Continua la rivoluzione della Formazione siciliana. Dopo il trasferimento di 60 dirigenti del Dipartimento Crocetta invita gli Enti a trasmettere entro lunedì tutti i dati relativi al personale, avviando il primo censimento del settore. Gli inadempienti non avranno più fondi. Intanto il presidente della Commissione formazione, Marcello Greco ha iniziato le audizioni dei lavoratori.

La rivoluzione della formazione in Sicilia continua. Ieri l’annuncio dei 60 trasferimenti di dirigenti e funzionari del dipartimento in altri settori, ultimo tassello di una serie di decisioni prese in pochissimi mesi dal presidente Crocetta in tandem con l’assessore Scilabra. Del resto che il neo governatore volesse voltare pagina nel libro più grigio della Regione è apparso chiaro sin dal giorno successivo alla trasmissione Report sulla formazione siciliana quando annunciò di voler bloccare i fondi agli Enti legati a politici. A seguire è venuto il resto, compresa la collaborazione con la Procura di Palermo e la Guardia di finanza. Dopo la rotazione dei burocrati è scattata la fase due: entro lunedì 28 gennaio tutti gli Enti dovranno inviare i dati relativi al personale impiegato. In verità l’assessore Nelli Scilabra, nelle scorse settimane aveva invitato i dirigenti del dipartimento a indicare eventuali casi di interesse negli Enti, diretto o indiretto, parentele e affini presso i corsi. A rispondere sono stati in tanti, a segnalare in pochissimi. Poco dopo è scattata la revoca per gli Enti non in regola con gli accreditamenti, ma i controlli continuano. Seduta in quella poltrona scomodissima l’assessore Scilabra ha dovuto fare i conti con un vero e proprio caos, dall’impossibilità di controllare la regolarità dei corsi a parentopoli, ai fondi finiti nelle tasche di impiegati infedeli, fino alle proteste dei lavoratori che da mesi non percepiscono gli stipendi nonostante i milioni di euro finiti nelle casse. Esemplare il caso Ial, oltre 20 milioni di euro erogati dal 2011 ma dipendenti senza una lira.

Quando in 60 dirigenti cambiano stanza o mansione vuol dire che davvero qualcosa non funzionava nel meccanismo.O meglio che il meccanismo funzionava, ma in direzione diversa rispetto alle intenzioni originarie. Mentre Procura, Corte dei Conti e ispettori dell’Unione Europea vigilano su trasparenza e conti, la Regione cambia pagina sulla rendicontazione e annuncia che le verifiche saranno “durante” e non più alla fine dei corsi e ovviamente a sorpresa. Sono centinaia i corsi dei quali non si sa nulla, neanche il numero degli iscritti, ma che sono stati lautamente pagati. Quel che si sa con certezza sono gli arretrati che migliaia di dipendenti reclamano.

“Crocetta ha azzerato il sistema e ha fatto bene, ma adesso dobbiamo iniziare a costruire un sistema diverso- spiega il presidente della Commissione Formazione e lavoro, il messinese Marcello Greco- da giorni in commissione ascoltiamo i lavoratori, una situazione drammatica, perché sono quelli che hanno pagato una gestione scandalosa del settore”.

Uno per uno stanno “sfilando” davanti alla Commissione dell’Ars, raccontando storie tutte uguali di disperazione e di clientelismo, da Palermo a Messina passando da Trapani non c’è Ente che non segua lo stesso copione.

“Dobbiamo tutelare i lavoratori, quelli veri, quelli che sono alla fame ed hanno sempre operato. Il resto deve essere azzerato. In questo momento poi- prosegue Greco- nessun dirigente firma rendicontazioni perché ci sono verifiche a tappeto.La mia idea è quella di riprendere i progetti finanziati ma di enti ai quali sono stati tolti i soldi e farli portare avanti dai dipendenti di centri che figurano in mobilità. Per farlo però dobbiamo fare un censimento serio e trasparente, con nuove regole”.

La Commissione finirà le audizioni nelle prossime settimane perché devono essere ascoltati ancora rappresentanti di Enti e dirigenti del Dipartimento. Poi saranno tirate le fila per cercare di tutelare gli unici due beni preziosi: i lavoratori ed i giovani da formare. Ma il nuovo corso annunciato ieri da Crocetta la costellazione del settore dovrà adeguarsi, anche perché oltre ai controlli con modalità ribaltate rispetto al passato, saranno esclusi quelli che non sono in regola con le normative antimafia, quelli che non pagano i dipendenti e quelli che non svolgono i corsi correttamente. Intanto entro lunedì tutti dovranno aggiornare e trasmettere a Palermo i dati del personale che confluirà nel registro unico regionale (sono oltre 7 mila persone in Sicilia, il triplo di altre regioni d’Italia). L’aggiornamento dovrà riguardare sia la condizione lavorativa che i dati personali e professionali dei singoli,

Gli enti inadempienti incorreranno nelle sanzioni previste dal decreto in materia di revoca dell’accreditamento. (Fonte: Tempostretto.it – Rosaria Brancato)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


7 − tre =