Il vaccino antinfluenzale nei bambini. Non sono tanti i casi, ma adesso uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità punta a valutare più da vicino la reale portata di tale strumento in termini di sicurezza ed efficacia. È un progetto multiregionale che vede l’AOU “G. Martino” parte attiva insieme ad altri centri italiani; l’obiettivo principale è quello di stimare l’efficacia reale del vaccino come strumento utile per evitare l’ospedalizzazione legata alla comparsa di sintomi influenzali minori (ILI, Influenza Like Illness).

È la pediatria medica d’urgenza il luogo scelto per puntare la lente di ingrandimento:qui il genitore compila un questionario standard che consente di tracciare un quadro complessivo anche rispetto a patologie riscontrate in passato o derivanti dall’assunzione di determinati farmaci. I bimbi ricoverati per ILI vengono poi sottoposti ad esami di laboratorio che consentono di distinguere gli episodi derivanti da ceppi virali contenuti nel vaccino, rispetto ad altri di natura diversa.

Lo studio del rischio diventa, dunque, una opportunità per calcolare al meglio costi e benefici, con ricadute significative sul piano sociale.

Le osservazioni effettuate presso l’AOU hanno raggiunto già una quota pari al 10,7%  (i dati sono aggiornati al 19 febbraio); il numero maggiore dopo due realtà della capitale come l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli.

Responsabile del progetto – approvato anche dal Comitato Etico – è il prof. Achille Caputi, con il coinvolgimento della pediatria medica d’urgenza diretta dalla prof.ssa Teresa Arrigo e la collaborazione fattiva delle dott.sse Anna Mecchio e Domenica Altavilla.

Avviata nel 2011 con la Liguria capofila, la ricerca in Sicilia ha come protagonisti solo il policlinico “G. Martino” e l’Ospedale Di Cristina di Palermo e vede sul territorio nazionale  il coinvolgimento di 11 pronto soccorsi in Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio e Campania.

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