“Non ho rimpianti, sono sereno, credo d’aver fatto al meglio il mio dovere”. Raffaele Lombardo si è dimesso con un breve discorso all’Ars dalla carica di governatore della Sicilia. Il 28 e 29 ottobre si tornerà quindi alle urne per le regionali. “Sicilia finalmente libera” è il commento dei leader di Idv, Pd, Udc, Pdl. E dal segretario regionale del Pd Lupo un appello ai centristi per costruire un’alternativa insieme…….

“Sono sereno, non ho rimpianti, credo d’aver fatto il mio dovere”. Con queste parole si chiude, nel tardo pomeriggio del 31 luglio, l’era Lombardo. Una stagione iniziata nel 2008 con un patto di ferro Pdl-Udc-Mpa e naufragata tra ribaltoni, governi tecnici ad “alta simpatia” Pd, fino all’ultima, contestatissima giunta pre-elettorale.

“Se lascio tutto, la presidenza della Regione, le cariche politiche, lo faccio con serenità- ha dichiarato all’Ars il governatore dimissionario- Credo di aver fatto, pur tra mille limiti, il mio dovere. Ringrazio il popolo siciliano e auguro a tutti voi 90 deputati di servire, e servire meglio, la Sicilia”.

Nel suo ultimo discorso da Presidente Lombardo non rinnega nessuna scelta né le persone che ha voluto al suo fianco, “credo che le politiche di questi anni saranno riviste a mente più fredda e si riconoscerà che hanno determinato una svolta”.

Difende il sogno della Sicilia autonoma e di una Regione in grado di respingere a testa alta ogni attacco mediatico e strumentale

“ Si è gridato al fallimento della Sicilia, con una tattica politica mediatica e strumentale. Ma il nostro debito è di gran lunga inferiore a quello dell’Italia. Serve una politica in grado di alzare la voce da pari a pari anche contro lo Stato. Anche al punto di prendere atto, che, piuttosto che essere ogni giorno vituperati come fossimo una palla al piede, che ci si liberi. Il piede da una parte, la palla dall’altra.Spero che questa mia decisione possa aprire una nuova stagione politica fatta da uomini liberi, in grado di arginare la piaga del trasformismo”.

Il governatore ha poi affrontato il capitolo del processo a suo carico, definendo l’inchiesta ben studiata con un’orchestrata fuga di notizie. Ricorda come nonostante lo abbia richiesto non sia mai stato ascoltato e come la pubblica accusa abbia chiesto per tre volte l’archiviazione nei suoi confronti.

“In un momento del genere, è necessario che il presidente della Regione possa esercitare a pieno le sue prerogative. Senza vincoli, e senza essere indebolito nel suo ruolo. Non è così per me da oltre due anni. Almeno dal 29 marzo 2010. Ho sofferto quella condizione. C’è anche una motivazione politica per le mie dimissioni: consentire ai siciliani di non essere considerati merce di scambio, e di autodeterminare il proprio futuro politico andando a votare”.

I siciliani tornano così alle urne per le regionali il prossimo 28 e 29 ottobre. Fino ad allora sarà possibile operare solo in ordinaria amministrazione. Eppure, fino all’ultimo minuto utile, pochi minuti prima di entrare all’Ars Raffaele Lombardo ha firmato le ultime due nomine: Nicola Vernuccio assessore alle Autonomie locali quale successore della Chinnici e Claudio Torrisi, assessore all’energia nel posto lasciato da Giosuè Marino. Nella burrascosa seduta all’Ars di ieri i deputati erano riusciti a bloccare una raffica di dodici nomine nuove di zecca, tra esponenti e vicini all’Mpa ed al Fli, ultimo partito fedelissimo al fianco di Lombardo.

Dopo il discorso dell’ormai ex governatore il Presidente dell’Ars Francesco Cascio ha accolto le dimissioni “Ringrazio tutti – ha detto – e spero che i prossimi mesi possano far emergere la condivisione, nell’interesse dei siciliani”.

LE REAZIONI

Ancor prima che Lombardo terminasse il suo discorso d’addio nelle redazioni già fioccavano le reazioni del mondo politico, frasi probabilmente scritte da tempo alle quali è stata aggiunta solo la data d’invio.

“Da oggi comincia ufficialmente in Sicilia una nuova stagione, una primavera di rinnovamento e di impegno per ricostruire sulla macerie lasciate in eredità dal peggior Presidente che abbia mai governato la Sicilia- scrive il messinese Nino Germanà, Pdl- Finisce così l’era di Lombardo il ribaltonista che ha fatto degli sprechi, e delle logiche di tutela di interessi particolaristici, la sua formula di potere, insieme agli esponenti democratici che fino alla fine hanno sostenuto lo stillicidio ed il valzer di nomine, perché insieme a Lombardo si assiste alla rovinosa caduta dei rappresentanti del Pd, vera longa manus delle dinamiche paralizzanti che hanno portato la Sicilia sul baratro ”.

“Con le dimissioni del presidente Lombardo si chiude definitivamente una stagione politica che ha avuto poche luci e tante ombre- commenta il senatore Udc Gianpiero D’Alia, coordinatore regionale del partito- e finisce anche un lungo periodo di veleni, divisioni e polemiche. Ora è tempo di voltare pagina e lavorare ad un progetto di risanamento e crescita insieme a tutte le forze politiche e sociali che hanno a cuore la nostra isola”.

“La Sicilia è finalmente libera- dichiara Fabio Giambrone, segretario regionale Idv- si chiude una delle pagine più buie della politica regionale e si pone fine ad un sistema clientelare ramificato e spudorato sino all’ultimo minuto con la nomina di 2 assessori. L’unica cosa certa adesso è la necessità di un progetto politico che segni una netta e chiara discontinuità con la negativa stagione dei governi di Cuffaro prima e Lombardo dopo, stagione caratterizzata da una inaccettabile questione morale e da governi inadeguati politicamente e culturalmente per far fronte alla drammatica condizione sociale ed economica in cui la Sicilia versa.”

Da casa Pd, che fino a poche settimane fa ha condiviso con Lombardo governo e scelte politiche, nonché nomine e persone, è il segretario regionale Giuseppe Lupo a lanciare un appello ai centristi: “Si apre oggi finalmente una nuova fase politica per la nostra regione. E’ necessario che le forze politiche del centrosinistra si uniscano per condividere un programma di cambiamento della Sicilia alternativo al berlusconismo ed al lombardismo, aperto al confronto con l’Udc, e che abbia come priorita’ lo sviluppo produttivo, il lavoro, la legalita’'”

Poco prima delle 20 con l’invito del presidente dell’Ars Francesco Cascio ad una nuova stagione senza divisioni è iniziata ufficialmente la campagna elettorale, sulle macerie di un governo che in 4 anni ha vissuto pagine amare ma anche simbolo di una politica, tutta, da destra a sinistra, che non riesce più ad interpretare i bisogni veri, fatti di carne e lacrime, del suo popolo e della sua terra. Quindi, gli unici sinceri auguri da fare adesso sono agli elettori siciliani. Rosaria Brancato

Tempostretto.it

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