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Dall’ultima riunione consiliare dell’altro ieri è emerso che il Comune di Satriano deve far fronte al pagamento di una cospicua somma pari a 217.399 euro per “emergenze” dovute alle alluvioni del gennaio e del settembre 2009. E i diversi creditori stanno “bussando” con sempre maggiore forza per aver nel giro di poco tempo quanto loro spetta. Il Comune deve quindi ricorrere a un prestito per estinguere i debiti. In genere è la Cassa Depositi e Prestiti che, in presenza di lavori di somma urgenza come quelli alluvionali di Satriano, concede il necessario mutuo a copertura del debito per estinguere quanto si deve ai privati e poi restituire il finanziamento con comodità. Ma nel caso di Satriano ciò non può avvenire per svariati motivi procedurali e bisognerà ricorrere ad un Istituto Bancario nazionale al quale richiedere il prestito, con le conseguenze che il debito subirà immancabilmente dei rialzi. Il Comune aveva trasmesso la dovuta documentazione alla Cassa Depositi e Prestiti in data 10 ottobre 2010 in esecuzione anche di un deliberato del Consiglio Comunale. Ma la risposta è stata negativa. Il Comune che si è trovato, quindi, in difficoltà perché, come si legge nel deliberato consiliare «molte ditte creditrici stanno continuamente sollecitando gli uffici di liquidazione dei crediti vantati minacciando di ricorrere agli organi giudiziari per ottenere quanto legittimamente dovuto» e solo così con «il ricorso ad un Istituto bancario nazionale consentirebbe all’Ente la definizione del mutuo necessario alla liquidazione dei debiti fuori bilancio in un lasso di tempo che permetterebbe all’Ente di evitare possibili contenziosi con conseguente aggravio di interessi e spese legali “. Sulla procedura naturalmente è d’accordo la maggioranza, mentre la minoranza scalpita ravvisando un operato illegittimo con l’approvazione di debiti fuori bilancio fuori i termini consentiti, per cui secondo loro la Cassa Depositi e Prestiti si è cautelata non concedendo il mutuo. Intanto, andrà avanti la procedura votata dalla maggioranza perché i debiti bisogna pur pagarli a tutti quei creditori che hanno prestato opere, lavori in periodo di grande difficoltà per il territorio satrianese, che è stato letteralmente sconvolto dalla montagna alla marina.

Gazzetta del Sud del 9.03.2011 – Raffaele Ranieri

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