(Foto dal web) – Le distanze, è vero, allontanano ma i legami familiari e quelli affettivi verso la terra natia restano tutti. Il ricordo di Enzo Mirigliani – il patron di Miss Italia morto ieri a Roma all’età di 94 anni – è infatti ancora vivo a S. Caterina Jonio, suo paese natale nel quale visse gli anni della giovinezza prima di partire in cerca di fortuna. Un ricordo che negli ultimi anni non si era certo stinto, nonostante la lontananza fisica dovuta non solo agli impegni di una kermesse di bellezza sempre più importante ma anche all’ineluttabilità del passare degli anni, con il declino fisico ma con la brillantezza mentale di sempre. «Sarebbe bello che ora la famiglia rinsaldasse il legame con il paese natio, attraverso la creazione di un museo dedicato a Miss Italia e alla figura di Mirigliani». Sono le parole del primo cittadino caterisano, Domenico Criniti, che accanto al profondo dispiacere per la sua morte evidenzia come Mirigliani si ricordasse sempre del suo paese e lo citasse in tutte le occasioni più importanti. «A questo punto, mi sento anche di invitare la famiglia a organizzare, proprio in ricordo della figura del fondatore e delle sue origini, un’edizione di Miss Italia proprio qui, a Santa Caterina. Un modo per sottolineare il legame con la sua Calabria». Accanto al ricordo istituzionale di Criniti c’è quello di una nipote di Mirigliani, Anna Riccio, assessore comunale alla Pubblica istruzione a S. Caterina. Quello che la Riccio rappresenta è un quadro familiare solcato da solidi legami. Quelli appartenenti a un tempo passato, tipici della Calabria e dei suoi valori. «Gli impegni lo tenevano ormai lontano – afferma – ma lui era profondamente legato a sua sorella Elvira, mia nonna materna morta nel ’97, che ci parlava sempre di lui con grande orgoglio. La nonna – prosegue la Riccio – evidenziava quella capacità di farsi da solo che aveva avuto, dopo essere partito giovanissimo assieme al fratello Nicola a New York, dove faceva l’aiuto-sarto. La nonna ricordava anche che era partito solo con un paio di forbici e alcune pezze da cucire, mostrando poi grande intraprendenza e capacità». Dopo la parentesi statunitense, il suo rientro in Italia, a Roma, dove iniziò ad entrare nel mondo dello spettacolo, gettando le basi per una kermesse di bellezza. «Prima con “5mila lire per un sorriso”, poi – aggiunge la nipote – con Miss Italia e la storia che ne è conseguita». Ora il testimone passa definitivamente alla famiglia costruita con la moglie Rosetta, alle figlie Patrizia e Rosaria. Un testimone “pesante”, quello lasciato da Mirigliani, «frutto di un ingegno brillante che ha contraddistinto una figura per noi indelebile e dal carattere estroverso e affettuoso». Sono le parole dell’avv. Raffaele Mirigliani, ex assessore regionale e cugino del patron di Miss Italia. «Ricorderemo con grande rimpianto una persona che è riuscito ad emergere partendo giovane dal suo paese natio, al quale era molto legato, e affrontando la vita con spirito di abnegazione. Ha fatto insomma valere le qualità degli uomini del Mezzogiorno d’Italia – tiene a precisare l’avv. Mirigliani – perché di fronte a tante difficoltà, gli uomini calabresi sono sempre stati capaci di raggiungere l’eccellenza in tantissimi campi. E tutto questo, in tempi nel quali si sente persino ancora parlare di ipotesi di secessione, – scandisce il noto legale – dimostra l’immenso contributo in termini di qualità che invece la Calabria e i suoi figli hanno saputo dare nel tempo all’Italia intera».

Gazzetta del Sud – Francesco Ranieri

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