Micali Giovanni_1° piano_0433“I risparmi non vanno programmati a discapito degli ammalati. Il servizio di pulizia al Policlinico non può prescindere da un numero di dipendenti e di ore lavorative adeguati all’efficienza”. Così il segretario territoriale della FSI, Giovanni Micali sui previsti tagli del monte ore all’AOU Policlinico di Messina. Messina, 11 ottobre 2013. “La politica del risparmio negli ospedali si sta trasformando in un bowling dove i birilli sono gli ammalati. A pagarne le spese al Policlinico di Messina è il servizio di pulizia che sarà aspramente ridotto nel monte orario con inevitabili contraccolpi sull’organico. Se la salute passa attraverso l’igiene ambientale, come si può accettare questo provvedimento?”. Così interviene il segretario territoriale della Federazione Sindacati Indipendenti o FSI, Giovanni Micali che denuncia questa presa di posizione da parte della direzione generale dell’A.O.U. “G. Martino” in merito al rinnovo della gara d’appalto del settore pulizia. Ad oggi, 217 dipendenti della ditta Riso, occupati in questo ramo, potrebbero perdere il loro posto di lavoro, se non avvenisse la rimodulazione del bando, avviato lo scorso gennaio con la ricezione delle buste concorrenti e bloccato a febbraio dall’Azienda per protesta dei sindacati.

La FSI e la UIL sono solidali sulla linea da tenere. Micali ha stabilito di concerto con il segretario della UIL trasporti, Lasagni, di discutere la vicenda nei prossimi giorni in assemblea con i lavoratori. “L’inghippo scaturisce proprio agli albori – sostiene Micali – ovvero nei termini delle procedure di gara. Il bando includeva un abbattimento delle ore di lavoro pari al 35%, inversamente proporzionale alla richiesta crescente delle attività di pulizia quali giardinaggio, derattizzazione e disinfestazione. Non considera poi il rapporto ore lavoro per l’estensione dell’area”. In particolare, al Policlinico, consorziato con l’ASP di Enna e l’IRCSS Neurolesi, vengono assegnati 30 minuti di pulizia per metro quadro rispetto ai 45 minuti dell’ASP di Enna.

“Ci chiediamo – insiste il segretario della FSI – come può l’ASP di Enna richiedere un maggior numero di ore di lavoro, avendo una superficie palesemente più piccola e funzioni più d’ufficio rispetto al Policlinico? Questa è solo una delle contraddizioni! Il nostro intento è quello di tutelare l’ospedale di Gazzi e di ricordare all’amministrazione aziendale che il decreto Balduzzi, a cui fa riferimento con quel taglio del 35%, non può essere applicato agli ospedali. Le scarse condizioni igieniche nei presidi dove già i pazienti risultano debilitati rappresentano un rischio per la diffusione di infezioni”.

Le ore settimanali dell’annunciato provvedimento sono circa 3600, con una base d’asta di circa 3 milioni e 400 mila euro quindi con una riduzione di 1600 ore e di oltre un milione di euro rispetto al 2005. “Questi numeri allarmano gravemente la nostra organizzazione – afferma Micali – e condizionano il futuro del personale nonché l’efficienza del servizio d’igiene da assicurare al nosocomio. Lo scorso 14 febbraio, il commissario straordinario Pecoraro ha sottoscritto, davanti tutte le sigle sindacali, di rivedere quel bando che fa acqua dal punto di vista logistico ed occupazionale. D’estate, è circolata la notizia che le famose buste erano state inspiegabilmente aperte. Lo scorso 1 ottobre, il commissario ha ancora rinnegato la variante del monte orario, alla presenza di altri esponenti di categoria”. Dunque, l’abbattimento del 35% resta, malgrado le garanzie scritte del contrario!

“Non possiamo giustificare certi comportamenti scorretti – precisa il responsabile di FSI – in nome della razionalizzazione delle spesa pubblica. Ci sono in ballo tante questioni che vanno affrontate con il manager Pecoraro e i suoi collaboratori. Abbiamo già sollevato la necessità di modificare il bando per il settore pulizia”.

“Vogliamo anche far luce – conclude Micali – sulle procedure che hanno portato alla scelta della ditta Euroristorazione per l’approvvigionamento alimentare del Policlinico. La ditta citata ha vinto l’appalto ad aprile ed opera ad Olivieri. Ciò vuol dire che, di prima mattina, cucina, impacchetta e trasporta da Olivieri le vivande. Un metodo piuttosto contestabile dal momento che il Policlinico possiede due cucine recentemente ristrutturate e due nuove celle frigorifere. Altro quesito per la gestione ospedaliera: in che consiste il risparmio, se non vengono utilizzate le attrezzature presenti negli scantinati del presidio per preparare le pietanze dei degenti? Un ultimo appunto, non ultimo in ordine d’importanza: i pazienti lamentano di aver consumato nel corso di questi mesi qualche piatto ‘alterato’. Certamente, la preparazione e il trasporto del cibo da molti chilometri di distanza può essere un limite alla qualità. Chiediamo inoltre quale sarà l’utilizzo dei locali cucina che rischiano di essere davvero una spesa inutile dell’ospedale.”