Caro Tito, il gradimento ottenuto pure dalla seconda Miscellanea con la precedente “Lettera n. 323” mi induce a pensare che tale metodo espositivo ed informativo possa continuare, almeno di tanto in tanto, tra un tema o un personaggio più argomentato e l’altro. Passo in rassegna, perciò, ad altri fatti e ad altre persone che meritano una particolare attenzione per le loro iniziative che interessano tutti noi, sia in quanto calabresi e sia in quanto curiosi della vita e della società. Però, prima, devo dare una precisazione, la signora Mirella Scaccia mi ha segnalato che la foto datata 1961 (presente nella precedente Lettera 323 al paragrafo 7) non è stata presa da “Facebook” ma le è stata data dalla signora Caterina Comito (allieva, a quel tempo, della sarta Immacolata Gallelli). Questa Caterina (presente nella foto, la seconda da sinistra)era figlia del portalettere Giuseppe Comito, è mia coetanea ed è stata (pure questo) mia compagna di aula alle scuole elementari di Badolato Marina.

1 – ANGELO LAGANA’ CANTAUTORE

Più passano gli anni e più Angelo Laganà (nato a Mèlito di Porto Salvo – RC nel 1939 e residente in Roccella Jonica) riesce a stupirci per il tantissimo che ha già fatto in modo eccellente e per quanto ancora brama fare per l’universo-mondo e in particolare per l’amatissima Calabria, non solo come musicista ma anche come fotografo, giornalista e video-documentarista.

Due mesi fa (con Raccomandata spedita da Marina di Gioiosa martedì 26 gennaio 2021 alle ore 13.15) il dottore Angelo Laganà (angelolagana1939@gmail.com) mi ha comunicato la sua più recente iniziativa socio-culturale, intitolata <<CALABRIA PER SEMPRE>>.

Si tratta di una raccolta di 38 video sonori e a colori su vari personaggi, borghi, città calabresi e di 13 canzoni … il tutto dedicato alla Calabria fin dall’inizio della sua fortunata carriera di cantautore, fotografo e“film-maker”.Questa volta, la novità nella novità è costituita dal fatto che (per rendere fruibile più facilmente tale abbondanza di “files” impegnativi) ha utilizzato la più moderna delle metodologie per stare al passo con i tempi attuali e del prossimo futuro.

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Infatti, per contenere tutte queste proposte (38 video e 13 canzoni) ha voluto usare una speciale pennetta USB (cm 6 x 3comunemente denominato “bigliettino da visita”), realizzata in Olanda e sempre più preferita ai CD e ai DVD, anche nelle nuove automobili.Mi ha scritto, tra tanto altro, Angelo Laganà: <<CALABRIA PER SEMPRE è un progetto cui ho lavorato svariati anni e, finalmente, dopo tanti viaggi per scoprire nuovi e bellissimi luoghi di cui abbonda il nostro territorio, sono riuscito a realizzare il mio sogno di descrivere “la mia Calabria”.

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Dico “mia” perché, essendo nato a Melito di Porto Salvo e abitando a Roccella Jonica, per me la Calabria è una “mamma”, una “fidanzata”, una “amica vera” … tutte e tre messe insieme, alle quali voglio veramente bene, tant’è che lo dimostrano i fatti contenuti in questa raccolta USB come frutto di un lavoro appassionato, svolto con grande volontà, amore, impegno, sentimento, senza scopo di lucro, senza che nessuno mi abbia chiesto niente e senza che io abbia chiesto niente a nessuno, nemmeno un minimo contributo da chicchessìa! Ho fatto tutto con le mie forze e a mie spese! Tranne il montaggio dei video, tutto il resto è opera mia in assoluta ed originale esclusiva: ideazione, sopralluoghi, testi,immagini e foto panoramiche, colonne sonore composte ed auto-eseguite con la fisarmonica midi, regia e diffusione>>.

E ancora: << Considero questa mia iniziativa la migliore, sicuramente la più sentita, tra tutte quelle realizzate nel corso di oltre 60 anni di attività nella Composizione musicale, nel Giornalismo, nella Fotografia, nell’Editoriae nella Cinematografia come potrai notare leggendo il mio curriculum>>.

E allora cerchiamo di vedere nel dettaglio i contenuti di questa raccolta “CALABRIA PER SEMPRE”.

Nei 38 video sonori figuranoiquattro “inni” ufficiali dedicati alla Calabria: 1-  “Capo Sud” che (composto nell’anno 2000 per quella mia iniziativa del 1999 per la valorizzazione internazionale della punta più meridionale di Calabria, di Italia e di Europa 3) vuole essere l’inno di tutta la nostra regione.

Contiene un riferimento in lingua grecanica e come tale è stato presentato alle Olimpiadi di Atene nel 2004 ma lo esegue in tutti i suoi concerti dal vivo ovunque vada nel mondo, facendo apparire su uno speciale schermo 150 immagini delle più belle città, cittadine e borghi della Calabria ed effettuando così una efficace promozione culturale e turistica.

2 – “RegginAlé” scritto nel 1999 per l’ingresso in serie A della squadra di calcio di Reggio Calabria, creando l’omonimo periodico sportivo cartaceo, distribuito fino al 2013 sempre gratuitamente.

3 – “Profumi di Calabria” (inno del bergamotto, agrume della salute).

4 – “Jeusugnucalabrisi” (Inno del Vecchio Amaro del Capo al peperoncino, unico liquore nel suo genere prodotto dai Fratelli Caffo diLimbàdi, canzone sigla ufficiale del concorso canoro Premio Mia Martini nella sezione musica “Etnosong”).

Tra i 38 video-documentari dedicati a personaggi, paesi e città, evidenzio: Reggio Calabria, Tropea, Capo Sud (la zona grecanica tra Capo Spartivento e Scilla), Soverato, Pizzo Calabro, Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica, Scilla, Pentedattilo, Calabria tra Jonio e Tirreno, Stilo, Gerace, Gallicianò, San Francesco di Paola, Calabria regione da sogno, Badolato, W Cuba W la Calabria, Canzoni scritte per Mino Reitano, il lungomare e l’orto botanico di Reggio Calabria, il compianto sindaco Italo Falcomatà, Gianni Versace, la città di Siderno, W NatuzzaEvolo e tanto altro specificato pure in un particolareggiato curriculum personale ed artistico di 95 pagine, ridotto dalle 220 dell’edizione della Provincia di Reggio Calabria.

Ed ecco i titoli delle 13 canzoni dedicate alla Calabria: Jeusugnucalabrisi, Pensu a ttia, Profumi di Calabria, L’assessori regionali, Palumbeddicalabrisi, Capo Sud, Junta e balla, ‘A cummari Rosa, Cacciapenzeri, Luntananza, Terra d’amuri, Cori meu, Purbirinta l’occhi. C’è da dire che la canzone “Palumbeddicalabrisi” è stata cantata e portata al successo da Mino Reitano. Alcune di queste canzoni Angelo Laganà ha composto ed eseguite per il complesso del nuovo folk de “I Figli di Calabria” di Soverato, della cui formazione ha fatto parte per parecchi anni.

Voglio qui ricordare che Angelo Laganà ha effettuato tournée in tutti i continenti e che, in particolare, è un artista amatissimo e di casa a Cuba dove ha ricevuto molteplici riconoscimenti così come in Italia e in Calabria. A Cuba ha dedicato ben 5 raccolte musicali in CD. Nell’isola caraibica Angelo Laganà, nel febbraio 2019, ha tenuto ben 50 concerti nell’àmbito dei 500 anni di fondazione della Città di Havana (1519) dove si è esibito come unico musicista italiano alla 28ma Fiera Internazionale del Libro.

Lo scopo principale di tale operazione socio-culturale ed artistica ha anche un aspetto turistico, per far passare il messaggio che “le Calabrie” sono i Caraibi del Mediterraneo con la specialità esclusiva che in poco tempo e in pochi chilometri ci sono le 4 splendide dimensioni di mare, colline, montagne e laghi. E che in una sola giornata si può fare il bagno nei due stupendi mari(Jonio e il Tirreno). Inoltre, Angelo Laganà vuol mandare un messaggio universale (anche alle Istituzioni) per ribadire che la Calabria è terra di storia, cultura, ambiente, arte e civiltà tra le più antiche del mondo. E soprattutto che possiamo vantare il fatto esclusivo di aver dato alla nostra nazione il nome ITALIA, nato proprio e solo in Calabria quasi 4 mila anni fa.

Il Maestro Angelo Laganà pensa di portare a 40 i video sonori e a colori sulla Calabria. Intanto, in oltre 50 copie ha inviato la pennetta USB (o “biglietto da visita”) a tutti i sindaci interessati, ai vertici della Regione e delle società o associazioni che possano apprezzare questo suo omaggio alla Calabria. Devo, infine, dire e testimoniare che finora ho trovato veramente pochissime persone che, come il poliedrico Angelo Laganà (o come me), soffrono di “calabresìte acuta” e che per la nostra Terra si spendono e si espandono in tanti modi, facendo spesso il possibile e l’impossibile. Grazie infinite, Maestro! Anche a nome di tutti i calabresi residenti dentro e fuori i confini regionali.

2 –I PRIMI 40 ANNI DE <<L’ECO DELL’ALTO MOLISE>>

Caro Tito, permettimi di salutare anche da qui il 40° compleanno del mensile agnonese <<L’ECO DELL’ALTO MOLISE>> nato con il numero di lunedì 16 marzo 1981, firmato dall’allora cofondatore e direttore responsabile Costantino Mastronardi (che è stato pure uno dei miei maestri di giornalismo, oltre che fidatissimo amico-fratello). Su suo invito ho iniziato a collaborare dall’autunno del 1983, dopo la mia prima importante iniziativa sociale in terra molisana, la Festa dei Diciottenni o dei neo-Maggiorenni, che il 18 novembre aveva avuto il battesimo televisivo nazionale ad “Italia Sera” su Rai Uno e, appunto, vasta … “eco”. Per numerosi anni ho fatto parte molto attiva della redazione e per taluni altri ho curato intere pagine, specialmente quelle contro lo spopolamento delle aree interne. Numerosissimi i miei “inserti” su vari temi socio-culturali, locali o “universali”.

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Un particolare ricordo ho della visita in Agnone di Papa Giovanni Paolo II, che ho raccontato letteralmente “minuto per minuto” in presenza domenica pomeriggio 19 marzo 1995 … ma ho anche fiera memoria della lotta per il lavoro che ho guidato per tutti i giovani precari regionali dell’ex art. 23 facendo intervenire Radio Uno 3131 nazionale e rappresentanti della Stampa Estera nella primavera del 1989; mentre nell’autunno dello stesso anno 1989 L’Eco ha sostenuto un’altra mia bella e fortunata iniziativa, la “Prima Festa del Libro Molisano e della Comunicazione Sociale” che ha avuto visibilità e successo persino a livello nazionale. Nel 1985 L’Eco con l’affiliata Radio Agnone Uno ha trasmesso in diretta, per ben tre giorni, i lavori del (mio) Convegno internazionale di Erotologia su Amore e Religione del 4-5-6 ottobre, pure questo con una visibilità nazionale ed una … “eco” persino estera.

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Adesso, da qualche anno e con l’avanzare dell’età, la mia collaborazione è sporadica, ma sempre bene accetta dalla nuova gestione garantita dal giovane Direttore Editoriale, giornalista professionista Maurizio d’Ottavio. E voglio anche qui ringraziare i principali colleghi e compagni di viaggio de L’Eco dal 1983 in poi, a cominciare dall’attuale Direttore Responsabile, Vittorio Labanca, e dallo “storico” e tenacissimo redattore capo Giorgio Marcovecchio. Un particolare, affettuoso e commosso ricordo va all’ex redattore prof. Domenico Di Nucci, caduto molto inaspettatamente e prematuramente per Covid-19 qualche settimana fa. Ci sarebbero tanti altri da menzionare, ma questi pochi qui citati sono coloro i quali mi sono stati più vicini nell’impegnativo e volontario lavoro giornalistico per L’ECO, per me lungo ormai 38 anni. Un altro collaboratore esterno alla redazione mi piace ricordare e salutare, quel preside Mario Carrese di cui ho sempre ammirato la compostezza e la compiutezza, la lungimiranza e la signorilità. Come non ringraziare, poi, i bravi tipografi Franco Bocchetti e Antonio Litterio della “storica” tipografia San Giorgio, che hanno sopportato noi redattoriper tanti anni con pazienza e bontà specialmente nelle esigenti correzioni di bozze?!…

E’ stata poi una pura coincidenza, ma sono assai lieto che, nel numero 2/2021 in questi giorni in edicola e in abbonamento, L’ECO DELL’ALTO MOLISE abbia riportato, nel suo 40mo compleanno, una intera mia pagina, la penultima (11), che evidenzia una mia ricerca sulle ragazze meridionali andate in sposa (negli anni 50-60-70) a giovani della Padania, in genere quegli agricoltori, allevatori ed operai che quasi nessuna delle donne settentrionali emancipate voleva maritare. Una “emigrazione matrimoniale” assai importante ma, purtroppo, poco indagata da sociologi, antropologi, giornalisti, ricercatori e storici universitari.

3 – LA RADICE COMPIE 27 ANNI

Caro Tito, a proposito di compleanni, in questo mese di aprile 2021 il prezioso periodico cartaceo (prima trimestrale, adesso quadrimestrale) “LA RADICE” di Badolato compie ben 27 anni di continua, tenace e ricca attività, nonostante enormi difficoltà di ogni genere. Un bel record per le nostre piccole comunità!

Grazie per l’impegno e complimenti per il durevole successo a tutta l’omonima Associazione che, nata qualche anno prima, lo produce dalla primavera 1994 senza alcuna interruzione !!!…

Un grazie particolare e tantissime congratulazioni al suo direttore, curatore ed animatore, prof. Vincenzo Squillacioti.Ed è proprio ed essenzialmente per l’abilità, l’amore per la cultura e per il territorio del direttore Squillacioti che questa sempre attesissima rivista cartacea (che ha pure il sito web www.laradice.it) è diventata un punto di riferimento non soltanto per il comprensorio di Soverato ma pure per il mondo socio-culturale in genere, poiché vi collaborano o vi fanno riferimento eminenti firme anche extra-calabresi e persino estere.

Tra tanto altro, LA RADICE (come testatadiretta dal prof. Vincenzo Squillacioti e come associazione di cui è presidente il prof. Mario Ruggero Gallelli e primo collaboratore Aldo Gallace) svolge pure un’intensa attività editoriale i cui risultati vengono spesso distribuiti nei cinque continenti assieme alle 44 pagine (in media) di cui si compone attualmente ogni fascicolo (formato cm 17 x 24.4), tirato a seconda delle esigenze tra le 500 e le 2000 copie presso la fedelissima e bravissima Tipografia SUDGRAFICA di Davoli Marina!Inoltre, sta portando avanti il bel progetto del “Borgo-Museo-Territorio”. Auguri e, di vero cuore, “admajorasemper”!!!

4– BADOLATO RINASCE CON I CURDI O DAL 1986 ?

Caro Tito, alle ore 13.47 di sabato 27 marzo 2021, Mariarosaria Carosella (direttrice del giornale web www.altomolise.net di Agnone di Isernia) mi ha inoltrato l’articolo << RESTART – Il futuro riparte dai piccoli comuni: Le esperienze dei Comuni di Badolato, Castel del Giudice e Pietrelcina >>  che il suo sito aveva appena pubblicato alle ore 13.38 poiché interessava il borgo altomolisanodi Castel del Giudice il quale, negli ultimi decenni, ha fatto passi da gigante nella valorizzazione del “centro disabitato” che sono andato a studiare parecchie volte, partecipando pure ad appositi convegni su come e perché salvare i borghi.

In tale articolo è riportato in estrema sintesi l’intervento ad un apposito “Webinar” (seminario a distanza, conferenza web) del dottore Domenico Leuzzi, vice-sindaco di Badolato, il quale avrebbe affermato che la rivitalizzazione del borgo è iniziato con l’arrivo dei Curdi della nave Ararat il 27 dicembre 1997. Avevo già letto altri articoli in cui Leuzzi afferma la stessa cosa, ovviamente inesatta storicamente.Evidentemente chi ha redatto il comunicato-stampa di tale “webinar” (riportato da tanti siti internet italiani) ha riassunto male o è stato male informato (in buona o cattiva fede). In verità, nella registrazione video-sonora (che mi è pervenuta dopo qualche ora dal dottore Guerino Nisticò), il dottoreLeuzzi cita pure la “provocazione” del “paese in vendita” nel 1986 senza però correggere la moderatrice della tele-conferenza la quale aveva appena esordito con disinvolta sicurezza che la rinascita di Badolato era cominciata con l’accoglienza ai profughi curdi del 1997. Possiamo dedurre che la “vulgata” che circola negli ambienti del recupero dei borghi è proprio questa… “a Badolato la rivitalizzazione del borgo antico comincia nel 1997 con i curdi”.

Ho inviato tale articologiornalistico ad alcuni amici, assai interessati al tema della rivitalizzazione dei borghi semi-abbandonati. Uno di loro mi ha telefonato per dirmi: “<< Ma il vice sindaco del tuo Comune di origine non sa niente di “Badolato paese in vendita”? >>. Ho cercato di minimizzare, ovviamente. Fatto sta che a Badolato, specialmente presso le nuove generazioni, è invalsa l’abitudine (in buona o cattiva fede) di fare iniziare la salvezza del borgo antico con l’arrivo dei profughi Curdi (27 dicembre 1997). Ciò è storicamente inesatto, poiché 11 anni prima (come attestano le numerosissime cronache di TV, radio e giornali cartacei anche esteri) il 7 ottobre 1986 è iniziata la vicenda (con buoni risultati pratici) del “paese in vendita” realizzata proprio intenzionalmente per lottare lo spopolamento e per rivitalizzare non soltanto Badolato Superiore ma tutti i borghi semivuoti europei e del bacino del Mediterraneo (allora stimati in oltre 12mila).

Questa, caro Tito, non è una rivendicazione personale della mia iniziativa del “paese in vendita” (che impropriamente viene ancora appellata “provocazione” ma è stato prima un serio studio e poi un allarme) bensì del fatto che, facendo iniziare tutto nel 1997, i badolatesi perdono ben 11 anni di meriti e di “anzianità” nella lotta allo spopolamento … lotta badolatese che altri borghi hanno sposato sia con la dizione di “paese in vendita” e sia con la dizione di “case a 1 euro”. Perché buttarsi la zappa sui piedi?… Perché rinunciare al fatto storico di essere stati a Badolato i primi (forse pure al mondo, sicuramente in Europa) ad aver sollevato con così tanta veemenza il problema della decadenza e persino dell’agonia e della morte dei borghi e delle campagne?… Negando la vicenda del “paese in vendita” del 1986 i badolatesi si auto-castrano e negano a sé stessi e alla Storia di esserne stati i “precursori”. Sia chiaro: non mi importa assolutamente che venga ogni volta citato il mio nome, però è doveroso far partire dal 1986 e da Badolato la lotta europea allo spopolamento dei borghi e delle campagne. Ovvero l’allarme e la protesta tenace contro la morte dei territori.

Non so quanta ingenuità, ignoranza storica, superficialità, buona o cattiva fede ci sia dietro tutto questo auto-sminuirsi.

Di certo è che mi tocca intervenire spesso per precisare, così come mi tocca spesso precisare che la “Prima Italia” è nata in Calabria e non in altri posti (ad esempio in Abruzzo-Molise) come insiste (nonostante la piena e consolidata verità storica) il giornalista agnonese Nicola Mastronardi (non so ancora bene se pure lui è in buona o cattiva fede).

Comunque sia, qui riporto il primo documento ufficiale della vicenda “Badolato paese in vendita in Calabria” pubblicato dal quotidiano “Il Tempo” di Roma alla pagina 22 del 07 ottobre 1986. Da qui è iniziato veramente tutto e con buoni e promettenti frutti (e non soltanto a Badolato e dintorni). A riguardo, qualche giorno fa (venerdì 26 marzo 2021 alle ore 17.58) il dottore Guerino Nisticò, uno dei migliori esponenti delle nuove generazioni di Badolato, mi ha inviato le due foto che qui evidenzio (ci sono io che mostro il cartello “VENDESI” all’ingresso del borgo nei pressi della chiesa di San Domenico). Sono state realizzate nell’estate 1987 da Carlo Paone, noto fotografo sociale di Catanzaro, il quale le ha postate forse proprio lo stesso venerdì 26 marzo 2021 sul suo profilo “Facebook” a séguito, probabilmente, di un articolo su Badolato borgo dello stesso Nisticò intitolato “Badolato (CZ) era un paese spopolato, ora è borgo-natura scelto per viverci”. Ti do una informazione, pure questa inedita: nelle due foto del 1987 indosso una maglietta dipinta a mano dall’artista calabro-romana Rosita Sabatini, alla quale avevo commissionato 12 magliette (per essere tutte dipinte a mano) raffiguranti scorci di Badolato borgo. Alcune di queste magliette sono state acquistate pure da alcuni emigrati badolatesi a Philadelphia (USA).

Per completezza, queste stesse foto mi sono state inviate (ore 19.07 venerdì 26 marzo 2021 via WA) pure dal mio vecchio amico dai tempi del ginnasio, dottore avv. Cesare Pelaia di Serra San Bruno. Erano state sicuramente tratte dal profilo Facebook di Carlo Paone, poiché il figlio di Pelaia è amico del fotografo catanzarese. Guerino Nisticò, via WA (ore 17.58 di venerdì 26 marzo 2021), mi ha ricopiato il testo con cui Carlo Paone ha accompagnato queste due foto. Eccolo.

<< Fra il 1986 e l’88 per contrastare lo spopolamento definitivo del vecchio borgo di Badolato, Domenico Lanciano lancia l’idea del “paese in vendita” che avrà un’eco mondiale. Sono passati 35 anni e il problema dell’invecchiamento e dell’abbandono riguarda ormai quasi tutte le aree interne e i vecchi paesi posti sulle colline a pochi km dal mare. Vendiamo tutto? >>.

5- FRANCO CACCIA SOCIOLOGO

Caro Tito, ho trattato altre volte del dottore Franco Caccia di Squillace, dove attualmente è un molto attivo assessore alla programmazione e al turismo nell’Amministrazione comunale del sindaco dottore Pasquale Muccari, in azione dal 2019.

Di Franco Caccia voglio qui segnalare due cose: 1 – il fatto che Egli da alcune settimane è presente con sue interessanti riflessioni sociologiche nell’edizione domenicale di “Calabria.Live” (quotidiano web che viene inviato gratuitamente sul telefonino a chi lo richiede ai seguenti indirizzi email <<calabria.live@callive.it>> oppure <<calabria.live.news@gmail.com>> );

2- il fatto che abbia recentemente pubblicato l’importante libro “Una buona pratica di cura della non autosufficienza” (Dal racconto delle esperienze: famiglie felici, comunità rivitalizzate e tanti lavoratori assunti) che si avvale della Prefazione del professore Domenico De Masi, uno dei più illustri sociologi italiani, con il quale Franco Caccia ha discusso la sua tesi di laurea.

Questo sulla “non autosufficienza” è un volume di 200 pagine che almeno ogni sindaco e/o ogni assessore o responsabile di comunità o di gruppi sociali dovrebbe leggere. Comunque sia, chi fosse interessato ad avere gratuitamente una copia cartacea di tale libropuò richiederla al seguente indirizzo email: adomicilioczlido@gmail.com fermo restando che rimangono a carico dei richiedenti le spese di spedizione.

Troviamo scritto sulla pagina quarta di copertina: << Le sfide stimolano le persone a dare il meglio di sé. Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione italiana e le esigenze di cura ad esso collegate rappresentano un tema che interessa i singoli, le famiglie, le comunità. Come rendere possibile la cura a casa di persone dalle autonomie ridotte e stimolare un diretto coinvolgimento da parte delle famiglie e delle comunità di residenza? Il testo racconta di un’esperienza completa, di oltre 3 anni, resa possibile dalla partnership tra INPS e Azienda Sanitaria di Catanzaro, da cui sono generate idee, soluzioni, alleanze e sperimentazioni. Un percorso che si veste di futuro e sollecita nuove progettualità >>. 

6 – RINA SCHIAVONE

Caro Tito, erano anni che avrei voluto scrivere almeno un articolo per informare del suggestivo restauro che la pittrice Caterina Schiavone (detta Rina) ha realizzato molto tempo fa alle cinque vecchie icone del calvario posizionato ai piedi della grande facciata della chiesa di Santa Maria del Soccorso di Badolato (CZ), detta comunemente “di San Domenico” o “del Monastero”. Poi recentemente ho contattato l’artista, residente in una città del nord Italia, per chiederle notizie e foto di tale importante restauro, poiché c’è l’esigenza di spiegarlo ai turisti che visitano il borgo, suo luogo di nascita. Purtroppo, non ho potuto ottenere quanto desideravo.

Così non mi resta che ricordare almeno alle cronache del nostro paese (pure perché molti non lo sanno) che c’è stato questo splendido restauro (o forse una serie di nuovi originali dipinti?) nella seconda metà del 20° secolo ad opera della brava pittrice badolatese Caterina Schiavone. Magari chiedendole scusa per il semplice fatto che nessuno si è occupato di tale sua Opera che meritava non soltanto attenzione ma anche riconoscenza e gratitudine sociale nonché adeguata valorizzazione (pure turistico-culturale). Da parte mia, l’esilio che mi ha colpito nel 1987 non ha permesso di prestare la dovuta attenzione, anche storico-giornalistica, non soltanto alla Schiavone ma anche a tantissime altre meritorie iniziative e realizzazioni di persone, personaggi, associazioni ed enti a favore della nostra comunità. Purtroppo, l’indolenza (spesso persino l’insolente) di talune istituzioni o di loro responsabili è un grande dramma per il nostro territorio!

7– ALDO PRIMERANO EDITORE

Caro Tito, è parecchio tempo che avevo in mente di presentarti una persona simpaticissima, nonché imprenditore di successo e grande tifoso (anzi “cultore”) del Catanzaro Calcio. Un amico (ed anche collaboratore in tempi passati) del maestro Angelo Laganà, di cui ti ho detto sopra, al paragrafo 1.

E’ Aldo Primerano, nostro conterraneo perché originario di Davoli (CZ) dove è nato mercoledì 8 novembre 1944 e dove dal 1972 torna puntualmente una volta al mese per semplice relax e per ravvivare le proprie radici paesane e calabresi. Però dal 1961 vive a Roma, dove si è sempre dedicato all’arte tipografica, cominciando a fare l’editore proprio a motivo del suo grande amore per la squadra giallorossa catanzarese. Infatti, nel 1972 ha iniziato a realizzare, stampare e diffondere la rivista “Alè Catanzaro” di cui qui riporto la copertina del secondo numero (novembre).

Come appassionato di calcio, ha cercato di conciliare questa sua grande passione con il lavoro, producendo edizioni di riviste e libri pure su parecchie squadre di calcio specialmente della serie B (Taranto, Lecce, ecc.).

Ad esempio, del medico sportivo del Catanzaro, Giuseppe Martino detto Geppino, ha pubblicato il libro “Le baracche delle Aquile”. Aldo Primerano però non si è fermato allo sport, ma le sue edizioni spaziano dall’Arte alle Biografie, dalla Medicina alla Religione, dalla Politica alla Storia, passando per le Guide, gli Hobbies, la Narrativa e la Poesia, i Saggi e le monografie locali (Davoli, Satriano, Filadelfia, ecc.).

  • Ho avuto il primo contatto telefonico con Aldo Primerano circa 8 anni fa quando il mio amico di lunga data Alfredo Primerano (originario di Soriano Calabro ma residente da decenni a Roma, dopo un’emigrazione in Australia) ha pensato bene di fare una seconda edizione del suo libricino di viaggi “GIRAMONDO” i cui diritti d’Autore ha voluto donare alla Biblioteca Calabrese del suo borgonatìo.

Questo interessante libro gli era stato da me sollecitato fin dagli anni Ottanta, ma ho potuto aiutare Alfredo a fare la prima edizione soltanto nel 2010. Poi lui stesso lo ha aggiornato ed arricchito finora con altre tre edizioni, sempre presso la tipografia del suo “omonimo”Primerano.

Per chi volesse contattare l’imprenditore Aldo Primerano, questi sono i suoi recapiti: www.primerano-editore.it, Via Ugo Niutta 2 – 00177 Roma (tra Appia, Casilina – Tuscolana e Centocelle) info@aldoprimeranoeditore@gmail.com, telefono 06-2411365 (mobile 377-9756071).

L’industria tipografica-editrice adesso è in mano ai figli Vincenzo (52 anni) e Fabio (50 anni), ma Aldo trascorre parecchio tempo in azienda (che, essendo una sua creatura, considera giustamente come un figlio), sia perché ne è rimasto l’animatore e sia perché è questo il suo mondo senza cui non può e non sa stare, pure perché ha voglia di rimanere sempre attivo e produttivo.

8 – IL CALABRONE

 

Caro Tito, alcuni mesi fa l’amico Franco Caccia (di cui ti ho detto sopra, al paragrafo 5) mi ha inviato due copie della rivista “IL CALABRONE” (n. 31 di settembre – dicembre 2020) perché questa conteneva da pagina 16 a pagina 47 uno “speciale” sui paesi dell’istmo di Marcellinara e il Cammino della Prima Italia.

  • Devo dirti che è una bella rivista (formato A-4 con 64 pagine), tutta a colori, che funge da “guida al territorio” ed ha come slogan “…oltre i luoghi comuni”. E’ un periodico che si definisce “indipendente di promozione e cultura calabrese” e che, ideato e curato da Gianni De Simone, è distribuito in tutte le edicole della Calabria avendo come base di produzione Cotronei in provincia di Crotone (www.ilcalabrone.info – ilcalabroneonline@alice.it).

9 – STEFANO GIOVANNONE

Caro Tito, alle ore 16.57 del 28 marzo 2021 (domenica delle palme e ingresso ora legale) ho ricevuto la seguente email: <<Spett.le professor Domenico, mi chiamo Stefano Giovannone e abito in Piemonte, vicino a Domodossola. La mia povera mamma era nata in provincia di Reggio Calabria esattamente a Marina di San Lorenzo, mentre mio padre era nato qui vicino a Domodossola. Sono un appassionato di ferrovia e collaboro con il Museo ferroviario di Suno, in provincia di Novara (https://www.museoferroviariosuno.it/). Cercando informazione sui caselli, qualche anno fa ho trovato sul sito www.costajonicaweb.it il suo volume 2 del “Libro-Monumento per i miei Genitori” dove lei parla del casello dove ha abitato. Mi farebbe piacere se lei scrivesse per il nostro blog un articolo che ricorda la vita sia lavorativa sia la quotidianità nel casello.

Ci farebbe molto piacere ripercorrere con lei quegli anni. Il nostro museo, fondato da un appassionato e gestito insieme a lui da pochi volontari, cerca di preservare la memoria ferroviaria attraverso cimeli, libri, divise ma anche attraverso i blog dove ognuno racconta le proprie esperienze.Grazie e complimenti per la sua opera.

Buon pomeriggio e serata>>.

Nello stesso pomeriggio di domenica 28 marzo dalle ore 18.58 per 29 minuti e 28 secondi ho avuto una interessante conversazione con Stefano Giovannone al quale ho dato non soltanto la mia disponibilità per il blog del suo Museo ferroviario ma gli ho promesso una qualche pur minima collaborazione nel caso volesse, con i suoi colleghi, lavorare al censimento delle stazioni e dei caselli ferroviari che hanno cambiato destinazione d’uso, nonché dei tratti dismessi delle ferrovie, specialmente quelli che sono stati trasformati in ciclovie (come a Vasto d’Abruzzo, dove sono solito camminare a bordo mare,sulla direttrice cicloviariaBerlino – Palermo).

10 – LAFINTA E FALSA GUERRA AL COVID-19

Caro Tito, si rafforza in me la convinzione che sia stata studiata a tavolino (e prodotta intenzionalmente) la diffusione mondiale del coronavirus Covid-19. Non sappiamo quali e quanti scopi abbiano avuto in mente le Potenze geopolitiche nel fare ciò. Certamente i risultati non sono assolutamente positivi per i popoli, in particolare per le solite persone indifese. Non posso essere inserito affatto tra coloro che credono ai “complotti” … però, analizzando la Storia e specialmente gli ultimi 40 anni, il mio convincimento si consolida.

Sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede, però un dato di fatto almeno risulta agghiacciante quanto forse voluto (in buona o cattiva fede): stare ancora a dover scegliere, nelle terapie intensive, chi deve vivere e chi deve morire, chi può essere curato e chi no per mancanza di posti, di mezzi e di organizzazione. Eppure, è passato oltre un anno dall’inizio di tale pandemia! La guerra (vera o finta o falsa) è fatta apposta perché gli assassini e i criminali non paghino, ma anche perché taluni si arricchiscano sulla pelle degli altri.

 

11 –  SALUTISSIMI

 

Caro Tito, con questa “Lettera n. 324 – Miscellanea n. 3”, penso di aver concluso i miei impegni presi con persone e temi da trattare. Adesso volto decisamente pagina. Poiché le forze si stanno riducendo, mi tocca concentrarmi su argomenti tralasciati per anni per dare spazio ad altri. Sento l’esigenza di definire alcuni discorsi lasciati in sospeso, come, ad esempio, il secondo volume “IL SOBILLATORE D’AMORE” (la cui proprietà ho già dato alla famiglia di Totò e Caterina Rudi).

  • Concludo evidenziando questi fiorellini nascosti, pure come metafora delle mie edizioni o pubblicazioni (anche sotto forma di “miscellanee”). Infatti a me è sempre piaciuto evidenziare persone e temi che solitamente vivono nascosti e non hanno la dovuta visibilità o una sufficiente fruizione, per quanto ne possano meritare. Un’altra riflessione. Alle 18.40 di lunedì 29 marzo 2021, un amico mi ha inviato un video di particolare suggestione anche musicale (durata 4 minuti e 22 secondi) che mostrava numerosi e meravigliosi pesci mai visti finora, nemmeno nei documentari. Vivono in zone marine quasi del tutto inesplorate o nelle profondità inaccessibili degli oceani. Stupendebellezze da paradiso! Bellezze perdute, si direbbe, se non possono essere viste e ammirate da noi umani. Invece …

Come ho considerato lo scorso giugno 2020, scoprendo nel folto del bosco di Montecastelbarone, ad Agnone del Molise, meravigliose orchidee spontanee nascoste e forse mai viste da alcuno … così, adesso, valuto come e quanto ci siano nel nostro pianeta ed in tutto l’Universo bellezze e fenomeni che nessuno occhio umano ha visto o vedrà mai. Verrebbe spontaneo capire che gioiscono unicamente della Natura o del loro Creatore divino. Sono creature ed esseri viventi che ambiscono soltanto ad esistere di per sé stessi, senza alcuna ambizione, velleità o brama di essere visti, notati, ammirati o celebrati da altri. E’ un trionfo silenzioso e invisibile, ineguagliabile e sublime. Esiste ed ha un senso, anche senza i nostri occhi. Grazie infinite alla Natura e/o al Creatore!

Nel passare alla firma, rinnovo gli auguri più devoti e sinceri per una Pasqua Serena e (per i credenti) Santa il più possibile. Alla prossima “Lettera n. 325” che, molto probabilmente, sarà una “Lettera aperta ai borghi, in particolare di Badolato e di Calabria”. Un cordiale e fraterno abbraccio,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

Iter Love City, mercoledì 31 marzo 2021 ore 12.12 (le foto sono state prese dal web).

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