Dolore e incredulità: «Ieri eravamo assieme a ridere e scherzare e adesso, che da poco abbiamo appena appreso la notizia, non sappiamo più che cosa dire o pensare». È un colpo durissimo quello accusato dalla comunità di Guardavalle con la morte di Antonio Andreacchio e Giuseppe Franco, i due giovani (21 e 19 anni) morti nel terribile schianto di ieri sera tra Mammola e Gioiosa Jonica (nel Reggino) sulla superstrada Jonio-Tirreno, l’arteria che collega le due coste calabresi e che ha separato per sempre le vite dei due ragazzi guardavallesi da quelle dei loro cari, assieme ad altre due persone.

Con loro, sulla Nissan Micra che per cause in corso di accertamento si è scontrata frontalmente con un’Audi A3 (uno dei due occupanti è morto, l’altro è rimasto ferito) viaggiava un collega di lavoro (erano operai edili), Cosimo Pugliese, 28 anni, di Stilo, deceduto anche lui. Uno scenario terribile, sul quale i soccorritori hanno lavorato per diverse ore prima di poter riaprire il traffico che, mestamente, ha poi ripreso a transitare sul luogo della tragedia che sancisce un inizio d’anno orribile per la Calabria, che piange già numerose giovani vittime della strada. In piazza Immacolata, nel centro storico di Guardavalle, ieri sera soffiava un vento gelido, tagliente come il dolore che ora lacera l’intera comunità.

E’ uno dei luoghi di ritrovo per eccellenza del borgo del Catanzarese, dove i ragazzi siedono ai piedi del monumento ed entrano ed escono da bar e altri negozi. Fino a pochi giorni fa, anche Antonio e Giuseppe, ogni tanto, facevano lo stesso nei momenti di svago. Erano giovani, «erano due di noi» dicono gli amici con le lacrime agli occhi, finendo per stringersi nelle spalle scuotendo la testa, a significare «l’assurdità di queste morti».

Nella via centrale del paese si raccolgono frasi ricorrenti, sguardi carichi di sofferenza e, soprattutto, viene fuori uno sgomento che ha radici profonde, che deriva da un sentimento di amicizia che forse neppure la morte potrà stroncare, confluendo nel ricordo: «Non li dimenticheremo mai ma ci mancheranno» affermano gli amici, mentre alcuni un po’ più adulti pensano silenziosamente alle famiglie, chiuse in un dolore indicibile.

Ci prova don Angelo Comito, parroco di questa popolosa realtà collinare, a dare qualche parola di conforto ai familiari. Probabilmente, anche per lui, sacerdote addentrato nelle dinamiche della comunità, non sarà facile lenire il dolore di genitori, fratelli (Antonio ne aveva uno) e sorelle (Giuseppe ne aveva due). Contattato dalla “Gazzetta del Sud” evidenzia un dramma «che è di tutta la comunità e segna e affligge due famiglie molto unite, di persone dedite al lavoro».

Il dolore è quasi palpabile. Si legge nelle persone che camminano nel gelo del Corso e si evince dalle parole dei vertici dell’amministrazione comunale. «Siamo tutti addolorati» afferma il sindaco Giuseppe Tedesco che esprime la vicinanza alle famiglie Andeacchio e Franco «per una morte terribile che ha portato via due giovani vite. Come amministrazione stiamo pensando di dichiarare il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali».

Anche il vicesindaco Antonio Purri si dice «sconvolto» dall’accaduto. Accanto alla solidarietà “istituzionale”, Purri evidenzia il dramma umano e non solo che la morte di due giovani vite rappresenta per una comunità come quella di Guardavalle superiore, «costituita in gran parte da anziani e che proprio i giovani riescono a tenere viva».

Gazzetta del Sud – Francesco Ranieri

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