Caro Tito, ti devo dire che il viaggio di Paolo Rumiz da Savona a Capo Sud, effettuato nell’agosto 2006, mi ha dato nuovo impulso per rilanciare la proposta di valorizzare la punta più a Sud d’Italia. Già il dieci agosto dello stesso 2006, dopo le prime puntate di Rumiz, ho dato incarico alla ditta Sistemic di Badolato Marina di realizzare il sito www.caposud.eu per illustrare, almeno brevemente, il “Progetto Capo Sud” inserendo pure parte della rassegna stampa ed altre indicazioni. Tale piccolo sito, che ancora oggi è visitabile, è diventato operativo, dopo qualche giorno, il 20 agosto 2006.

 Poi il 20 settembre 2006 prot. 4423/Gab. il dr. Michele Lanzo, capo di gabinetto dell’allora Presidente della Regione Calabria, così ha risposto al mio ennesimo tentativo di sensibilizzare la Regione Calabria al “Progetto Capo Sud”: “Gentile Sig. Lanciano, abbiamo esaminato con grande attenzione le Sue indicazioni relative a “Capo Sud” e abbiamo interessato i competenti Dipartimenti “Turismo” e “Cultura”. Riteniamo che i Suoi progetti rivestano grande rilevanza per il territorio regionale e riteniamo particolarmente interessante l’idea di realizzare un “Consorzio Capo Sud”. Confidiamo che la Sua proposta possa concretizzarsi attraverso l’iniziativa delle autorità cui Lei si è rivolto. La Regione Calabria non si tirerà indietro.” – Purtroppo, la Regione Calabria, rispetto a Capo Sud, non è andata così al di là di queste pur lusinghiere parole!

 Poi, il 3 novembre 2006, assieme al dottore commercialista Vincenzo Ermocida (badolatese, amico da sempre e sempre vicino a tutte le mie iniziative, con studio al centro di Roma in Via Barberini 3 ed esperto di finanziamenti pubblici, specialmente dell’Unione Europea) mi sono recato all’Ufficio del turismo ellenico di Roma (Via Bissolati 78) per parlare di Capo Sud con il suo direttore, Marios Leandros Sklivaniotis. Questi, da me contattato precedentemente, si è mostrato assai favorevole alla mia proposta di fare “sinergia” tra Italia, Grecia e Spagna per lanciare almeno turisticamente il “Tridente mediterraneo” delle tre punte continentali più a sud d’Europa. Nessuna risposta, invece, dall’Ufficio turistico della Spagna. Anche qui, da Sklivaniotis, belle parole e nulla di fatto!

 Dal 1999 ad ogni cambio di Amministratori alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio, al Comune di Melito Porto Salvo e alla Comunità Montana V.J.M. Capo Sud non ho mancato di ribadire l’esigenza di prendere in considerazione il “Progetto Capo Sud”. Non ho mai avuto alcuna risposta. Poi, il 25 febbraio 2012 pomeriggio, mi sono trovato a percorrere la strada statale jonica 106 (E 90) con alcuni amici agnonesi, cui volevo far vedere le bellezze di Capo Sud. Ho notato che, nonostante le mie insistenze, non c’era nemmeno una pur minima cartellonistica che indicasse ai turisti di passaggio che proprio lì c’è la punta più a Sud d’Italia. Cosicché, immediatamente ho scritto al prof. Mario Caligiuri, assessore alla Cultura della Regione Calabria (l’unico, in 40 anni, che ha almeno risposto alle mie lettere, sempre tese a iniziative a favore della nostra Calabria).

Con prot. 1840/SP del 01 marzo 2012 Caligiuri mi manda, per conoscenza, una sua lettera indirizzata al dr. Giuseppe Raffa, Presidente della Provincia di Reggio Calabria: “Carissimo Presidente, le trasmetto la nota del dr. Domenico Lanciano pervenuta a questo Assessorato in merito alla collocazione di una cartellonistica o di una stele nella zona compresa tra Capo Spartivento e Melito Porto Salvo riportante la dicitura “Capo Sud d’Italia”. Nell’ottica della doverosa collaborazione istituzionale le chiedo di volermi informare sulle eventuali determinazioni…”. Fino a questo momento in cui scrivo (lunedì 01 ottobre 2012 ore 14,34), dopo sette mesi esatti da quella lettera, nulla di nulla posso registrare a riguardo. Purtroppo!

Domenico Lanciano.

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