STILO/PAZZANO/BIVONGI – Di seguito nota di Maria Grazia  Laganà, riportata da Strill.it in data 11 luglio 2012:

Sull’istituto scolastico comprensivo Stilo-Pazzano-Bivongi si rischia di arrivare al grottesco e al paradossale. Il paventato accorpamento con l’omologo istituto di Monasterace si profila come un provvedimento fuori tempo massimo e, soprattutto, contrario alla legge, che va impedito per evitare di esporre la pubblica amministrazione al rischio di un contenzioso defatigante, inutile e che certamente si concluderebbe con la soccombenza degli enti interessati.

 L’autonomia scolastica della Vallata dello Stilaro non si tocca. Non siamo noi a dirlo, ma una recente sentenza della Consulta, la numero 147 del 4 giugno scorso, che ha dichiarato l’illegittimità delle norme relative al ridimensionamento della rete scolastica. Non ha ragion d’essere la soppressione dell’istituto comprensivo Stilo-Pazzano-Bivongi, in ossequio a una normativa che è stata espunta dall’ordinamento dagli stessi giudici delle leggi.

In questo senso, dopo le deliberazioni assunte dai Comuni interessati al provvedimento, sollecito l’immediato intervento dei competenti organi amministrativi del Miur, della Regione Calabria e della Provincia di Reggio Calabria, affinché, agendo in autotutela, a salvaguardia dello stesso interesse della pubblica amministrazione, tornino sui loro passi. È una questione giuridica ma, prima di tutto, è una questione di buon senso. In discussione non c’è solo l’esercizio del diritto allo studio e la tutela dell’istituzione scolastica sia sotto il profilo organizzativo che dal punto di vista occupazionale; c’è anche la necessità di andare oltre l’aspetto burocratico e di evitare atti che sarebbero dannosi e, ci sia consentito di dirlo, anche ridicoli.

(Nella foto dal web Maria Grazia Laganà Fortugno).

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