Relazione Attività Associazione

Nell’opera di Calvino “Le Città Invisibili” il viaggiatore Marco Polo, nel descrivere i luoghi visitati durante i suoi viaggi, non si limita “ad una descrizione fisica o esteriore delle città che incontra, ma espone un resoconto dettagliato delle città che gli vengono in mente quando vede quelle reali, delle sensazioni e delle emozioni che ogni luogo, con i suoi profumi, sapori e rumori suscitano”.

L’Associazione di promozione sociale LE CITTA’ VISIBILI con sede a Lamezia Terme trae ispirazione proprio dal titolo del romanzo di Italo Calvino “Le città invisibili” in cui l’autore descrive le città soffermandosi su dettagli “invisibili” agli occhi altrui e, viaggiando, si ha spesso l’impressione che alle città che si visitano manchi qualcosa, talvolta capita anche di notare particolari che a molti sfuggono. È come trovarsi dinanzi a città invisibili che solo gli occhi appassionati di chi viaggia sanno vedere.

L’obiettivo è quello di rendere tutto ciò visibile, attraverso la promozione e la valorizzazione del territorio calabrese, con la riscoperta dei piccoli borghi, quelli insoliti, poco conosciuti, nascosti, spesso abbandonati. Definire “minori” quei luoghi sarebbe riduttivo perché di minore hanno solo le dimensioni, il loro fascino invece è immenso. Tra i loro vicoli si scoprono fragranze e antichi sapori che non aspettano altro che farsi conoscere per sorprendere e stupire. Si tratta di una Calabria ancora tutta da scoprire. Sono meritevoli di ammirazione e oggetto di profonda nostalgia, soprattutto per chi, questi luoghi, li sogna e li ricorda da lontano, con orgoglio: è questa la magia dei piccoli borghi che sempre più spesso subiscono abbandono e spopolamento ma rimangono uno scrigno di cultura, bellezza e tradizioni.

L’Associazione si occupa di promuovere e favorire la conoscenza dei luoghi e delle ricche e poliedriche identità della Calabria ed è impegnata nella organizzazione e gestione, in ogni suo aspetto, di iniziative e visite guidate di elevato spessore culturale che favoriscano tale scopo guardando ad un concetto esteso di “cultura”, che abbraccia tanto il patrimonio storico-artistico dei luoghi, quanto le tradizioni etno-antropiche, sociali ed enogastronomiche dei territori toccati sempre nella convinzione che la conoscenza dei luoghi e della propria identità costituisca motore fondamentale ed imprescindibile per lo sviluppo ed il progresso, “morale e materiale”, della Calabria e dei suoi abitanti.

Oltre alle visite guidate, l’Associazione organizza anche escursioni naturalistici, alla scoperta della flora e della fauna varia e spesso unica in Calabria: trekking montano, camminate ed escursioni in barca nelle magnifiche località di mare del nostro Paese.

L’entusiasmo contagioso suscitato dai post pubblicati sul profilo facebook dell’Associazione è legato alla consapevolezza di vivere in una regione eccellente e i calabresi, ovunque si trovino, sono fieri della propria terra: è risaputo infatti che il miglior marketing turistico sia l’orgoglio e il senso di appartenenza al territorio.

Le attività sono rivolte solo ed esclusivamente ai soci. La preparazione meticolosa della visita guidata prevede la presa di contatti con operatori del posto: guide, amministratori locali disponibili, associazioni operanti sul territorio e così via; i soci vengono costantemente informati in tempo reale su tutti gli aspetti del viaggio. Si cerca di creare un “preventivo ponte informativo” informale tra noi viaggiatori e coloro che, sul posto, daranno la possibilità di conoscere i luoghi, i monumenti, le strade, le tradizioni e, ovviamente, i cibi e i vini locali, non trascurando lo shopping di prodotti tipici, per lo più artigianali o alimentari. Quasi sempre si crea una specie di feedback positivo, dimostrato dai soci che intervengono con i commenti prima e con la partecipazione attiva alle iniziative successive.

L’associazione opera inoltre nel settore del sociale anche in forma di volontariato al fine di garantire la tutela e la promozione dei diritti e della cultura, l’integrazione culturale, l’inclusione sociale, la partecipazione civica, ed in particolare l’educazione e la formazione delle fasce più deboli della società e delle minoranze etniche, a livello nazionale, europeo e internazionale attraverso l’organizzazione di convegni e attività varie.

Contribuisce allo sviluppo culturale e civile dei cittadini e alla sempre più ampia diffusione della democrazia e della solidarietà nei rapporti umani, alla pratica della difesa delle libertà civili, individuali e collettive.

L’Associazione si fa promotrice essa stessa, nella sua piccola e grande funzione sociale, dei fondamentali principi costituzionali di “unità nazionale” e di “tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Forti gambe per camminare in compagnia e occhi aperti per godere di luoghi da incanto…

 

È trascorso più di un anno dalla scoperta dei primi casi di Coronavirus nel mondo. Da allora le varie Nazioni hanno cercato di annientare la pandemia dilagante facendo ricorso a cure mirate e a opportune misure restrittive ma, purtroppo, non risolutive. 

Una delle conseguenze correlate al Coronavirus, ma trascurata, è il malessere psicologico diffuso che l’epidemia ha provocato in gran parte della popolazione. 

Il primo lockdown aveva costretto la popolazione a rivoluzionare la propria vita lavorativa, sociale e affettiva. Ciascuno è stato chiamato a notevoli sforzi con la speranza di vedere “la luce in fondo al tunnel”: una sorta di meta da raggiungere per potersi riappropriare della propria quotidianità. 

La conseguenza di tanta riposta speranza è stata la nascita di una nuova forma di sentimento collettivo: la paura che il mondo si sia trasformato definitivamente e, forse, irreversibilmente. Questo “non vederne la fine”, unito al “fallimento” del sacrificio fatto durante il primo lockdown totale, ci rende delusi e senza speranza. 

Le nuove misure restrittive e le procedure che regolano le esperienze quotidiane, sono oggetto di continuo, faticoso cambiamento e generano spesso un senso di imprevedibilità e di disorientamento. 

La solitudine, la paura che nulla torni più come prima, l’angoscia di una crisi economica, il timore di perdere i nostri cari per un possibile rischio di contagio, sono i punti cardine della nostra intaccata sensibilità. Rappresentano il dramma che ognuno di noi ha vissuto e continua a vivere a causa di una pandemia che ha creato una condizione di stress psicologico continuo, che evidenzia destabilizzazione e crollo di certezze. 

L’evidente disagio è stato certamente e inevitabilmente alimentato dall’informativa che, come per un bollettino di guerra, ha accompagnato il decorso dei casi e delle inaudite morti.

Questo stravolgimento delle nostre attività quotidiane determina, indubbiamente, una necessità di adattamento alla nuova situazione, generando difficoltà e disagi. Tuttavia, l’opportunità di vivere a più stretto contatto il rapporto con i nostri cari, avere maggiore disponibilità temporale per i nostri interessi e il trovarsi nella anomala situazione di stare da soli con se stessi, potrebbe essere considerata come occasione da cogliere al volo!

L’Associazione Le Città Visibili, da sempre sensibile a ogni evento culturale e sociale, ha ritenuto opportuno coinvolgere i membri intorno al tema dello “Stress da pandemia causata dall’emergenza” con l’obiettivo specifico di fornire una strategia di evasione per meglio affrontare e gestire stress emotivo, stanchezza e paura. 

Il Direttivo dell’Associazione di Promozione Sociale Le Città Visibili con il suo Presidente Anna Misuraca hanno organizzato, in merito, una video conferenza su Zoom per mercoledì 31 marzo alle ore 18.30. 

Il tema di base di questo incontro sarà affrontato dal prof. Marco Santilli, neuropedagogista clinico.

Insegna processi comunicativi e culturali all’Università di Chieti. 

Presidente dell’Associazione “La nuova parola”, ideatore della metodologia pedagogica della motricità e delle relazioni verbali, specializzato in disturbi e psicopatologia del linguaggio e dell’apprendimento, nonché fondatore del metodo di lettura motorio-verbale pentagrammatico per le disfluenze verbali. 

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