Caro Tito, qui nelle montagne dell’Alto Molise (dove abito ormai da tanti anni) il Natale è molto più sentito che da noi, in Calabria e in Sicilia (dove si evidenziano maggiormente i riti della Settimana Santa). Sarà che il freddo spesso innevato facilita il clima natalizio, ma sta di fatto che sulla dorsale appenninica interna sono più numerosi i “presepi viventi” all’aperto alcuni dei quali assai spettacolari e scenografici sul territorio. Tale è quello di Agnone del Molise che si differenzia non soltanto perché è recitato e musicato ma anche perché è a tema, cioè ogni anno viene trattato un argomento sociale riprendendo un fatto di cronaca che più ha impressionato l’opinione pubblica nazionale ed estera.

E a rappresentare Gesù Bambino è un personaggio che simboleggia tale cronaca. Così, l’anno del terremoto de L’Aquila, Gesù Bambino è stato incarnato dalla bambina che è nata proprio durante quelle tragiche scosse, altrettanto è stato per l’alluvione del Piemonte, per il bambino kurdo buttato in mare dagli scafisti al largo della Puglia, o un bambino di Sarajevo durante la terribile guerra di Bosnia, oppure un bambino negro in rappresentanza dell’Africa sofferente, ma anche un bambino sieropositivo per evidenziare il problema dell’AIDS, e così via.

I mass-media già sanno di tale caratteristica agnonese e sono soliti interessarsi a questo originale presepe vivente, portandolo spesso alla ribalta anche internazionale (pure perché l’evento è preceduto dalla più grande manifestazione del fuoco del mondo, la ‘Ndocciata, ovvero mille e più ‘ndocce – torce – alte fino a 4 metri portate a spalla dagli ndocciatori delle cinque contrade agnonesi in gara tra loro).

L’imminente presepe vivente 2012, che ha luogo su una amena collina tra lo stadio e l’ospedale, al centro di Agnone, è il 53° ed è, come sempre, rappresentato la sera della Vigilia di Natale da oltre un centinaio di attori, di soci e di simpatizzanti del Cenacolo culturale francescano “Camillo Carlomagno”. Il regista storico è Giuseppe De Martino della Compagnia Teatrale Amatoriale “Le 4 C” (già vincitrice di vari premi e dell’oscar nazionale FITA) mentre il fornitore dei testi letterari è Giorgio Marcovecchio. Questi, su mia proposta, ha adottato il testo del “Presepe di don Mimmo Battaglia” pubblicato nel dicembre 2011 dal sito “www.catanzaroinforma.it”.

Il titolo dato all’edizione agnonese è “Il presepe spopolato” pure per evidenziare come e quanto l’attuale drammatica crisi socio-economica abbia impoverito e spopolato maggiormente non soltanto i paesi ma anche il cuore della gente, gravando in gran parte sui cosiddetti “ultimi” e sugli “emarginati”. Potrebbe essere considerato “il presepe della crisi” oppure “il presepe degli emarginati e degli esclusi” dal momento che sono state emarginate o escluse dallo “stato sociale” proprio le categorie più deboli. Infatti, il presepe di don Mimmo Battaglia ha come sottotitolo “i volti di una variegata umanità, quella dei più deboli”.

Per capire meglio chi sono i volti di tale variegata umanità, è bene dire chi è don Mimmo Battaglia, nato il 20 gennaio 1963 a Satriano di Calabria: è un sacerdote dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace ed è presidente del “Centro Calabrese di Solidarietà” una comunità rivolta a persone con problematiche di dipendenza, disagio ed emarginazione sociale. Attualmente è anche presidente nazionale della F.I.C.T. (federazione italiana comunità terapeutiche) con sede a Roma.

E’ un sacerdote che fa della fatica della strada accanto ai poveri, agli esclusi e ai sofferenti, la sua scelta di vita. E’ proprio questo il dolorante presepe di don Mimmo Battaglia che viene rappresentato in Agnone del Molise con protagonisti una mamma disoccupata, un bambino ugandese, una prostituta albanese, un ricercatore emigrato, un portatore di handicap, un giovane sieropositivo, un omicida sedicenne, mentre poi la collina presepiale agnonese si popola piano piano di tutti coloro che, soprattutto nel volontariato, cercano di portare conforto e testimonianza là dove c’è più bisogno di speranza: suore, frati, infermieri, protezione civile, altri tipi di volontari, gente comune. L’evento ha luogo al buio, tra le ore 19 e le 20, immediatamente dopo il lungo e splendente corteo di fuoco della ‘Ndocciata (cui assistono migliaia di persone) e, quindi, le musiche e le luci offrono a chi partecipa una maggiore suggestione sottolineando i dialoghi e i contenuti del sempre avvincente messaggio sociale e cristiano.

 Caro Tito, sono assai lieto che per l’imminente Natale ci sia nella città dove abito e su queste montagne molisane un po’ della nostra Calabria, tramite la presenza missionaria e vocazionale di don Mimmo Battaglia. Ma tale “presenza” è dovuta principalmente grazie alla sempre gentile ed attiva Luisetta Caporale, storica animatrice parrocchiale del mio paese natìo, Badolato Marina (CZ), fin dagli anni cinquanta, la quale mi aveva inviato via mail il testo del presepe di don Mimmo Battaglia alle ore 19,17 del 28 dicembre 2011 qualche giorno dopo che le avevo inviato il mio comunicato-stampa sul 52° presepe vivente di Agnone incentrato sul tema “Gesù e le donne”. Immediatamente l’ho girato a Giorgio Marcovecchio al quale è piaciuto tanto da caratterizzarlo nel “suo” 53° presepe vivente. E, poco fa, ho ricevuto una telefonata dalla Calabria: pare che il “Presepe di don Mimmo Battaglia” verrà rappresentato nei prossimi giorni anche a Isca sullo Jonio e a Satriano. Speriamo che si diffonda il più possibile e che ci sia sempre meno sofferenza nel mondo!

 Nel ribadire i miei più sinceri ed accorati Auguri di Santo Natale 2012 e di Buon Anno 2013 e te, ai nostri lettori e alle rispettive famiglie, ringrazio tutti coloro i quali renderanno possibile tale assai significativo “gemellaggio natalizio” tra Calabria e Molise con questo “presepe vivente” in cui palpita insieme l’anima cristiana e solidale dei calabresi e dei molisani. Cordialità,

 Domenico Lanciano

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