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Per Giuseppe Pitaro, fresco di nomina quale presidente del Distretto rurale “Serre Calabresi”, la struttura del Gal (l’agenzia di sviluppo locale), oggi sarà il primo giorno di lavoro. Ieri, nel corso di un incontro, il sindaco del piccolo borgo ha trovato il tempo di parlare dell’importanza dei distretti rurali in Calabria. In risalto, soprattutto, il fatto che l’assemblea dei sindaci, assieme ai rappresentati delle organizzazioni sindacali di categoria, la Camera di Commercio di Catanzaro, i consorzi di Bonifica e “Valorizzazione e tutela della nocciola di Calabria”, con gli imprenditori di parte privata che rappresentano la spina dorsale dell’economia nell’area delle Preserre, abbia capito che occorre fare rete per dare al comprensorio una voce importante. Ufficio di presidenza che ha avuto ampio mandato di rappresentare la struttura ai vari livelli istituzionali e quindi programmare l’azione di sviluppo socioeconomico nelle aree rurali. In questa settimana sono previste le convocazioni dei rispettivi consigli comunali per approvare la bozza dello statuto e del regolamento, poi si andrà ai progetti. Per la fine del mese, la prima conferenza dei servizi con il comitato tecnico e scientifico del Distretto rurale per azionare la leva della programmazione per il territorio.

Il comitato promotore composto dai rappresentanti istituzionali e dai soci di parte privata sarà attivo, perché l’assemblea ha deciso di non eleggere il consiglio di amministrazione. I sindaci avevano trovato l’accordo, della parte degli imprenditori c’è stata una sorta di sovraffollamento nelle designazioni. «Per coprire i posti del consiglio comunale ci sarà tempo per discutere – ci tiene a ribadire Pitaro –. Importante rimane la costituzione e la rappresentanza della struttura che dovrà interagire con la Regione Calabria, i Comuni e i vari enti intermedi per far decollare tutta l’organizzazione per quanto riguarda il mondo rurale e le attività agricole connesse». L’organismo che Pitaro viol gestire dovrà essere «imperniato sulla trasparenza e sulle decisioni che, di volta in volta, emergeranno sentendo in primo luogo i sindaci e gli imprenditori che mettono mano al proprio portafogli per fare economia. Non ho mai creduto ai carrozzoni, oppure tanto per essere espliciti, alle cariche tanto per avere un riconoscimento – spiega ancora Pitaro – credo che le Preserre e il Basso Jonio abbiamo bisogno di rappresentanza e rappresentatività ai vari livelli».

Le prime parole scambiate, invece, con il presidente del Gal “Serre Calabresi” Renato Puntieri sono state volte al fatto «che è tempo di rimboccarsi le maniche e lavorare sodo. Il resto conta davvero poco e le potenzialità ci sono tutte così come le professionalità che meritano di essere valorizzate». 32 i Comuni aderenti: Amaroni, Argusto, Badolato, Borgia, Caraffa di Catanzaro, Cardinale, Cenadi, Centrache, Chiaravalle Centrale, Cortale, Davoli, Gagliato, Gasperina, Girifalco, Guardavalle, Isca sullo Ionio, Jacurso, Montauro, Montepaone, Olivadi, Palermiti, Petrizzi, Sant’Andrea Ionio, Santa Caterina sullo Ionio, San Floro, San Sostene, San Vito sullo Ionio, Satriano, Soverato, Squillace, Staletti, Torre di Ruggiero e Vallefiorita. L’obiettivo del Distretto rurale diviene strumento principe per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle aree rurali, attraverso la partecipazione attiva delle comunità e il coinvolgimento delle diverse componenti della cultura, dell’economia e della società locale.

Gazzetta del Sud – Vincenzo Iozzo

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