Ieri l’assessore alle Finanze Miloro aveva annunciato un appello di collaborazione, oggi l’opposizione risponde ma in maniera negativa. Ieri l’appello di Miloro sul bilancio di previsione, oggi la risposta del Pd. Che non è esattamente quella che l’assessore alle Finanze si aspettava. «Anche in questo caso – aveva dichiarato ieri Miloro – come sempre quando si avvia un dibattito-confronto su strumenti economico-finanziari che rappresentano i momenti politici più significativi di una gestione amministrativa, rinnovo l´auspicio che ognuno allontani appartenenze e pregiudizi e si avvii un proficuo ragionamento, che lasci da parte, in questo particolare momento storico, le sterili polemiche di appartenenza e invece privilegi, in coerenza con atteggiamenti ormai assunti anche a livello nazionale e sovranazionale, la ricerca di soluzioni condivise che risolvano problemi comuni a tutti i cittadini». A Miloro rispondono il segretario cittadino del Pd, Giuseppe Grioli, e il coordinatore dei consiglieri comunali del Pd, Felice Calabrò: «Ci scuserà l’assessore al bilancio se con estrema franchezza ricordiamo che il Pd ha avanzato proposte concrete che andavano nella direzione di una risanamento e rilancio dei conti pubblici, ma l’amministrazione comunale non si è voluta confrontare, anzi è andata avanti contro indirizzi assunti dal consiglio comunale. Oggi non possiamo non sottolineare che in assenza di scelte concrete sui nodi più importanti della spesa corrente del Comune e la contestuale incapacità, sul fronte dell’entrate, a recuperare i crediti dell’ente, a far funzionare l’ufficio fitti attivi, a sanare l’evasione degli assegnatari di alloggi comunali, a risolvere l’emorragia del contenzioso, possiamo solo esprimere un giudizio negativo a causa dell’assenza di scelte». Chiusura, dunque. Non pregiudiziale, però. «Non ci stancheremo mai di ricordarlo – continuano Grioli e Calabrò – quanto accaduto in questi ultimi due anni nelle relazioni tra Ato3 e Messinambiente è assolutamente vergognoso. Lo stop di Palazzo Zanca alla realizzazione degli impianti di trattamento rifiuti a Messina ha fatto perdere una occasione per risparmiare più di 10 milioni l’anno,(costo di conferimento a Mazzarrà dei rifiuti). La proposta di messa in liquidazione “al buio” dell’Atm redatta in modo approssimativo e superficiale senza esporre un piano industriale, un programma di privatizzazione, un percorso di uscita dall’emergenza, appare solo come un espediente per giustificare l’occultamento dei debiti dell’Atm nel bilancio del Comune. Questa situazione di immobilismo trova conseguenze non solo sui conti pubblici, ma soprattutto nella qualità della vita dei messinesi. E’ insopportabile ascoltare i nostri parenti e amici che tornando a Messina per le vacanze ci dicono di trovare una città al declino, senza cura del verde, senza un decoro urbano degno di una città civile, senza un servizio di trasporto pubblico efficiente». «Manca il sistema città – concludono gli esponenti del Pd – si è proceduto con operazioni verticistiche che non hanno avuto il merito di aprire una fase nuova di razionalizzazione e rilancio della città. In questo quadro il partito democratico non può che esprimere una bocciatura netta delle politiche economiche dell’amministrazione Buzzanca. Il gruppo consiliare insieme alla Segreteria cittadina avrà modo di approfondire il bilancio di previsione e all’occorrenza saranno presentati emendamenti, ma dinnanzi al fallimento della gestione triennale di Palazzo Zanca, noi assicuriamo opposizione ferma e decisa nell’interessa della città».

Tempostretto.it

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