marvanza reggae sound“Il colore delle parole” sarà verde, giallo e rosso quest’anno al concertone del Primo Maggio di Roma, quei colori che rievocano la corrente Rastafari e identificano i Marvanza Reggae Sound, che con il loro sound fresco e innovativo hanno sbaragliato la concorrenza vincendo il prestigioso contest “primomaggiotuttolanno”. Si sono esibiti per ultimi il 28 sera al Rising Love di Roma, mettendo sul palco tutta la loro grinta con tre pezzi coinvolgenti e amati dal pubblico: “Sordi pe tassi”, “Regaetone dell’amore” e “Che bella a stati”. Tre pezzi che mettono un po’ in luce il carattere dei Marvanza, un gruppo allegro, leggero ma al tempo stesso profondo, mescolando insieme alla loro ironia il loro occhio critico sulla società presente e sulla convivenza tra le persone. Il primo maggio sarà, dunque, un’occasione per urlare dal palco più bello d’Italia il loro appello sociale contro il disinteresse dello stato e contro le discriminazioni di ogni genere, per insegnare a tutti i presenti che fare l’amore e non la guerra è l’unica regola per vivere in un mondo migliore. A meno di un anno dall’uscita del loro primo album, “Frontiere”, venduto in tutti i migliori negozi di dischi e in rotazione nelle radio italiane, arriva la prima importantissima conferma nazionale per il gruppo di Monasterace, che con l’esibizione in piazza San Giovanni si troverà in diretta nazionale su Rai Tre e di fronte al pubblico più caldo d’Italia, condividendo la scena con artisti come Carmen Consoli, Baustelle, Vinicio Capossella, Paolo Nutini e tanti altri. I Marvanza entreranno, dunque, nel mondo dei nomi noti non solo per quanto riguarda il pubblico ma anche per gli addetti ai lavori che potranno apprezzare dal vivo tutta la forza e il carisma di questi ragazzi made in Calabria. L’esperienza dei Marvanza, inoltre, non si chiude con il Concerto di San Giovanni ma continua anche grazie alla realizzazione di un Cd Compilation contenente i brani dei 12 artisti finalisti che ogni anno viene inviato a radio e giornali e distribuito gratuitamente durante tutte le iniziative e i concerti che vedono il coinvolgimento di Primo Maggio Tutto l’Anno. Il loro nome, dunque, continuerà a farsi sentire anche al termine del concerto, insieme alle note della loro musica colorata come lo slogan di quest’anno. La loro presenza porterà, dunque, ancora una volta in giro per l’Italia il loro grido sociale che si sforza di rompere con la musica il silenzio assordante che condanna la nostra terra alla rovina, decidendo di dire no alla violenza e al degrado sociale. Nei loro testi si alternano le grida di protesta di un’intera terra e l’attenzione verso tematiche sociali di indubbia importanza: il fil rouge che lega le loro canzoni è la voglia di cambiare il mondo, un mondo in cui le ingiustizie sociali e la repressione sembrano negare il rispetto per la persona in quanto tale. Nonostante questi temi duri, il loro punto di forza sta nel mixare nelle loro canzoni ironia e riflessione, unendo l’italiano e il dialetto di Monasterace al reggae muffin e alla dance hall. È un pretesto per parlare dei problemi che affliggono un mondo governato “dalle sporche mani nere”, come loro stessi descrivono nelle loro canzoni le dinamiche di potere, da uno stato che non si interessa alle nostre terre e al nostro sviluppo economico. A loro, dunque, il compito di fare da ambasciatori della nostra terra a Roma, dove potranno diffondere dal palco più grande d’Europa tutto il calore e il colore della loro musica.

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