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In particolare, nel caso dei diabetici, l’attività fisica costante aiuta a evitare complicanze (a livello cardio-vascolare, renale e oculare) dovute all’aumento del valore di glicemia nel sangue. Hanno puntato proprio sull’attività fisica e sui suoi benefici in chiave preventiva e anche “curativa” i relatori del convegno che si è svolto al Musmi su invito dell’associazione “Diabete Due Mari”, dell’Amd, dell’Aniad e dell’associazione “Fare Salute”, con il contributo di “Abbott Diabetes Care” e al quale ha partecipato anche il campione olimpico di Marcia Maurizio Damilano. Il presidente dell’associazione “Diabete Due Mari”, Luciano Ventura, ha incentrato il suo intervento sull’importanza del movimento, soffermandosi poi sui dati futuri che prospettano il diabete in termini di pandemia (nel 2025 ne dovrebbero soffrire più di 300 milioni di persone nel mondo). Allarmante è anche il dato riguardante la Calabria, che con il suo 8% di diabetici si attesta al primo posto nella classifica nazionale. È poi spettato alla professoressa Concetta Irace, dell’Università “Magna Græcia”, catturare l’attenzione degli studenti presenti in platea puntando l’indice contro i fattori all’origine del diabete: l’obesità e la sedentarietà. «Rispetto ai nostri antenati – ha spiegato la Irace – noi ci muoviamo di meno e, tra l’altro, il ricorso smodato alla tecnologia non ci viene certo in aiuto. L’unica “bacchetta magica” in nostro possesso – ha proseguito – è l’attività fisica che, se svolta in maniera costante, facilita nelle persone diabetiche la trasmissione degli zuccheri nei muscoli senza il ricorso all’insulina». Anche in caso di diabete gestazionale – come ha puntualizzato l’endocrinologa Raffaella Vero – il ricorso ad un’attività fisica moderata, di tipo aerobico e non traumatico, si ritiene necessario al fine di scongiurare aborti spontanei, parti prematuri e alterazioni della crescita dovuti a livelli di glicemia fuori controllo. La progressione del diabete, quindi, può essere rallentata con efficacia da «scelte di vita eticamente fondate, le quali – a detta del dirigente medico dell’Asp di Cosenza, Achiropita Pucci (preceduta da Giuseppe Pipicelli, responsabile della Diabetologia dell’Asp di Catanzaro) – devono essere perseguite in maniera equilibrata, a partire dalle abitudini alimentari». È poi spettato al dirigente di settore della Regione Calabria, Salvatore Lopresti, “quantificare” i danni provocati dal diabete a livello regionale: «In Calabria si riscontra il numero di ricoveri più alto (24,9%) dopo il Molise; il consumo di farmaci è spropositato (pari al 27%) e il programma di prevenzione – che promuove l’aderenza alle linee guida – è praticamente disatteso». Ma a infondere una ventata di ottimismo ci ha pensato il campione olimpico di Marcia Maurizio Damilano, invitato dal responsabile scientifico del corso, Luigi Puccio, e dal dirigente medico – moderato da Vittorio Pullano – a rendere testimonianza degli effetti benefici del “fitwalking”, ovvero dell’arte del camminare da lui ideata che fa bene a tutti, in special modo a chi soffre di diabete. La camminata “a passo svelto”, che si fonda sul giusto utilizzo dei piedi e delle braccia, aiuta a ritrovare l’equilibrio interiore e a mettere a freno l’aggressività. Inoltre, se praticato con costanza e in maniera corretta, riduce notevolmente il ricorso ai farmaci. E non c’è da sorprendersi se la manifestazione sia proseguita all’interno del Parco della Biodiversità, con tanti giovani atleti catanzaresi pronti a mettersi in fila per ricevere dal campione l’agognata medaglia nella propria disciplina.

Gazzetta del Sud del 12 maggio 2011

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