{"id":83,"date":"2024-04-25T23:45:35","date_gmt":"2024-04-25T21:45:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/?page_id=83"},"modified":"2024-04-25T23:45:35","modified_gmt":"2024-04-25T21:45:35","slug":"uomini-celebri","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/abitanti\/uomini-celebri\/","title":{"rendered":"Uomini celebri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uomini celebri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ricordano gli uomini celebri di un determinato paese uomini non per ignorare o disprezzare il popolo, ma unicamente perch\u00e9 o vengono nominati nei documenti o perch\u00e9 hanno portato lustro al proprio paese natale, con le loro opere o con il loro ingegno. Nel ricordare gli uomini che hanno dato lustro a Guardavalle procederemo in ordine cronologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Riytano<\/strong>\u00a0nel 1540 era procuratore del feudatario Giovan Geronimo Morano nell\u2019esigere le entrate del feudo di Burgorusso. Costantino Minnffi fu famoso come nota\u00edo nel 1541.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Guglielmo Sirleto<\/strong>, antenato del cardinale Sirleto, \u201ccapitano di Fanteria\u2026 s\u00ec valorosamente si pass\u00f2 con l\u2019arme in mano nella guerra di Otranto che in memoria eterna del suo valore, dal Re Ferdinando d\u2019Aragona gli fu concessa l\u2019\u00ecnsegna che spiega questa casa del Leone sbarrato con ferro in mano, quasi che valor di Leone havea mostrato con la spada in mano in quella factione il Capitan Sirleti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guglielmo Sirleto fu amico molto caro a S. Francesco di Paola Cardinale Guglielmo Sirleto Tommaso Sirleto, figlio di Guglielmo e padre del cardinale, \u201coltre di essere stato un buon dottore in legge e tenuto in istima dal Vicer\u00e8 D. Pietro Toledo, nel 1525 fu prescelto per sindaco d\u00e8 nobili della patria sua\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ludovico de Rinaldis<\/strong>, cugino del card. S\u00ecrleto, con diploma del 13 luglio 1541, fu colmato di doni da Carlo V, di cui fu per lungo tempo segretario. \u201cLudovico Rinaldis, gent\u00ecl\u2019huomo da Guardavalle, serv\u00ec lungo tempo di Segretario la Maest\u00e0 Cesarea dell\u2019Imperador Carlo V da cui, perci\u00f2, sperimentato per huomo di grandi talenti l\u2019avanz\u00f2 al governo di Milano, ove anche si cas\u00f2 con d. Violante Maraviglia, e d\u2019indi a quel di Barcellona\u201d. Camillo Salerno, \u201calfiere di una Compagnia sotto al Marchese di Arena Generalissmo dell\u2019esercito: e militando sotto Carlo V e Filippo Il Re suo figlio anni 62, si trov\u00f2 presente \u00ecn diverse battaglie sette volte. Mor\u00ec in et\u00e0 di anni 113 a\u2019 27 di marzo 1627\u2033. Sigismondo de Rinaldis, maestro di campo dell\u2019esercito spagnolo, mor\u00ec nelle Fiandre nel 1603.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scipione de Rinaldis<\/strong>\u00a0fu \u201ccomandante militare in Belgio nel 1603\u2033. Maurizio de Rinaldis apparteneva alla nob\u00ecle famiglia de Rinaldis, da Carlo V arricchita di diversi privilegi. Nel 1599, epoca della congiura di Tommaso Campanella contro la monarchia spagnola, Maurizio aveva 27 anni, era \u201cgiovane, nobile e fuoruscito per omicidio\u201d. Era anche \u201cdi grande intelligenza7. Gli Storici riconoscono Maurizio come il braccio destro della congiura campanelliana: prova ne sia che a Davoli presiedette la riunione nella quale il filosofo di Stilo present\u00f2 ai convenuti il progetto della rivolta, e and\u00f2 poi in giro ovunque contava amici per raccogliere proseliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I congiurati appartenevano ai paesi limitrofi e rappresentavano tutti gli strati sociali: sarti, domestici, orefici ecc. Di Guardavalle c\u2019era Marcello Salerno, sarto, carcerato poi anch\u2019egli per la congiura. Maurizio Rinald\u00ecs tratt\u00f2 anche con Amurat Rais per avere l\u2019appoggio dei Turchi nella rivolta campanelliana e per il riscatto di quattro persone di Guardavalle, prese come schiave dai Turchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta scoperta la congiura e messo in carcere, sopport\u00f2 con nobile fierezza i tormenti a cui fu sottoposto, ma non confess\u00f2 nulla. Riconosciuto capo della congiura, fu condannato a morte: il 4 febbraio 1600 \u201cMaurizio venne condotto al patibolo, e di rimpetto al torrione dei Castel Nuovo, dal quale i suoi compagni di sventura poteano vederla, lasci\u00f2 miseramente la vita col capestro a soli 28 anni\u201d. Lasciava una figlia d\u00ec tre anni, chiamata Costanza, la moglie Giulia Vitale, ed una sorella di 30 anni, anch\u2019essa di nome Costanza, vedova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Berardino Galeota<\/strong>\u00a0fu comandante militare in Belgio, con il grado di maestro di campo. Girolamo del Balzo, \u201cpi\u00f9 volte insignito a Roma della toga senatoria, cio\u00e8 nel 1606 e nel 1616, era figlio della sorella di Guglielmo (S\u00ecrleto). Mor\u00ec a Roma l\u20198 giugno 1626 e fu sepolto nella chiesa di S. Giacomo\u201d. Sulla sua tomba si legge quest\u2019epitaffio: \u201eD.O.M. HIC RECONDITA SUNT OSSA HIERONYMI DE BALZO DE SIRLETIS EX SORORE NEPOTIS GULIELMI CARDINALIS SIRLETI\u201d Scipione Sirleto, \u201cgiureconsulto celebre, graditissimo a Urbano VIII e Innocenzo X. Mor\u00ec in Roma nel 1635 e fu sepolto nella chiesa di S. Francesco di Paola ai Monti\u201d. Francesco Galeotta, \u201ccornandante militare; mor\u00ec a Tortona circa l\u2019anno 164T. Matteo Salerno nel 1657 acquist\u00f2 per 8.700 ducati la baron\u00eca di Argusto da Bemardino Marincola . Francesco M. Spedalieri fu ministro di Filippo di Borbone, duca di Parma dal 1748 al 1765.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi XV, re dei Francesi, lo insign\u00ec della croce del Sacro Ordine Militare di Gerusalemme. Fu anche per qualche tempo legato presso i papi Clemente XIV e Pio VI. Mor\u00ec all\u2019et\u00e0 di 66 anni. La sua tomba con la lapide (dalla quale abbiamo preso queste notizie) si trova nella cappella Spedalieri della chiesa matrice; fu costruita per volere di Pietro Spedalieri nel 1797 ed \u00e8 analoga a quella del vescovo Nicola Spedalieri, posta di fronte nella stessa cappella. Francesco Spedalieri, figlio di Nicola e di Carolina Nostrale di Polistena, appartenne alla sezione \u201cCacciatori VeneW col grado di maggiore dell\u2019Armata Veneta. Durante le rivoluzioni del 1848, a Venezia fu cacciato il presidio militare austriaco e fu costituita da Daniele Manin la republica autonoma di S. Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno del \u201949 gli Austriaci attaccarono Venezia e, dopo lunga e sofferta resistenza, la costrinsero a consegnarsi di nuovo nelle loro mani. Francesco Spedalieri partecip\u00f2 alla difesa di Venezia e si guadagn\u00f2 la medaglia d\u2019argento del Leone di S. Marco e una croce di guerra. Nel 1859 ricevette una medaglia anche dalle mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uomini celebri Si ricordano gli uomini celebri di un determinato paese uomini non per ignorare o disprezzare il popolo, ma unicamente perch\u00e9 o vengono nominati nei documenti o perch\u00e9 hanno portato lustro al proprio paese natale, con le loro opere o con il loro ingegno. 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