RIACE (RC) – Non c’è solo la Calabria delle ‘ndrine. L’Aspromonte descritto recentemente da alcuni giornali come «l’Afghanistan d’Italia», non rende per niente omaggio alla bellezza ineguagliata delle coste, del mare e delle aspre montagne della punta dello Stivale.

C’è una Calabria che può essere un modello di integrazione e di accoglienza per tutto il resto del Paese. Questo modello non è più un esperimento. Funziona da anni. Si applica a Riace, paese bellissimo come sanno essere belli solo certi paesi del profondo sud, città simbolo dell’ospitalità ai migranti, tanto che adesso si celebra con un interessantissimo festival che solo qui poteva trovare dimora: “A – Accoglienza Riaceinfestival”.

Una manifestazione che più che una vetrina vuole essere una iniziativa concreta che attraverso cinema e arti, linguaggi universali, promuova lo scambio e la conoscenza reciproca affinché si contrasti il razzismo e si proponga come esempio proprio il percorso innovativo delle amministrazione comunali di Riace e Caulonia.

I due comuni puntano non solo sull’integrazione tra culture diverse ma anche sull’eco-sostenibilità (un esempio è la raccolta differenziata con gli asini) e coniugando accoglienza dei migranti e rilancio del territorio sono riusciti a dare l’immagine di una Calabria molto diversa da quella salita alle ribalte delle cronache nazionali con la rivolta di Rosarno. Erano paesi che si stavano spopolando, ora sono diventati centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo(aderendo al progetto SPRAR promosso a livello nazionale dal Ministero dell’Interno) ma conservando e rivitalizzando al contempo le proprie tradizioni locali e creando una nuova formula ricettiva per il turismo (case antiche fatiscenti ristrutturate e affittate in estate ai turisti).

Ora l’occasione per vedere questi luoghi è data da Riaceinfestival, dal 5 all’8 luglio. Ospite d’eccezione di questa edizione il regista Emanuele Crialese che ha dedicato i suoi ultimi film ai temi della libertà, dell’immigrazione e dell’accoglienza vincendo il Premio della Critica a Venezia con “Terraferma”, il suo ultimo film dedicato al dramma dell’emigrazione africana via mare e alla cultura del soccorso e dell’aiuto degli solani che si scontra con le assurde leggi italiane sul respingimento. Il 7 luglio Crialese consegnerà i premi ai vincitori del concorso e sarà protagonista di un incontro con il pubblico insieme alla giornalista Valentina Loiero. Il concorso cinematografico, per il quale sono arrivate 100 opere da Italia e dall’estero, da visibilità a produzioni indipendenti legate ai temi delle migrazioni, della multiculturalità, della società plurale e del rapporto tra paesi ricchi e paesi poveri con una particolare attenzione a opere ambientate nel bacino del Mediterraneo.

Durante il festival verranno proiettate le opere finaliste delle tre sezioni: “Migranti e culture locali”, “Cortometraggi sul tema della felicità” e “Videoclip musicali”. C’è anche una piccola sezione intitolata “Occhio alla Calabria. Premio Gianluca Congiusta” e che raggruppa opere pervenute sulle realtà calabresi con problematiche quotidiane legate alle migrazioni e al territorio; questo premio è stato istituito per ricordare Gianluca Congiusta,  giovane commerciante della Locride barbaramente ucciso dalla ‘ndrangheta nel 2005. In proiezione fuori concorso invece le pellicole ‘Il sangue verde’ di Andrea Segre, ‘Emigranti’ di Marco Ottavio Graziano, ‘Benvenuti in Italia’ di Aluk Amiri, Zakaria Mohamed Ali, Hevi Dilara, Mahamady Dera e Dagmawi Yimer e ‘Il popolo che manca’ di Andrea Fenoglio e Diego Mometti.

Ma non è soltanto un festival cinematografico. Il 5 e 6 luglio si svolge il Corso di formazione per legali e operatori a cura dell’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) sui temi dei diritti e della tutela dei migranti con analisi delle vigenti normative nazionali e internazionali con una particolare attenzione alla situazione dei minori. Tra i relatori Luciano Trovato (Presidente Tribunale minorenni di Catanzaro), Roberto Di Bella (Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria), Lorenzo Trucco (presidente dell’ASGI e avvocato del Foro di Torino) oltre a numerosi avvocati esperti in materia. Ci saranno poi dibattiti, mostre, performance teatrali, presentazioni di libri, tutte sul tema dell’accoglienza.

Del resto il grande regista Wim Wenders che proprio in questi luoghi ha girato “Il Volo”in occasione del X summit dei Premi Nobel per la pace di Berlino per le celebrazioni del ventennale della caduta del muro aveva così ricordato la sua esperienza in Calabria: «La vera utopia non e’ la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in alcun paesi della Calabria, Riace in testa. Il vero miracolo non è qui, ma in Calabria, dove per la prima volta ho davvero visto un mondo migliore. Ho visto un paese capace di risolvere, attraverso l’accoglienza, non tanto il problema dei rifugiati, ma il proprio problema: quello di continuare a esistere, di non morire a causa dello spopolamento e dell’immigrazione».

Fonte: http://www.unita.it – Luciana Cimino

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