25Caro Tito, vorrei (a modo mio, con una piccola e breve riflessione) celebrare l’odierno 25 aprile 2017 (a 72 anni di distanza dal 1945) con te e con tutti coloro i quali credono o sentono ancora il 25 aprile come giornata dedicata alla “Liberazione” dell’Italia (dal nazi-fascismo … e poi dai Savoia “stupratori del Sud”). Una “Liberazione” che potrebbe essere il simbolo pure per altri tipi di liberazioni e di libertà umane e sociali. Una “Liberazione” che va al di là dello stesso valore del “25 aprile” sociale e politico impresso dalla fine della assai tragica seconda guerra mondiale.
Ho riflettuto molto (specialmente in questi ultimi anni e, in particolare, dal punto di vista filosofico, religioso, politico e sociologico) sugli innumerevoli “perché?” che rendono assai difficile per questo nostro mondo raggiungere una vera pace e uno stabile equilibrio, riducendo almeno al minimo i troppi mali che lo attanagliano. Mi sono così sempre più convinto che la colpa maggiore portata avanti caparbiamente da ognuno di noi (e dall’Umanità nel suo complesso) consiste nella forsennata ed insensata manìa di “possesso”. Nel caso che ha portato al 25 aprile 1945 per l’Italia e al 9 maggio 1945 per l’intera Europa, possiamo considerare principalmente la smania di Hitler (e della Germania), seguìto da Mussolini (e dall’Italia) di “possedere” e “sottomettere” intanto tutto il vecchio continente e poi persino tutto il mondo, scontrandosi inevitabilmente con altri Paesi ancora più malati di imperialismo. Hanno poi vinto i più forti, i più ricchi non certo i più buoni o i più bravi che ci hanno portato ad una globalizzazione malnata, condizionata pur sempre dal “possesso”e così tanto vigilata, seppure con i metodi della parvenza democratica.

liberazione-titoli-giornale-1945La Storia dell’Umanità è un susseguirsi di aggressioni e di violenze per “possesso” … per ottenere possedimenti o persone o popoli bramati. La stessa “mala” Unità d’Italia è stata un violentare una nazione sovrana quale era nel maggio 1860 il sud Italia o Regno delle Due Sicilie!… Libri di Storia, giornali e telegiornali ci informano sui genocidi commessi da prevaricatori che smaniavano di possedere le sostanze e i territori dei popoli aggrediti e trucidati. Ieri come oggi e, purtroppo, come domani. Sangue, sangue, sempre sangue, fiumi di sangue, oceani di lacrime. Pure per questo, nel giugno 1967 (angosciato, durante i sei giorni della guerra di Israele contro i popoli confinanti) ho scritto il testo poetico “Lacrime e sangue” poi musicato assieme ai miei amici del gruppo musicale degli “Euro Universal”. Chi vuole ascoltare tale “canzone” può cercarla al seguente indirizzo web: https://www.youtube.com/watch?v=boeeuKyLJFw (su Youtube) oppure digitando su Google “The Euro Universal lacrime e sangue”.

pace-e-liberta-bambini-futuroL’insistenza a possedere sempre di più e sempre molto più del nostro necessario (che ci permetterebbe di vivere comunque in modo onesto, comodo ma frugale e rispettoso pure per l’ambiente oltre che per gli attuali 8 miliardi di persone abitanti il pianeta) spinge popoli e persone ad aggredire e a rubare in mille modi (subdoli o criminali, persino legali). Infatti, se ci soffermiamo a riflettere bene e meglio, non possiamo non addebitare gran parte dei nostri mali alla (più o meno) smodata bramosia di possedere qualcosa o qualcuno. E tale nostra incontrollata voglia di possesso si manifesta purtroppo in tantissime maniere. Ad esempio, possedere proprietà materiali ed immateriali e, principalmente, possedere una persona (con la pretesa che sia interamente nostra, fisicamente e psicologicamente) tendendo a non lasciarle sufficienti margini di libertà e di necessaria manovra esistenziale. Da ciò, a volte e purtroppo sempre più spesso, parecchi giungono ad esprimere e ribadire tale “possesso” esclusivo addirittura uccidendo la persona posseduta e così maldestramente e ingiustamente voluta o amata. Chi uccide (specialmente nei frequenti e assai deprecabili casi di “femminicidio”) pare sia solito affermare “O mia o di nessuno!”.

possessionQuando non veri e propri criminali ed assassini, il possesso trasforma ognuno di noi (in proporzione all’entità della bramosìa) in soggetti variamente o diversamente psichiatrici (nascosti, latenti, palesi). Le patologie psichiatriche stanno, infatti, aumentando o, forse è meglio dire, si manifestano sempre di più ed emergono dalla soglia di sopportazione o di nascondimento. Dalla psichiatria individuale è così facile passare alla “psichiatria sociale” quale si esprime in vari modi nell’economia, nella politica, nella religione e in tutti gli altri settori della vita umana. Se ci pensiamo bene e meglio, siamo quasi tutti dei “malviventi” … nel senso che “viviamo male” la nostra esistenza (o per troppa smania di possesso o per lottare per la nostra libertà) per sfuggire a coloro che (Stati o persone) vogliono manipolarci, soggiogarci, schiavizzarci, sottometterci, sfruttarci. Ma può la vita delle persone e dei popoli insistere su questo “tira e molla” tra possesso e libertà? Quando giungeremo a capire che potremmo vivere tutti in santa pace, tutti ricchi, beati e tranquilli?…

corteo-basta-femminicidiPer giungere a capire ciò è assolutamente urgente e necessario sensibilizzarsi, educarsi ed improntare le nostre azioni alla necessaria frugalità esistenziale (non soltanto economica ma volitiva) e al rispetto degli altri, specialmente dei più deboli e sofferenti. E’ urgente e necessaria una più stringente “pedagogia sociale” che insista sulla reciproca convenienza ad una convivenza pacifica, anche se per chiaro opportunismo e non per vero amore (per filantropismo, umanesimo o per più vero amore sarebbe meglio!). Ad estremo limite, è sempre più opportuna una “cattiva pace” che una “buona guerra”. Purtroppo, oggi come oggi, si parla tanto di “benessere” (pure a livello di associazioni culturali, religiose, psichiatriche e psicologiche a ciò dedicate) per poi scoprire che (al di là del probabile “business” o delle mode del momento) sono proprio alcuni di questi apostoli o “manager del benessere” che (consapevolmente o inconsapevolmente) sono o diventano criminogeni (perché pure loro sono, in fondo, malati di arrivismo, vanagloria, voglia di possedere menti e corpi, averi e futuro degli altri). E non basta usare il proverbio “Fai quello che il prete dice e non quello che il prete fa”.

femminicidio-stop“Prete” inteso come chi cura o pretende di curare gli altri, sovrintendendo alla loro anima o psiche o esistenza.
Nelle mie riflessioni sul “possesso” ho notato una sottigliezza che solitamente non si vede ad occhio nudo. Ho analizzato la persona che vorrebbe portare davanti ad un giudice (pure per piccole controversie risolvibili in altri contesti e in modo conciliatorio). Ho cominciato ad analizzare tali comportamenti già durante i processi celebrati nella Pretura di Badolato Marina dal 1973 in poi. Una intera mattinata di processi ho pure registrato fonograficamente e fotograficamente. Ma recentemente mi è capitato di seguire da vicino un personaggio (tipico rappresentante degli attuali apostoli o “manager del benessere”). Costui ha querelato un suo amico e benefattore (cui doveva persino riconoscenza) per umiliarlo socialmente in modo tale da spianare a se stesso la strada per ottenere un qualcosa che lo rendesse “possessore” (unico ed esclusivo) di uno spazio pubblico (fisico e culturale) appartenente da secoli alla Comunità. Ebbene, ho notato che, attraverso la querela (e le conseguenti preoccupazioni giudiziarie, familiari, morali, sociali ed economiche) il querelante voleva destabilizzare e “impossessarsi” della vita personale e familiare, persino del futuro (da sconvolgere e condizionare) del querelato … cosicché il danno non era e non doveva essere quello di scopo, cioè portarlo davanti ad un giudice per ottenere giustizia sul presunto ed opinabile torto subìto (e quindi un risarcimento pecuniario e morale), ma impossessarsi e possibilmente “distruggere” completamente (psicologicamente, familiarmente e socialmente) il querelato, quasi per ottenere una vendetta e non una giustizia. La prevaricazione dolosa è sempre in agguato! Ed è tanto più grave se a commetterla sono persone in divisa o iscritti ad un ordine o albo professionale.
Il possesso delle singole persone o di interi popoli oggi non si combatte più (sempre e comunque) con le armi militari ma proprio ad un livello psicologico fin troppo sottile da diventare impercettibile (ma non per questo meno dannoso) … in modo quasi inconscio … “sublimale”. La manipolazione mentale di singole persone e di interi popoli, specialmente oggi con la globalizzazione, avviene in modo formalmente incruento ma assai più micidiale che con altre politiche più invasive o cruente. Ed il fine è sempre il famigerato “possesso” (che alla fine può anche essere segno di debolezza esistenziale e morale).
Difenderci e liberarci, quindi, dall’essere posseduti da altri in vario modo e persino in modo totale o definitivamente deleterio può essere il significato della giornata di questo 25 aprile 2017 ma anche dei tanti prossimi “25 aprile”. Liberazione sempre presente e continua, quindi, più che quotidiana, minuto per minuto, poiché l’aggressore che tenta di possederci e annullarci potrebbe nascondersi persino nella nostra stessa casa, nella nostra stessa famiglia, tra i nostri più insospettabili e fidati amici. Fidarsi è bene, non fidarsi è pur sempre meglio … e comunque restare prudenti e guardinghi può, a volte, salvarci la vita non soltanto interiore o di persone (quasi) libere almeno nella mente e nel cuore.

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Alla pagina 131 del primo volume del “Libro-Monumento per i miei Genitori” (2007) ho analizzato brevemente il “possesso” nel paragrafo “I sudditi della Repubblica e della globalizzazione – L’illusione democratica. Cittadini o Baliàti?” … dove il termine “baliàto” sta per significare “essere in balìa di qualcuno” … quindi in pieno possesso di persone o situazioni esistenziali o istituzionali varie (Stato, Lobbies, Mercato, ecc.). Attualmente il popolo siriano, ad esempio, è in balìa di numerose forze che, combattendosi tra di loro per il “possesso” della Siria, lo stanno massacrando al limite del “genocidio” … mentre le stelle stanno a guardare! E, nel 1995, avevo già fatto riferimento al “Grande imbroglio” alla pagina 131 del libro “Prima del Silenzio” sempre nel contesto del “possesso” e delle libertà (riportando integralmente il “Manifesto dell’anima liberata” del mio Salvatore Regio di Serra San Bruno, alle pagine 104-111).
Ancora non ci rendiamo pienamente conto che, alla lunga e alla fin fine, restiamo “tutti perdenti” se non ci sforziamo di riequilibrare ed armonizzare noi stessi ed il mondo. Pure per questo, in ogni mio scritto, sto puntando su una “Generazione decisiva” che diventi davvero “salvifica”. Questo terzo millennio sarà, in un modo o nell’altro, decisivo per le sorti dell’Umanità. E dobbiamo essere certi e convinti che il “possesso” è l’esatto contrario dell’Amore e del Riequilibrio, del Benessere e della Pace! Mille anni per salvarci!…
Come vedi, caro Tito, sulla nostra generazione e, specialmente, sulle generazioni future gravano responsabilità (pure cognitive oltre che operative) davvero determinanti per i destini del mondo, quando anche dovessero svolgersi persino fuori dall’orbita del nostro già compromesso pianeta.
Buona “Liberazione” a tutti!
Domenico Lanciano Mare di Vasto (Abruzzo) lunedì 24 aprile 2017 ore 12,37 Vigilia della 72ma Giornata della Liberazione nazionale 25 aprile 1945-2017