Il liberty a barcellona PGNel Villino Liberty di via Roma la Pro Loco “Alessandro Manganaro” e l’Amministrazione Municipale presenteranno domenica 11 maggio alle ore 18:30 il libro dal titolo “Il liberty a Barcellona Pozzo di Gotto tra innovazione e tradizione” a cura di Gino Trapani. Relatori dell’evento saranno Mimmarosa Barresi, Daniela Celi, Marcello Crinò ed Andrea Italiano. All’interno della manifestazione vi sarà un intermezzo musicale del violinista Ivan Crisafulli nonché una mostra didattica di immagini, disegni e foto curata dalla locale Pro Loco, che illustrerà i principali edifici riconducibili allo stile liberty (sia pure eclettico) e alcuni fra i monumenti e le cappelle del cimitero, dove si è conservato il meglio dello stile liberty nella nostra città. La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2014. Come scrive lo stesso Gino Trapani, il liberty fu l’espressione della società borghese durante la bell’époque, che nelle ville e nei palazzi celebrò i suoi fasti e sfoggiò la sua floridezza economica. Con il volume si è voluto recuperare un frammento di storia cittadina, rievocando il contesto in cui la borghesia in ascesa assicurò alla nostra città un primato nella provincia di Messina, che non fu compromesso dal disastroso terremoto del 1908. Da esso la floridezza cittadina fu appena sfiorata, anzi l’evento doloroso incentivò la voglia di rinascere.

La presenza di numerosi geometri, ingegneri e tecnici molto esperti favorì un clima culturale di rinnovamento e la città si proiettò verso la modernità, pur rimanendo la popolazione legata ai tradizionali vincoli familiari e sociali. “Una rilettura di quel periodo in cui prevaleva la cultura dell’armonia e del rispetto delle regole dovrebbe dare un nuovo impulso – sostiene Gino Trapani – verso la riconquista di quei valori, che hanno caratterizzato la nostra identità e dovrebbe indurre a riflettere sui guasti arrecati negli ultimi decenni (a partire dagli anni sessanta del secolo scorso) sia sul piano dell’arredo urbano, sia su quello della mentalità, che da nomade e trasmigrante si è prevalentemente mutata in statica e parassitaria”. Si è inteso anche ricordare il centenario commemorante la progettazione del villino Foti sito in via Roma da parte dell’ingegnere Ravidà, la cui identità non è stata ancora certificata, anche se con molta probabilità si tratta dell’ingegnere Simone Ravidà, allora ventisettenne, sepolto nel cimitero di Barcellona.

Foti Rodrigo