Dovremmo ringraziarLo tutti per la continua ed affidabile presenza e specialmente per la completa disponibilità dimostrata. E sempre con il sorriso e con la battuta pronta per prendere la vita con gioia o per sdrammatizzare. Pure per questo suo carattere “affestiante” (festoso, gaio, comunicativo ed affabile, come si dice nel dialetto badolatese) Egli era amato e continuerà ad essere ricordato con particolare e sincero affetto. Ed anche rimpianto. Come uno di famiglia, come in effetti era diventato un po’ per tutti. “Rafeli” tutti lo chiamavamo così, in modo confidenziale ed affettuoso, proprio come uno che ci apparteneva. Un patrimonio comune, si direbbe in termini più attuali. Una persona su cui contare!… Una colonna sociale portante!… Un pilastro della nostra comunità in progresso! …

Infatti era così simpatico e gioviale che si distingueva da tanti altri esercenti (della nostra fascia jonica) spesso troppo seriosi ed alcuni persino “musoni” quasi che ci facessero un favore. Invece, la caratteristica di Raffaele era che lo sentivi come un fratello in quel suo accogliere chiunque, sempre e comunque con la consueta solarità. Era una di quelle persone che non faceva trasparire i crucci, i problemi, le difficoltà. Si illuminava immediatamente il suo sguardo quando incontrava una qualsiasi persona. “Ciao, Rafeli”!

4 – SELF-MADE MAN

Il “self-made man” (l’uomo che si fa da solo) nella cultura americana (che nel dopoguerra ha invaso pino piano pure l’Europa) indica la persona che raggiunge da solo e per propri meriti l’affermazione professionale o addirittura il successo, la ricchezza e persino la celebrità. Raffaele Lanciano, nel suo piccolo, è stato un uomo che si è fatto da solo, giorno dopo giorno, anno dopo anno, decenni dopo decenni.

Voglio dire, specialmente ai ragazzi di oggi, che Raffaele non ha avuto la possibilità di proseguire gli studi. Ha sempre amato così tanto il proprio paese e la propria famiglia che non voleva assolutamente staccarsene. Emigrare (come facevano quasi tutti, specialmente i giovani, in quegli anni cinquanta e sessanta) sarebbe stato per Lui troppo doloroso, insostenibile. Per restare, si è quindi dovuto inventare un lavoro. Ci ha pensato a lungo che era ancora adolescente, molto prima di partire per assolvere gli obblighi militari di leva. Si è guardato attorno, a 360 gradi. La sua intelligenza e la sua lungimiranza hanno intuìto che quello del “radio-tecnico” avrebbe potuto essere un modo per non allontanarsi da Badolato. E così è stato. Ha fiutato il futuro e le esigenze della gente. Ed ha lavorato, lavorato, lavorato fino a rinunciare ad andare al mare d’estate come facevamo quasi tutti. Il mare lo vedeva dal negozio o da casa. Eppure non aveva voluto emigrare anche per il mare!… Ma gli impegni sono impegni. Un obbligo morale e civile!…

5 – MODELLO DA DEFILE’ DI MODA E DA FASCIA TRICOLORE

Nonostante fosse sempre impegnato per soddisfare le molteplici esigenze dei clienti-amici nei paesi della nostra interzona (a volte veniva richiesto in altre città italiane e persino da nostri emigrati all’estero!), Raffaele riusciva a godere pienamente alcuni momenti di spensieratezza, anche pubblici, come ad esempio quando (negli anni settanta e ottanta) partecipava come indossatore all’edizione estiva del “Delilèe di moda sartoriale che lo stilista Antonio Russo organizzava a Roccella Jonica. Pure questi un autentico grande uomo e personaggio che tanto bene ha fatto alla Calabria e alla cultura sartoriale (come ti ho raccontato in alcune precedenti lettere tra cui la n. 83 del 23 settembre 2014 e la n. 140 del primo ottobre 2015).

Infatti, oltre ad essere un uomo di bella presenza, Raffaele aveva il dono di un fisico slanciato ed asciutto che ben si prestava al portamento elegante e di stile. Così, il sarto Giuseppe Martelli (originario della vicina Monasterace ma pienamente integrato ed attivo in Badolato Marina) Lo ha utilizzato in esclusiva per lunghi anni nel far bella mostra dei suoi vestiti confezionati su misura, ottenendone una grande immagine e pubblicità. E nelle sfilate a Roccella Jonica, Raffaele era il modello tra i più ammirati ed apprezzati!

Oltre che per il suo valore di personaggio sociale e nell’Amministrazione comunale come assessore, anche per questo suo stile e portamento distinto ed elegante, Raffaele veniva incaricato di portare la fascia tricolore, al posto del Sindaco, in alcune importanti cerimonie ufficiali e nelle processioni religiose. Era diventato, così, un “uomo-rappresentanza” dell’intera Comunità, “uomo-simbolo” di Badolato.

6 – SENSIBILE AI VIAGGI E ALLA CULTURA

Raffaele Lanciano (“Riparazioni TV – Elettrodomestici” come riportano le Pagine Gialle ed altre guide commerciali) era assai sensibile alla Cultura. Egli avrebbe tanto voluto studiare, continuare le scuole a livelli superiori, ma i tempi e le circostanze non erano favorevoli per Lui come per tanti della nostra generazione. Ma con la sua acuta intelligenza e lungimiranza ha ben capito, già alla fine degli anni cinquanta, da ragazzino, quale fosse il futuro della nostra società e, quindi, ha scelto il campo delle telecomunicazioni e della modernità infrastrutturale domestica e aziendale. Aveva visto giusto ed è diventato “strategico”.

E siccome era pure assai amante della cultura ha insistito per avere, dentro il suo negozio di elettrodomestici, una “edicola” di giornali, riviste e libri. Ha sempre amato tenersi aggiornato, seguiva la politica e gli avvenimenti anche internazionali. Aiutato in ciò dalle stesse aziende produttrici di elettrodomestici, le quali concedevano dei viaggi-premi a quei rivenditori che, come Lui, garantivano una determinata quantità annuale di loro prodotti. Così, con tale metodo, Raffaele ha potuto visitare (con viaggi standard di una settimana) tanti Paesi del mondo (dalla Russia al Brasile, dalla Thailandia a gran parte delle nazioni europee, ecc.). In questi suoi viaggi intercontinentali esaltava il suo spirito aperto e cosmopolìta.

A volte accadeva che il Paese da visitare fosse stato già visto da Lui. Allora, la sua generosità era tale e tanta che cedeva in modo del tutto gratis (ripeto, del tutto gratis e senza proprio nulla aspettarsi) questo suo viaggio a parenti o amici. Ne ho usufruito persino io che ero abitualmente lontano da Badolato. Infatti, la sua enorme gentilezza mi ha portato a fare una settimana in Thailandia (novembre 1977), nella Russia sovietica (maggio 1984) ed anche in Friuli Venezia Giulia (dove tra l’altro ho potuto conoscere il sistema produttivo degli elettrodomestici Zanussi, nel contesto della divisione mondiale del lavoro). Purtroppo, per non avere un passaporto aggiornato, mi sono perso (e me ne dolgo ancora) un viaggio nella Romania comunista (un’occasione ghiotta per vedere da vicino quel socialismo reale di cui si parlava a quei tempi e che comunque avevo già constatato bene in Russia, in particolare a Mosca e Leningrado).

Personalmente devo ancora e sempre ringraziare Raffaele non soltanto per avermi dato l’opportunità preziosa di effettuare questi pur brevi ma importanti viaggi internazionali, ma anche per avermi sostenuto logisticamente nella vendita in esclusiva di due mie pubblicazioni a stampa cartacea: il bi-libro del 1992 composto da “Spiragli da una bocca di lupo” (romanzo di Rosa Gallelli) e “Storia dell’intelligenza” (un mio breve saggio-riflessione) e specialmente dei più impegnativo “Libro-Monumento per i miei Genitori” (costituito da sette volumi stampati nel maggio 2007). Dovrebbero esserci ancora in negozio o in magazzino numerose copie di entrambe le edizioni. Spero non vadano perse, adesso, ma eventualmente cedute a librerie locali o della zona. O addirittura regalate.

La sensibilità alla Cultura di Raffaele si è dimostrata in tante altre occasioni. In particolare quando, da assessore, ha proposto ed ottenuto l’intitolazione della Biblioteca Comunale al poliedrico scrittore ed artista badolatese (degno di Premio Nobel alla Letteratura) professore Nicola Caporale. Inoltre, se non ricordo male, mi pare che fosse stato proprio Lui a proporre l’intitolazione del Campo Sportivo (sito sul lungomare) al geometra Giuseppe Larocca, il quale aveva sostenuto tantissimo la locale squadra di calcio. Un altro bel momento in cui ha dimostrato sensibilità culturale (mista all’orgoglio familiare) è stato quando ha partecipato con la moglie al “Lanciano Day” ovvero al raduno di chi ha cognome Lanciano proprio nella città di Lanciano in basso Abruzzo, provincia di Chieti.

7 – IL LANCIANO DAY

Tale raduno è stato realizzato con pieno successo dal Comune di Lanciano (su mia proposta e collaborazione) sabato 30 e domenica 31 agosto 2003 con un programma assai ricco di eventi e di reciproci doni e significative manifestazioni di affetto tra tutti i convenuti e l’Amministrazione cittadina. Sono intervenute centinaia di persone e persino intere famiglie da tante regioni italiane e anche dall’estero (circa 500 presenti, compresi anche gli accompagnatori). Dalla Calabria hanno preso parte numerosi “signor Lanciano” dalla provincia di Cosenza, ma anche da Santa Caterina dello Ionio ed ovviamente un pullman è partito da Badolato con a bordo pure Raffaele Lanciano e la moglie Rosetta Rudi.

Per simpatica coincidenza, proprio sabato 30 agosto, Raffaele e Rosetta compivano 25 anni di matrimonio (1978 – 2003). Tale lieto evento è stato festeggiato in vari modi nel contesto del “Lanciano Day”. Il vescovo Carlo Ghidelli, alla presenza del sindaco Filippo Paolini e dell’assessore al turismo Guerino Caporale (principali protagonisti di tale raduno), ha voluto celebrare un’apposita messa per gli sposi, benedicendo i loro anelli davanti all’altare del Miracolo Eucaristico come per una rinnovata riconferma delle fede matrimoniale. Mentre in serata (durante il Gran Galà in onore di tutti “i signori Lanciano” intervenuti alle medievali Torre Montanare) Raffaele e Rosetta hanno ricevuto doni speciali dalla Città di Lanciano (come illustra la foto qui evidenziata). Poi all’Hotel Excelsior i Lanciano calabresi hanno festeggiato molto calorosamente le “nozze d’argento” di questa bella coppia di “sposini”. Ne resta testimonianza pure nel video girato dalla regista veneta Imelda Bonato e ancora rintracciabile all’indirizzo web (durata 54 minuti) << https://www.youtube.com/watch?v=yeFyrVHhBuk  >> .

8 – RAFFAELE MERITAVA UN ELOGIO FUNEBRE

Badolato è notoriamente un paese restio alla riconoscenza (sia essa ufficiale ed istituzionale, sia semplicemente sociale e, spesso, persino personale). Nel corso del 20° secolo e dei 21 anni di questo 21° è stato assai raro che qualche persona meritevole sia stata premiata o gratificata per il bene fatto alla nostra comunità. E’ successo, invece, il contrario, poiché tante persone meritevoli sono state colpite non soltanto dall’irriconoscenza, ma persino da indegne avversità esistenziali e storiche, persino dall’esilio. Ci fosse una “Guida Michelin della Riconoscenza” pure per i paesi, Badolato non riceverebbe nemmeno una semplice segnalazione quanto a riconoscenza e gratitudine. Purtroppo è la triste ed incontestabile realtà. Su cui riflettere molto. E possibilmente rimediare.

Non mi meraviglia affatto, quindi, che, nell’estremo saluto, Raffaele Lanciano non abbia avuto alcun tributo pubblico, istituzionale o almeno amichevole di comunità per il bene fatto a Badolato e dintorni. Nemmeno un semplice “Grazie, Rafeli!”… Mi spiace fin troppo di stare lontano e in non buona salute, altrimenti avrei reso io, all’uscita dalla chiesa, dopo il rito religioso, un elogio a questo “personaggio – patrimonio” non solo di Badolato ma anche dell’interzona che è stato Raffaele Lanciano. Non sarà mai troppo tardi che Badolato impàri, prima o poi, ad onorare i suoi figli che l’hanno amata quasi in modo eroico o fuori dall’ordinario. E Raffaele Lanciano è uno di quegli eroi sociali senza cui Badolato non sarebbe stato, per lunghi decenni, mèta di attrazione anche commerciale e, in particolare, in un settore pioneristico che adesso ci sembra del tutto normale, ma che all’epoca era quasi del tutto sconosciuto. Raffaele Lanciano, con i suoi elettrodomestici (specialmente con la TV) ci ha insegnato tantissime cose di progresso e civiltà. Ha contribuito notevolmente ad aprirci la mente e gli orizzonti. A vivere meglio, come intelligenza civile e qualità generale della vita. Dovremmo esserGli tutti umilmente e fortemente riconoscenti e grati.

Spero che questa “Lettera n. 345” possa valere come tributo personale a chiaro valore sociale, come se avessi parlato in piazza all’uscita dalla chiesa, così come ho fatto per onorare mio padre e mia madre nell’ultimo saluto e come avrei fatto per Antonio Gesualdo (1936-2021), uomo che ha dato tutta la sua vita alla Cultura, alla Società e alla Storia di Badolato e per il quale non è stata espressa in vita alcuna importante riconoscenza pubblica. Spero altresì che le nuove generazioni lavorino alacremente per rendere mero arido ed insensibile l’animo comunitario di una Badolato che, a furia di autoflagellarsi e dividersi rancorosamente, si sta estinguendo non solo demograficamente ma persino come significato.

Chiamo all’appello (come ho fatto più volte) l’insieme delle componenti antropologiche, persino tribali, di questo difficile ma prezioso paese che ha retto e superato per mille anni terremoti, alluvioni, invasioni piratesche, feudalità e politiche antimeridionali, mostruosi incendi e tante altre calamità naturali e sociali … ma non sta reggendo alla sua attuale autodistruzione etica. Una “Badolato Retrò” da annullare per rifondare questo paese e renderlo finalmente libero e lungimirante, arguto ed intelligente. Positivo!

9 – GIGANTE DELLA CALABRIA

Per la ricorrenza del Primo Maggio 2019, le associazioni culturali “Università delle Generazioni” e “Amici della Calabria” hanno voluto assegnare a Raffaele Lanciano un significativo riconoscimento inserendolo tra i “Giganti della Calabria” proprio per i suoi meriti sociali di lavoratore stakanovista e di pioniere della comunicazione e del progresso civile nella nostra interzona jonica fin dalla metà degli anni sessanta.

Dal 2009 ogni anno, per la Festa del Lavoro, tale Premio intende segnalare all’opinione pubblica (e in particolare ai giovani) persone e personaggi che in vita e da una vita continuano a lavorare tenacemente per il bene della loro comunità di appartenenza. L’esempio di Raffaele è quanto mai emblematico e da porre alla considerazione delle presenti e delle future generazioni, sia come elemento storico che come paradigma dinamico. Sono assai lieto che le due associazioni abbiano dato questo importante riconoscimento pubblico a Raffaele mentre era in vita. La gratificazione è un elemento essenziale per il progresso delle persone e dei popoli. Bisognerebbe fare addirittura un vero e proprio “Ministero della Riconoscenza” per raggiungere ed evidenziare capillarmente i meritevoli anche là dove agiscono nascostamente. La buona emulazione può essere una possente leva di elevazione sociale per tutti!…

10 – CURIOSITA’

Ricercando in internet qualcosa di ancora sconosciuto sul nostro Raffaele, ho trovato in << https://it.wikipedia.org/wiki/RaffaeleLanciano >> un suo omonimo, nato in Abruzzo e precisamente ad Orsogna (in provincia di Chieti) il 5 dicembre 1817 e morto a Chieti città il 3 dicembre 1898. E’ stato politico, patriota e medico. Nel 1848 (all’età di 31 anni) partecipò all’insurrezione di Napoli contro i Borboni. Per tale motivo scontò 6 anni di carcere. Nel 1861 fu eletto Deputato, così pure nella Legislatura seguente. Fu anche Sindaco di Chieti e Presidente della locale Amministrazione Provinciale.

Orsogna (attualmente circa 3800 abitanti) è distante appena 13 chilometri da Lanciano, città che al momento sembra non avere alcuna persona con il cognome Lanciano. E’, quindi, un fatto assai interessante per me che nel 1817 ci fosse una famiglia Lanciano in un paese poco distante. Essendo quasi sicuramente e solamente un cognome pastorale, nato lungo i tratturi che dalla zona della città di Lanciano portavano nelle Puglie (dove ci sono parecchi Lanciano poi diffusosi nel resto d’Italia e, con l’emigrazione, anche all’estero), mi sembra strano che ci fosse un tale cognome nei suoi più immediati pressi. Mi tocca approfondire.

Comunque sia, a Raffaele Lanciano (1817-1898) è stata intitolata una via nel centro storico di Chieti. Spero tanto che al nostro Raffaele Lanciano venga intitolata una vita o altra toponomastica, per tutte le doti sociali che lo hanno reso importante e popolare anche nella nostra interzona. Scriverò in tale senso alla Amministrazione Comunale di Badolato che uscirà dalle Elezioni del prossimo 3 ottobre e a quelle dei paesi di Isca, Santa Caterina e Guardavalle che hanno visto Raffaele protagonista anche del loro progresso.

11 – SALUTISSIMI

Caro Tito, avrei preferito davvero tanto scrivere questa “Lettera” per illustrare i meriti sociali di Raffaele Lanciano e per gratificarLo mentre Egli era vivo, come ci eravamo ripromessi io e te, quando abbiamo pensato di dedicarGli pure una intervista TV sul suo impegno per dotare le nostre famiglie joniche di televisori ed altri utili elettrodomestici fin dagli anni sessanta. Ed anche perché era uno dei pochi che conosceva meglio il nostro territorio jonico (quasi famiglia per famiglia) da Isca a Guardavalle. Volevamo intervistarlo per la tua web-TV come personaggio eminente della storia della nostra interzona, ma anche come amministratore comunale di più legislature. Gliene avevo parlato più volte, ma era restìo.

Infatti, nonostante la sua grande socialità e popolarità, il nostro Raffaele era piuttosto schivo, a volte persino timido e nascosto, tanto è che di Lui non ci sono in giro nemmeno foto personali in grado di poter essere pubblicate (infatti su internet c’è soltanto la foto del “Premio Gigante della Calabria”). E questo è indicativo dell’uomo e del personaggio, in un tempo in cui straripano le immagini delle persone su internet in genere e sui “social” in particolare. Ho insistito per parecchio tempo per quell’intervista web-TV che Gli avevamo proposto ed anche per una “Lettera” che adesso mi tocca scrivere (con immenso dolore) in suo ricordo, ma che davvero preferivo fosse pubblicata in vita (convinto come sempre sono stato che le persone vanno omaggiate quando sono vive e non da decedute). Spero davvero che le presenti e le future generazioni sappiano conoscere meglio ed apprezzare, ma anche valorizzare una figura storica per i nostri paesi come Raffaele Lanciano (1946-2021).

Perciò, sperando che Badolato ed i paesi dell’interzona conservino buona memoria (personale e sociale) di Raffaele, ti ringrazio per avermi consentito di rendergli un dovuto omaggio, che possa essere pure di conforto per la famiglia e per tutti coloro che lo hanno amato e lo ameranno ancora e sempre.

Alla prossima “Lettera n. 346”. Grazie e tanta cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

Iter City, domenica 12 settembre 2021 ore 23.47 (Le foto del funerale sono state realizzate da Nazareno Circosta, Vincenzo Serrao fu Elia e da altri due amici che preferiscono restare anonimi, mentre le rimanenti sono state prese dal web).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


− tre = 5