Gialorenzo Bernini ESTASI DI SANTA TERESA - particolare del voltoCaro Tito, ho appena finito di leggere con grande interesse il romanzo di Sebastiano Vassallo (Genova 25 ottobre 1941 – Casale Monferrato 26 luglio 2015, Premio Campiello alla carriera 2015) pubblicato postumo dalla Rizzoli circa due mesi fa con il titolo “Io, Partenope” (pagine 288). Una narrazione veramente ricca di “input” antichi e contemporanei tratta da una vicenda realmente accaduta tra Molise – Napoli e Roma, tra il 1575 e il 1660 circa ai tempi dell’Inquisizione. La protagonista è la stessa Giulia Di Marco che è stata posta al centro della sua storia (ben 31 anni fa) anche dall’amico storico Antonio Arduino (Pescopennataro del Molise 14 aprile 1938 ) nel 1984 quando era Direttore della Biblioteca Comunale di Agnone del Molise nel libro “Le Congreghe Sessuali” (ECIG, Genova 1984, pagine 160) che ti avevo già segnalato con la lettera n. 59 del 26 ottobre 2013 a proposito della E.W.A. – Erotology World Association e del primo convegno internazionale e interreligioso su “Amore e Religione” che ho voluto e contribuito ad organizzare nel 1985 nella medesima città alto molisana (un evento che ha avuto un clamore anche all’estero).

copertina libro IO PARTENOPE di Sebastiano Vassalli - Rizzoli ottobre 2015 MONACA SEPINOIl libro di Vassalli mi è stato segnalato per telefono lunedì 26 ottobre scorso dall’amico scrittore Salvatore Mongiardo (Sant’Andrea Apostolo dello Jonio 1941), il quale aveva letto in quelle pagine un accenno alla “religione delle donne” o alla “religione di Eva” (tema delle sue attuali ricerche, specialmente dopo aver dichiarato il 2015 Anno Uno dell’Era della Donna nel sissizio di Soverato del 31 luglio 2015 che www.CostaJonicaWeb.it ha seguito ed evidenziato in più fasi). Mi chiedo: è soltanto un caso che tre scrittori italiani (uno del nord, Vassalli, uno del centro, Arduino, e uno del Sud, Mongiardo ed anche della stessa generazione) si trovino sulla medesima linea tematica con un serio discorso attorno all’emancipazione epocale della donna tanto da ipotizzare che siano maturi i tempi per una “religione delle donne” dopo l’apparente fallimento della “religione dei maschi” quali possono essere considerate quasi tutte le religioni storiche (da quella ebraica alla cattolica, dall’islamica a quelle estremo-orientali, ecc.?… Siamo forse ad una svolta epocale o addirittura ad una vera e propria mutazione genetica pure nel campo delle religioni organizzate?…

Sebastiano VASSALLI scrittore 1941-2015I libri di Arduino, Mongiardo e Vassalli (anche se non ci danno risposte definitive) ci aiutano a riflettere molto bene su tali tematiche che avrebbero, comunque, bisogno di approfondimenti ma principalmente di prove più certe (storiche oltre che concettuali) per poter affermare la imminente o necessaria presa del potere delle donne pure nel campo religioso. Ma esiste una “religione femminile” o piuttosto non si tratta di riequilibrare ruoli e sentimenti in ogni settore umano a cominciare proprio dalla religione?… E’ indubbio che la preponderanza maschile ha procurato disastri di immani proporzioni nel corso dei secoli. Ma è sicuro che le donne al loro posto avrebbero fatto tanto diversamente e meglio, così da ritenere fallimentare e completamente nociva la preponderanza maschile nella storia come nella religione?…

copertina libro LE CONGREGHE SESSUALI - Antonio Arduino - ECIG Genova 1984Ma lasciamo scorrere gli interrogativi e diamo conto della narrazione che unisce specialmente i due libri di Antonio Arduino e di Sebastiano Vassalli, pubblicati, come detto, a distanza di 31 anni sullo stesso personaggio e sui medesimi temi storico-religiosi (tra cui, non secondario, quello della inaffidabilità etica del clero oltre che delle classi di potere laico-istituzionale). Preciso che ci sono poche differenze storico-contenutistiche tra la narrazione delle “Congreghe sessuali” scritta da Arduino e quella del libro “Io, Penelope” di Vassalli. C’è però una importante differenza di stile: Arduino fa una operazione storiografica, mentre Vassalli si affida efficacemente alla letteratura pur con base storica. Ci sono episodi e personaggi diversi nell’uno e nell’altro. Diverso appare ed è il risultato della vicenda poiché Arduino (seguendo i verbali dell’Inquisizione) adotta una linea colpevolista, mentre Vassalli (pur tenendo presente la storia giudiziaria) è innocentista e, anzi, trae elementi altamente innovativi che poi spende nelle considerazioni personali. Insieme però completano la visione del lettore, il quale può, con entrambi, farsi un’idea migliore non soltanto dei personaggi e degli avvenimenti trattati, ma principalmente può collegare quanto appreso con innumerevoli tragici altri casi assai simili prodotti dalla “religione dei papi” ovvero dall’Inquisizione e dall’avversione storica della Chiesa cattolica contro le donne (una forsennata caccia alle streghe) e contro le avanguardie intellettuali e scientifiche (come ad esempio Galileo Galilei). Ma, seppure in breve, atteniamoci ai fatti.

aNTONIO arduino SCRITTORE (Pescopennataro 1938)Giulia Di Marco (la protagonista assoluta dei libri di Arduino e di Vassalli) è nata (nel 1575?) nel piccolo paese di Sepino (oggi in provincia di Campobasso, allora nel Contado di Molise). Aveva appena 12 anni quando, subito dopo la morte del padre, si vide “venduta” dalla madre, per la troppa miseria, ad un commerciante ambulante di Campobasso, un certo “Cavaiuolo”. Dopo la morte di costui, Giulia, all’età di 17 anni, seguì a Napoli la sorella della vedova. Nella città partenopea, dopo alcune traversìe, la giovine decise di farsi suora terziaria francescana (suora di strada o “pizzoca”). Con il suo confessore, padre Aniello Arcieri (scritto anche Arciero o Aceri o Acero, di origine siciliana ma nato a Gallipoli nel 1573), suor Giulia dà inizio a quelle che Arduino definisce le “congreghe sessuali” mentre Vassalli parla senza equivoci di autentiche “Case di preghiera”.

Vassalli asserisce che in queste “Case di preghiera” suor Giulia aveva ripetute estasi mistiche di comunione con Dio. A proposito di queste situazioni estatiche, la novità che apporta Vassalli (e che costituiscono un’ossatura narrativa parallela) è l’inserimento (non so quanto storico e documentato oppure soltanto letterario) dello famoso scultore Pietro Bernini (Sesto Fiorentino 1562 – Roma 1629 e dei figli Luigi (Roma 1612-1681) e Gianlorenzo (Napoli 1598 – Roma 1680), i grandi artisti della Roma dei Papi nel 1600. In pratica, secondo la narrazione del Vassalli, sarebbe proprio di suor Giulia il volto in estasi della statua di Santa Teresa d’Avila realizzata nel 1647-1652 da Gianlorenzo Bernini e ancora osservabile nella chiesa di Santa Maria della Vittoria della sempre discussa e contraddittoria Capitale d’Italia (in via 20 settembre n. 17). Se fosse vero, la questione avrebbe una qualche importanza per la Storia dell’Arte ma anche per il piccolo Molise.

Gianlorenzo Bernino ESTASI SANTA TERESA - insieme con angelo

Che siano state “congreghe sessuali” (cioè vere e proprie orge di sesso misto etero-omo) come documenta Arduino sulla base del processo inquisitorio oppure, come sostiene Vassalli, semplici “incontri di preghiera” con il risultato della solidarietà verso poveri e malati nella tragica miseria dell’occupazione spagnola di Napoli … sta di fatto che (per giuste accuse o per invidie ed intrighi tra ordini religiosi aventi base economica ed egemonica) Giulia, i suoi più stretti collaboratori o complici e alcuni adepti, furono imprigionati e processati a Roma dall’Inquisizione. Per salvarsi dalla morte certa, tutti furono costretti ad abiurare solennemente e pubblicamente. Poi le carceri perpetue nell’edizione di Arduino per Giulia e compagni, mentre nella versione del Vassalli Giulia ha vissuto fino ad 80 anni e dalle prigioni passa ad abitare nel palazzo di un cardinale suo protettore, avendo la possibilità di muoversi in città, di essere amica (tra l’altro) anche del mitico Gianlorenzo Bernini, il quale le ha fatto vedere il suo volto impressionato nel marmo e oggi “contrabbandato” per quello della santa Teresa d’Avila in estasi.

Su tale vicenda le considerazioni (storiche, religiose, sociologiche, psicopatologiche, emancipative o psichiatriche ecc. ecc.) possono essere tantissime, davvero!… La cosa migliore è sempre quella di leggere i libri e, possibilmente andare alle fonti. Nella Biblioteca Nazionale di Napoli è consultabile il manoscritto della “Istoria di Suor Giulia Di Marco …” (segnatura Ms. X. B. 56). Un documento derivato (in forma dattiloscritto e datato “Benevento, 9 giugno 1942) è presente nella Biblioteca Comunale di Agnone. Altri documenti d’epoca sono presenti nell’archivio della chiesa di Sant’Andrea in Valle e nell’Archivio dei Padri Teatini a Roma. La bibliografia di Arduino è vasta: potrebbe essere utile a chi è interessato ad approfondire questa ed altre storie della “caccia alle streghe” effettuata per secoli dalla “maschilista” Chiesa dei Papi.

Il sito della Biblioteca Nazionale di Firenze indica in 22 le Biblioteche pubbliche che in Italia hanno una copia del libro “Le Congreghe Sessuali” (la cui casa editrice genovese ECIG non esiste più), per cui il prestito a domicilio (da chiedere a qualsiasi biblioteca pubblica) è assicurato. In Calabria una copia dovrebbe essere presente nella Biblioteca Comunale di Davoli vicino Soverato (in provincia di Catanzaro). Non è segnatala alcuna copia presente in Sicilia. Napoli, principalmente, ma anche Benevento, Roma, Firenze, Padova, Novara, Mantova, Milano, Isernia, Campobasso, Cassino, Termoli, Petacciato, Larino, Casacalenda, San Giorgio La Molara sono le località dove è possibile rintracciare una copia del libro scritto da Arduino.

Mentre il libro di Sebastiano Vassalli (l’ultimo pubblicato, postumo, prima che morisse nel luglio 2015) è in libreria a 19 euro (scontato sul web). Vassalli attualizza ai nostri anni la vicenda di Giulia Di Marco e ad ogni pagina è facile immaginare a chi si riferisce, nei nostri tempi, lo scrittore tramite il racconto della bella molisana.

Per quanto riguarda Salvatore Mongiardo …

salvatore mongiardo foto 2015

Non ci crederai, caro Tito, ma (proprio mentre sto scrivendo ciò … alle ore 15,05 di martedì 03 novembre 2015 in Agnone del Molise, che coincidenza!) mi giunge una mail da questo grande scrittore, “profeta” e filosofo neopitagorico calabrese, amico ormai di lunga data. Ecco cosa scrive … Penso che la sua pagina (che riporta la medesima data) possa ben completare questa mia lettera.

Buone (sane) letture! Cordialità, Domenico Lanciano

Sebastiano Vassalli: Io, Partenope

(testimonianza di Salvatore Mongiardo)

Mi è molto dispiaciuto apprendere a luglio 2015 della morte di Vassalli perché amo moltissimo le sue opere, in modo particolare la “Chimera” che, assieme al “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa e al “Consiglio d’Egitto” di Sciascia, forma per me il trio dei più grandi romanzi italiani del Millenovecento. Quando avevo in bozza il mio “Ritorno in Calabria” (credo nel 1993), glielo mandai chiedendo un giudizio e Vassalli mi rispose con una bella cartolina dicendosi molto dispiaciuto di non potermi leggere perché oberato da mille impegni, ma non escludeva che in futuro lo facesse …

A metà dello scorso ottobre a Milano ho comprato l’ultima sua opera uscita postuma, “Io, Partenope” e l’ho divorata anche perché avevo già letto il prezioso volumetto “Le congreghe sessuali” e incontrato l’autore Antonio Arduino ad Agnone del Molise tramite il comune amico Mimmo Lanciano. Il libro di Arduino parlava della stessa persona, la monaca di Sepino.

La storia narrata da Vassalli è quella di una bimba, Giulia, nata appunto a Sepino nel Molise, e si svolge nel Milleseicento tra Napoli e Roma. La bimba orfana e povera riuscì a diventare monaca, ma interpretò l’unione con Dio attraverso il corpo, il che le attirò i fulmini del Sant’Uffizio che la perseguitò, la torturò, la tenne in galera ma alla fine dovette liberarla e lei poté serena vivere a Roma.

Per non rovinarvi il piacere della lettura non racconterò oltre, ma questo è un libro che dovete assolutamente leggere se volete farvi un bel regalo. Dirò solo che è in forma di dialogo tra la monaca e il Bernini, lo scultore dei papi. Devo inoltre puntualizzare un dettaglio che forse Vassalli non ha ritenuto importante sottolineare: la monaca non fu bruciata sul rogo perché era napoletana: questo lo dice, ma -io aggiungo- a Napoli mai nessuno fu giustiziato dalla Santa Inquisizione che all’epoca bruciava allegramente da Colonia a Parigi a Roma e in tutto il mondo cattolico. La tanto bistrattata plebe napoletana insorse, male armata, contro l’Inquisizione che per paura non osò uccidere.

Con questo libro Vassalli scava a fondo la problematica dell’oppressione della donna e in una parte del libro scrive della “Religione di Eva”, una religione basata sulla donna che mandi in soffitta tutto il maschilismo violento con guerre e violenza.

Avevo appena parlato a Crotone il 9 ottobre di Eva come intelligenza superiore che capisce quello che bisogna fare, acquisire cioè la conoscenza mangiando il frutto proibito, e da poco avevo proclamato il 2015 Anno Uno dell’Era della Donna. Quando lessi quelle righe sobbalzai letteralmente sulla sedia e capii che Vassalli finalmente mi rispondeva per vie misteriose ma sicure.

 Ecco il Congedo di Vassalli alla fine del suo libro.

 Io, Partenope è l’ultima tappa di un viaggio che mi ha portato a vedere il mio Paese: l’Italia, dalla parte delle radici. In cinque storie del passato che servono a capire il presente, e che si svolgono in cinque regioni diverse. L’Italia è un patchwork di popoli e di culture: non viene da una storia comune, non ha una ragione unica o, se ce l’ha (e per forza di cose prima o poi dovrà averla) è un insieme di tante ragioni. Sono partito dal Ducato di Milano e dalla Lombardia del vescovo Bascapè e della «strega» Antonia per parlare di una modernità che stentava a nascere, tenuta a freno da una religione che, pur considerandosi universale, era una parte cospicua della storia di questo Paese. Con Mattio Lovat ho raccontato la morte di Venezia, e l’ultimo atto di una vicenda che aveva avuto momenti di vera grandezza e di straordinario splendore. Con Dino Campana ho raccontato la Firenze degli artisti tra Ottocento e Novecento, e l’Italia della cosiddetta «belle époque», che non fu un’epoca particolarmente bella o felice. Ho raccontato l’emigrazione verso altri continenti, la Grande guerra, i manicomi. Con Raffaele Palizzolo, «il Cigno», sono arrivato al primo grande processo di mafia dell’Italia unita. Ho raccontato la Sicilia e la mafia come nessuno mai le aveva raccontate, senza mescolare e confondere le carte per amore di patria e per orgoglio isolano. Con Giulia Di Marco e con Gian Lorenzo Bernini ho rivissuto la chiusura «maschile» di una Chiesa e di una religione: la religione dei papi, che mirava al dominio del mondo. Quella religione, nel presente, non sembra poter avere un futuro: perché la politica ormai si fa altrove. E perché l’alternarsi di papi politici e di papi più spirituali che le ha permesso di arrivare fino ai nostri giorni non funziona più. L’ultimo papa politico della storia è stato il papa polacco; dopo di lui c’è stato un papa spirituale, il papa tedesco, che è rimasto qualche anno in Vaticano a girarsi i pollici e alla fine ha fatto l’unica cosa ragionevole: si è ritirato. Il papa che c’è adesso è andato a vivere in albergo. Non sa cosa fare, e fa il parroco del mondo. Ha indetto un giubileo ma l’unica cosa da giubilare, direbbe suor Giulia, è la religione dei papi. In cui non credono più nemmeno i papi e che ha ancora le sue basi laggiù nel Seicento. Rinnovarla, trasformarla: sì, ma come? Con metà del popolo di Dio dietro le spalle e senza più nessuna vera spinta verso qualcosa di nuovo? Anche questa è una storia italiana. Come finirà? Ho raccontato Napoli e la Roma dei papi. L’Italia, l’ho già detto, è un insieme di storie grandi e meno grandi. Ma già, dando un’occhiata a queste che ho passato in rassegna ne viene fuori l’immagine di un Paese che è, nel bene e nel male, quello dove ci è toccato nascere e dove tanti ancora dovranno vivere.

Ho raccontato l’Italia.

(Pagine 280-282 del libro «Io, Partenope» uscito da Rizzoli a settembre)

Grazie, grande Italiano, a nome di tutta l’Italia!

Salvatore Mongiardo

Soverato (CZ), 3 novembre 2015

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