Presieduto dal commissario straordinario del Comune, dott. Luigi Croce, si è riunito a palazzo Zanca il Consiglio direttivo del Centro per lo Studio delle Patologie Spontanee degli Organismi Marini, CESPOM, che ha approvato il bilancio di previsione 2013 e gli adempimenti da adottare per la gestione curatoriale dell’Acquario comunale di Villa Mazzini e la fornitura del servizio di pulizia. Il protocollo d’intesa che avviò la costituzione del Centro per lo Studio della patologia spontanea degli organismi marini, esistenti all’Acquario comunale di villa Mazzini – come si ricorderà – è stato firmato nel 2003 dall’allora sindaco Leonardi, dall’Istituto Ambiente Marino Costiero (IAMC) sezione di Messina del CNR (già Istituto Sperimentale Talassografico), e dal Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria. L’atto notarile costitutivo, oltre a definire gli obiettivi di studio, prevedeva la gestione dell’Acquario in forma di consorzio universitario. Quella costituzione permise di definire una lunga fase di incertezze organizzative in una delle strutture più importanti nel meridione d’Italia, e che registra una numerosa affluenza di visitatori. Oltre agli interventi di manutenzione vi è un programma un laboratorio permanente che permette di monitorare le acque delle vasche e la fauna autoctona dello Stretto di Messina. Il Centro studi permette di approfondire e divulgare tecniche di acquacoltura a favore di iniziative imprenditoriali particolarmente realizzabili nell’ambiente marino messinese. L’Acquario comunale di villa Mazzini permette di osservare 22 vasche mediterranee ed 8 acquari allestiti all’interno dei locali. Le singole vasche hanno una capacità che varia dagli 8.000 ai 3.000 litri d’acqua. All’interno delle vasche marine sono ospitate oltre 60 diverse specie ittiche del Mar Mediterraneo. Sono presenti, inoltre, molte specie di organismi bentonici (anellidi, poriferi, tunicati, eccetera) e di alghe che colonizzano spontaneamente le vasche. Le vasche dell’Acquario ricevono acqua di mare prelevata direttamente dallo Stretto di Messina attraverso potenti elettropompe.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


3 × = nove