Caro Tito, dal luglio al settembre 1968, ogni domenica il “mio” complesso musicale degli Euro Universal ha eseguito sistematicamente (e quasi sicuramente primi almeno in Calabria e dintorni) la “Messa Beat” del maestro Marcello Giombini nella chiesa parrocchiale di Badolato Marina e in altre chiese della regione, con un fervore giovanile davvero eccezionale. Infatti, il recente Concilio Vaticano aveva visto giusto: per avvicinare specialmente i giovani alla religione e alle sue liturgie era necessario parlare il loro linguaggio. E, allora, il linguaggio dei giovani era soprattutto quello della musica. E, a quei tempi, la musica, era soprattutto quella dei complessi pop e rock, che in genere utilizzavano elettricamente, oltre alle voci, anche le chitarre, le tastiere, la batteria e altre percussioni. Per alcuni, specialmente per anziani e tradizionalisti, fu uno scandalo ma, piano piano, ne furono affascinati e ci fecero buona abitudine. Per i giovani fu un modo nuovo di pregare e di avvicinarsi ai riti religiosi … infatti, le musiche elettroniche accompagnavano non soltanto la messa ma anche altri momenti liturgici … e fecero “comunità” in un clima sociale davvero speciale e assai fruttuoso che, purtroppo, non si ebbe più, poi, già sul finire degli anni settanta, inizio anni ottanta.

 

messa_alleluia_copertina_LP_1968Noi Euro Universal fummo molto fortunati poiché avevamo come parroco il lungimirante Padre Silvano Lanaro (1921-2000) che, ricco di fede e di genio musicale, componeva continuamente bellissimi, suggestivi e commoventi canti religiosi, specialmente natalizi, che noi eseguivamo entusiasmando ancora di più il loro autore e i parrocchiani. Quindi, a parte le messe festive quando eravamo presenti tutti i componenti, bastavano due o tre di noi per accendere gli amplificatori e accompagnare elettricamente i canti anche nei giorni feriali. Devo dire che, nonostante il “frastuono” (specialmente della batteria e di altre percussioni), i ritmi pop-rock e le sonorità elettriche davano più slancio e fervore religioso non soltanto ai canti ma anche alla partecipazione della gente alle funzioni.

messa_beat_assisi_ottobre_1968_Così, dopo questi primi tre mesi sperimentali trascorsi molto positivamente, Padre Nicola Criniti (1939-2006) ci propose di andare ad Assisi per il 4 ottobre 1968, in occasione dell’offerta votiva dell’olio alla lampada di San Francesco da parte della Calabria. In quei giorni avremmo potuto eseguire la “Messa Beat” prima al Francescanum nella cittadina umbra e, poi al ritorno, al Seraphicum di Roma e potevamo tenere pure il nostro spettacolo “laico” in entrambi i luoghi. Avevamo assicurata l’ospitalità (mangiare e dormire) ma il viaggio doveva essere a nostre spese. Avevamo qualche risparmio personale e di gruppo, ma per avere la somma necessaria per realizzare questa splendida “trasferta” siamo stati costretti a contrarre un prestito (ci venne incontro la sempre gentile insegnante Luisetta Caporale, una delle animatrici storiche della nostra parrocchia fin dalle origini e tutt’ora assai lodevolmente attiva).

 

Medium_Grande_festa_per_i_60_anni_del_Transporter_8Con un furgone “Volkswagen” (quello “mitico” dei complessi pop-rock degli anni 50-60-70) ci accompagnò un certo De Septis, un capotreno di Soverato che aveva fondato la band de “I nati stanchi”. Il viaggio di andata durò quasi due giorni, anche perché fino a Sala Consilina (74 km prima di Salerno) non c’era ancora l’Autostrada A3 e la notte dormimmo nel furgone alla meno peggio. In Assisi fummo ospiti del Francescanum (il grande seminario centrale dell’Ordine). Nelle prime ore della mattina del 4 ottobre (giornata dedicata a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia), abbiamo eseguito la “Messa Beat” davanti a tutti i Frati, alla presenza del ministro generale dell’Ordine francescano Padre Basilio Heiser (1909-2009) il quale, lodando la compostezza dei canti e la gradevolezza della musica pop-rock, ci ha detto, tra l’altro: “Le formule nuove ed originali di questa musica sono aperte alle nuove frontiere e alle vaste dimensioni della fratellanza e della pace nell’indirizzo che tiene uniti tutti i popoli”. Poi a metà mattinata tutti i calabresi (autorità e pellegrini) ci ritrovammo davanti alla Basilica per la cerimonia ufficiale dell’offerta dell’olio. Noi Euro Universal (vestiti con i sette colori dell’arcobaleno) fummo accolti sul palco dove c’erano i gruppi folcloristici di Castrovillari, Morano e Nicastro. Allora la TV era ancora in bianco e nero, ma notavamo che (forse per i nostri sgargianti ed originali colori iridati) eravamo inquadrati ripetutamente dalle telecamere della diretta Rai, commentata dal famoso giornalista Tito Stagno (quello che, dieci mesi dopo, il 20 luglio 1969 attese ed annunciò l’atterraggio del primo uomo sulla luna). Nel pomeriggio abbiamo intrattenuto l’intero collegio dei frati e dei seminaristi del Francescanum con il nostro spettacolo “laico”. Anche per questo tipo di concerto ottenemmo lodi e congratulazioni.

 

A Roma, in zona Eur-Laurentina, nel grande complesso del Seraphicum (Pontificia Facoltà Teologica di grande prestigio internazionale) ci accolsero con grande simpatia i tantissimi studenti provenienti da ogni parte del mondo. Qui ci sentimmo veramente “Euro Universal”! Ed anche qui fu un’esperienza davvero assai emozionante e gratificante l’eseguire nella loro chiesa la “Messa Beat”. In tale più particolare occasione abbiamo avuto migliore e maggiore conferma del fatto che non sono gli strumenti elettrici o le percussioni a disturbare (specie se bene equilibrati) una sacra liturgia la quale, anzi, può essere maggiormente arricchita persino di interiorità e di spiritualità. Tutto sta nell’animo di chi suona e di chi utilizza tali suoni per elevarsi ancora meglio (e, ovviamente, nell’animo di chi ascolta)! Il successo per l’esecuzione della “Messa Beat” ad Assisi e a Roma, presso un uditorio veramente assai sensibile in ambito religioso e liturgico, fu evidenziato da due quotidiani allora assai diffusi nella nostra regione: La Tribuna del Mezzogiorno di Messina (venerdì 11 ottobre 1968) e Il Tempo di Roma (Cronaca della Calabria) venerdì 11 ottobre 1968 pagina 5.

 

Entusiasmati da tali esperienze positive, tutti i sette componenti gli Euro Universal ci mettemmo a comporre una “Messa Beat” tutta nostra e poi un’altra ancora, inserendo in alcune parti pure canzoni di Padre Silvano. Pronta dopo poche settimane, eseguimmo ripetutamente la prima messa nella nostra chiesa parrocchiale e in altri luoghi dell’arcidiocesi di Catanzaro con il consenso e a volte su invito della stessa Curia, spesso abbinandola allo spettacolo “laico” del nostro repertorio che si arricchiva sempre più di canzoni da noi composte. Era tale il gradimento che gli stessi nostri fans ci spingevano a tentare l’avventura con qualche casa discografica. Cosa che ti racconterò alla prossima lettera. Cordialità.

 

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Domenico Lanciano

 

4 pensiero su ““Lettere a Tito” n. 26 – La “Messa Beat” degli Euro Universal (1968)”
  1. Ho letto con interesse i tuoi ricordi sulla messa beat. Sarebbe bello poter sentire qualche registrazione ma, a quei temi, non era una cosa tanto facile.
    Cordialità

    1. Caro Silvano,
      a quei tempi non avevamo possibilità di procurarci nemmeno un minimo di attezzatura per registrare i nostri concerti dentro o fuori la chiesa. Né c’era, attorno a noi, chi poteva farlo o chi avrebbe potuto “aprirci gli occhi”. Purtroppo!… Noi che abbiamo vissuto quell’epopea di giovanili entusiasmi dobbiamo accontentarci del bel ricordo e, adesso, chi ci legge, si deve accontentare della nostra sincera e autentica testimonianza. Le registrazioni sono arrivate dopo, ma adesso abbiamo il problema di trovare un “lettore” per quei nastri che ancora conservo. Spero, prima o poi, di trovare l’attrezatura giusta per riascoltare una ventina di bobine che mi ritrovo. Grazie per il tuo intervento! Cordialità, Domenico Lanciano

  2. HO LETTO CON MOLTO INTERESSE E TRASPORTO QUESTA LETTERA, CHE NEL CONTEMPO MI FACEVA RIFLETTERE SU QUALI ERANO I VERI VALORI UMANI , MA SOPRATUTTO COME VENIVANO TRASMESSI, ANCHE ATTRAVERSO UN COMUN DENOMINATORE COME LA MUSICA CHE CONTINUA AD ESSERE TALE, E CHE POTREBBE ANCORA, O COMUNQUE ESSERE RIPRESA ED UTILIZZATA COME STRUMENTO PER DIFFONDERE DI NUOVO IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI. CERTO CHE ALLORA FORSE ERA PIU’ FACILE APPRENDERLE PERCHE’ CI VENIVANO IMPARTITI DA PERSONE CHE OPERAVANO NEGLI UNICI CENTRI AGGREGAZIONALI ESISTENTI:GLI ORATORI, GRANDE DON BOSCO CHE AVEVA CAPITO CHE CREARE UN LUOGO NON SOLO PER LEVARE DALLA STRADA I GIOVANI DISAGIATI, E PER EVITARE DI VEDER LORO TRASFORMARSI IN MOSTRI SENZA RISPETTO NE UMANITA’, MA SOPRATUTTO PER CREARE UN LUOGO DOVE PARLARE D’AMORE E RISPETTO E DIGNITA’ DELLA VITA UMANA, ERA FONDAMENTALE, PER ALLONTANARE DALLA MENTE LE BRUTTURIE CHE L’ALLORA GIOVANI VIVEVANO. SCRIVO DA ANTICLERICALE, MA EX FIGLIA DI MARIA AUSILIATRICE, CHE LEGGENDO QUESTA LETTERA CARICA DI VALORI E INTELLIGENZA, PER ASSOCIAZIONE DI IDEE , COME UN FLASH, HO PENSATO AL FENOMENO DEL FEMMINICIDIO, E DA QUALCHE TEMPO FACEVO PROPRIO LA SUDDETTA RIFLESSIONE, TUTTI QUESTI GIOVANI, ( SONO CRESCIUTI CON LA TELEVISIONE E LE BABY SITTERS, QUINDI SOLI,) CHE SI ARROGANO IL DIRITTO DI ELIMINARE TUTTO CIO ‘ CHE NON E’ POSSIBILE POSSEDERE SONO IL FRUTTO DEI POST 68-78OTTINI CHE PER ESPLICARE TOTALMENTE IL LIBERALISMO ABBIAMO EDUCATO DEI MOSTRI, VIZIATI E PREPOTENTI INSEGNANDO LORO CHE DOVEVANO LOTTARE SOLO PER AVERE DIRITTI SCORDANDOCI DI DIR LORO CHE C’ERANO ANCHE DOVERI. IL DOVERE DI ” RISPETTARE IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO” QUELLO STESSO COMANDAMENTO CHE A NOI PRIMA CHE DAI NOSTRI GENITORI CI VENNE INSEGNATO DAGLI EDUCATORI, PERCHE’ QUESTI ERANO L’ALLORA PRETI, DEGLI ORATORI.POTREBBE SEMBRARE ELUCUBRANTE QUESTA MIA RIFLESSIONE MA LEGGENDO MI HA FATTO EVOCARE MOMENTI DELLA MIA GIOVENTU’, QUANDO ANCH’IO COME TE DOMENICO, GRAZIE ALL’INTERESSE DELLE SUORE, NEL MIO CASO, HO POTUTO SVOLGERE I MIEI HOBBIES E LE MIE PASSIONI. CHISSA’ CHE CON FRANCESCO PAPA DI NUOVO LA CHIESA NON DIVENTI UN PUNTO DI RIFERIMENTO DELLE FAMIGLIE COME SUPPORTO PER LA CRESCITA E L’EDUCAZIONE DEI FIGLI, VISTO CHE LE ISTITUZIONI LAICHE, MAI HANNO FATTO QUALCOSA PER ANDARE INCONTRO ALLE ESIGENZE DELLA FAMIGLIA…MODERNA. DEVO AGGIUNGERE CHE IL TUO INTELLETTO E’ GENIALE IN OGNI SUO ASPETTO E MANIFESTAZIONE. GRANDE MERIDIONALISTA.SPERO CHE IL TUO COMMENTO NON SIA ….” MA CHI ‘NCINTRA” HO RITENUTO CHE C’ENTRASSE. EVENTUALMENTE SCUSA.

    1. Ciao Francesca!

      Grazie per il tuo saggio “commento” che “c’intra … c’intra” eccome! Ti ammiro per la tua onestà esistenziale e per essere così accorata verso le nuove generazioni, per le quali non dobbiani lasciare nulla di intentato. Ne abbiamo obbligo morale, sociale, civile, generazionale. Ma anche per tutto il resto dobbiamo fare il nostro “massimo possibile”.
      Auguri e tanta cordialità! Domenico Lanciano

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