{"id":50,"date":"2024-04-25T18:08:09","date_gmt":"2024-04-25T16:08:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/?page_id=50"},"modified":"2024-04-26T15:41:14","modified_gmt":"2024-04-26T13:41:14","slug":"patrono","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/patrono\/","title":{"rendered":"Patrono"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>Il Santo Patrono\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/patrono\/festivita-religiose\/\">\u00a0Festivit\u00e0 religiose<\/a>\u00a0 \u00a0<a href=\"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/patrono\/i-sacerdoti\/\">I Sacerdoti<\/a>\u00a0 \u00a0<a href=\"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/patrono\/le-suore\/\">Le Suore<\/a>\u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi fu, sin\u00a0dall\u2019inizio, il patrono di Guardavalle?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-53\" src=\"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/279466542_532662401721705_2045034611390760265_n-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/279466542_532662401721705_2045034611390760265_n-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/279466542_532662401721705_2045034611390760265_n.jpg 652w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/>A questa domanda non si pu\u00f2 rispondere con certezza assoluta per la mancanza totale di documenti: perci\u00f2 possiamo fare soltanto ipotesi. Probabilmente il patrono pi\u00f9 antico di Guardavalle fu S. Sebastiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riprova di questo si pu\u00f2 dire che, secondo padre Fiore, nella chiesa di S. Carlo Borromeo c\u2019era una reliquia (il ginocchio) proprio di S. Sebastiano. Inoltre c\u2019\u00e8 qualcuno che ricorda come, intorno al 1927, nella chiesa del Carmine esisteva un quadro raffigurante appunto un santo martire; alla domanda di chi fosse quell\u2019immagine, i pi\u00f9 anziani rispondevano che era l\u2019immagine di S. Sebastiano, il santo patrono di Guardavalle prima di S. Agazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con certezza,, invece, si sa che Marcello Sirleto, scelto come vicario a reggere la diocesi di Squillace al posto dello zio Guglielmo, port\u00f2 da Squillace a Guardavalle il braccio di S. Agazio. E da quel momento in poi patrono dei guardavallesi fu S. Agazio.<\/p>\n<p><strong>In quale data fu portata la reliquia del braccio a Guardavalle?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-52\" src=\"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/137211430_230989431889005_7933637834856328780_n-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/137211430_230989431889005_7933637834856328780_n-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.costajonicaweb.it\/guardavalle\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/137211430_230989431889005_7933637834856328780_n.jpg 644w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/>Secondo padre Giovanni Fiore questo avvenne nel. 1548. Ma padre Fiore potrebbe essere incorso in un errore: supporre come vera la data del 1548 significa che Marcello Sirleto fu Vicario di Squillace a 18 anni: e non sembra ragionevole affidare una diocesi ad un giovane diciottenne , non sembra ragionevole che Marcello Sirleto, in qualit\u00e0 di Vicario, volesse e potesse disporre delle reliquie della Cattedrale a suo piacimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma invece, \u00e8 perfettamente plausibile nel periodo in cui egli fu vescovo di Squillace (1573 1594). Ma un\u2019altra questione si impone: perch\u00e8 Marcello Sirleto volle portare la reliquia di S. Agazio a Guardavalle? Le risposte possono essere due. Da tanti a Guardavalle si ripete che la cassa contenente le ossa del Santo sia giunta prima presso la spiaggia della marina di Guardavalle, e soltanto dopo sia approdata definitivamente a Squillace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa ipotesi \u00e8 da scartare, soprattutto se si pensa che i martirologi sono tutti concordi nell\u2019affermare che le reliquie del Santo centurione \u201capprodarono al lido di Squillace\u201d.\u00a0 L\u2019ipotesi poteva essere verisimile se i martirologi avessero detto, per esempio, che la cassa approd\u00f2 \u201cvicino Squillace\u201d o \u201cnella diocesi di Squillace\u201d. Un\u2019altra risposta, per noi plausibile, \u00e8 invece la seguente. Dalla vita del cardinale Sirleto sappiamo che negli anni 1550\u00a0 1555 Luigi Lippomano, vescovo di Verona, si rivolse al dottissimo cardinale calabrese per avere da lui la traduzione dal greco di alcune vite di santi scritte da Simone Metafraste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le altre vite di Santi, al Sirleto tocc\u00f2 tradurre anche la vita del Santo patrono della sua diocesi di provenienza. Non pu\u00f2 essere che il cardinale abbia scritto di questo suo lavoro al nipote Marcello? Non pu\u00f2 darsi che quando al cardinale Sirleto fu assegnata la diocesi di Squillace (27 febbraio 1568) e suo nipote Marcello fu prima vicario generale della diocesi e poi addirittura vescovo, questi abbia voluto portare al proprio paese natale la reliquia di quel santo che era patrono della sua diocesi e che il suo dotto zio aveva fatto conoscere con le sue traduzioni? Nel 303 l\u2019Imperatore Diocleziano firm\u00f2 tre editti contro i cristiani, uno dei quali ordinava ai soldati che militavano nell\u2019esercito dell\u2019impero di prestare ossequio alle divinit\u00e0 nazionali, pena l\u2019espulsione dall\u2019esercito o la condanna a morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agazio fu denunciato come cristiano, al tribuno della Legione Marzia e fu mandato da questo al governatore della Cappadocia Firmo Flavio. Rifiutandosi di obbedire agli ordini imposti e risoluto di non tradire quella fede nella quale era cresciuto, Agazio fu prima torturato e poi mandato ad un ufficiale superiore presso Eraclea, allora capitale della Tracia. Di l\u00e0 con molti altri condannati, fu poi condotto dal prefetto Bibiano a Bisanzio. Messo in carcere, fu prima degradato e poi decapitato l\u20198 maggio, del 303 o del 305. Fu sepolto in un posto chiamato Staurio, vicino le mura della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando nel 330 Bisanzio divenne seconda capitale dell\u2019impero col nome di Costantinopoli, Agazio, la cui tomba nel frattempo era stata sicuramente venerata, fu considerato protettore privilegiato della nuova capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il culto di Sant\u2019Agazio<\/strong><\/p>\n<p>Citato fra altri santi omonimi, S. Agazio si trova in tutti i dizionari e in tutte le enciclopedie storico religiose, sempre per\u00f2 sotto la forma greca e antica di \u201cAcacio\u201d. Il culto al nostro Santo conobbe i suoi inizi in Costantinopoli, dove ci furono addirittura due chiese a lui dedicate. \u201cNoi sappiamno dallo storiografo bizantino, Socrate che verso la fine del sec. IV c\u2019era una grande chiesa dedicata al Santo sul luogo del martirio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La si chiamava Karia, in greco \u201cnoce\u201d, perch\u00e8 secondo la leggenda Agazio sarebbe stato appeso a tale albero. Ma sappiamo dallo stesso Socrate che questa chiesa croll\u00f2 in maniera misteriosa immediatamente dopo, la visita dell\u2019imperatore Arcadio al santuario, prima del 408, anno della morte, di questo. Fu considerato un miracolo il fatto che pur essendosi radunata una gran folla, nessuno, rimanesse sotto le macerie La chiesa fu ricostruita. \u2026\u2026a noi interessa di pi\u00f9 un\u2019altra chiesa di Sant\u2019Agazio, costruita da Giustiniano dall\u2019altra parte della citt\u00e0, nel Heptaskalon, che era uno dei quartieri portuali sul mare di Marmara ( \u2026 ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa nuova chiesa di Sant\u2019Agazio sarebbe stato trasferito il corpo del santo prima, e quello dell\u2019imperatore Costantino, San Costantino per i greci, dopo. Di una chiesa di Sant\u2019Agazio nell\u2019anno 1200 ci parla il famoso pellegrino russo, l\u2019arcivescovo Antonio di Novgorod, che visitando Costantinopoli poco prima del saccheggio e delle distruzioni operate dai cavalieri della IV Crociata, tante preziose informazioni ci ha tramandate di cose che stavano per essere distrutte e trafugate\u201d.<\/p>\n<p>Come e quando arrivarono a Squillace le reliquie di S. Agazio? C\u2019\u00e8 qualcuno che sostiene che il culto di S. Agazio sia arrivato in Occidente importato dai Crociati. Ma \u00e8 possibile che il culto di S. Agazio in Calabria sia anteriore e abbia addirittura favorito la ricerca delle sue reliquie. Non dimentichiamo che l\u2019esodo di oggetti sacri da Costantinopoli verso Occidente, e verso la Calabria in particolare, inizi\u00f2 a partire dal 730, quando gli iconoclasti cominciarono a distruggere le icone sacre e a profanare le reliquie dei santi.<\/p>\n<p><strong>Notizie su Sant&#8217; Agazio<\/strong><\/p>\n<p>Tra i tanti santi che hanno reso famoso il nome di Acacio (in greco), tradotto in latino in quello di Acathius (o Agathius), da cui poi l\u2019italiano Agazio, un posto di primo piano lo occupa il martire centurione patrono di Squillace e di Guardavalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Originario della Cappadocia, (oggi regione orientale della Turchia un po\u2019 tra l\u2019Armenia e il Curdistan), milit\u00f2 nell\u2019esercito romano, precisamente nella Coorte Marzia, col grado di centurione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si sa nulla della sua nascita ne dei suoi genitori. Ma si deve supporre che, per raggiungere il grado di centurione, dovette avere una formazione diversa da quella comune. Nel 303 l\u2019Imperatore Diocleziano firm\u00f2 tre editti contro i cristiani, uno dei quali ordinava ai soldati che militavano nell\u2019esercito dell\u2019impero di prestare ossequio alle divinit\u00e0 nazionali, pena l\u2019espulsione dall\u2019esercito o la condanna a morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agazio fu denunciato come cristiano, al tribuno della Legione Marzia e fu mandato da questo al governatore della Cappadocia Firmo Flavio. Rifiutandosi di obbedire agli ordini imposti e risoluto di non tradire quella fede nella quale era cresciuto, Agazio fu prima torturato e poi mandato ad un ufficiale superiore presso Eraclea, allora capitale della Tracia. Di l\u00e0 con molti altri condannati, fu poi condotto dal prefetto Bibiano a Bisanzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messo in carcere, fu prima degradato e poi decapitato l\u20198 maggio, del 303 o del 305. Fu sepolto in un posto chiamato Staurio, vicino le mura della citt\u00e0. Quando nel 330 Bisanzio divenne seconda capitale dell\u2019impero col nome di Costantinopoli, Agazio, la cui tomba nel frattempo era stata sicuramente venerata, fu considerato protettore privilegiato della nuova capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La data della festa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i dizionari e le enciclopedie storico religiose affermano che il martirio del Santo avvenne l\u20198 maggio. Perch\u00e8 allora la sua festa \u00e8 celebrata, a Squillace e a Guardavalle, il giorno prima?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La memoria di S. Agazio \u00e8 stata anticipata al 7 maggio perch\u00e8 l\u20198 maggio nel calendario greco la Chiesa ricordava un\u2019altra memoria pi\u00f9 importante, quella dell\u2019apostolo ed evangelista S. Giovanni. Molti documenti, tuttavia, conservano la memoria di S. Agazio all\u20198 maggio, unitamente a quella di S. Giovanni. S. Agazio viene festeggiato due volte: il 16 gennaio e il 7 maggio. Il 16 gennaio, Squillace e Guardavalle ricordano la traslazione delle reliquie del Santo, con festa solo di chiesa. La festa vera e propria \u00e8 quella del 7 maggio: di essa fa menzione anche padre Giovanni Fiore, l\u00ec dove dice che \u201cun braccio del Santo trasferito da Monsignor Sirleto a Guardavalle sua Patria ha dato luogo ad una bellissima Festa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel passato, ogni sette anni, la statua del Santo veniva portata in processione da Guardavalle alla marina. Ma il Santo veniva portato alla marina anche tutte le volte che i \u201cmassari\u201d volevano chiedere al Signore la pioggia per i loro campi, per intercessione del loro santo Patrono. Ecco come un visitatore descrive questa processione:\u201d\u2026..l\u2019osso del braccio di Sant\u2019Agazio a Guardavalle (Cz) \u00e8 portato in processione alla marina dove tutti si fermano sulla spiaggia, mentre l\u2019arciprete sale su una barca con una statua del santo. Mentre il popolo, genuflesso sul lido, piange, singhiozza e si batte il petto, il sacerdote afferr\u00e0 il braccio reliquiario d\u2019argento e lo tiene sospeso sull\u2019acqua recitando una invocazione molto simile a quella rivolta ai due santi guaritori di Riace:<\/p>\n<p><strong><em>Sant\u2019Agaziu meu,\/ o mi vagni tu o ti vagnu eu!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Si no mi vagni tu \/ ti vagnu eu.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Traduzione:<\/p>\n<p>(\u201cMio Sant\u2019Agazio \/ o mi bagni tu o ti bagno io! Se non mi bagni tu \/ ti bagno io.)<\/p>\n<p>L\u2019ultima volta che la statua del Santo fu portata alla marina fu nel maggio 1966.<\/p>\n<p><strong>La statua di Sant\u2019Agazio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha un\u2019altezza di metri 1,63. Il santo \u00e8 ritratto nelle sue vesti di centurione romano, con elmo in testa e lancia nella mano destra. Il volto giovanile e sorridente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La statua lignea del Santo \u00e8 opera ottocentesca di artigianato serrese, di autore ignoto. C\u2019\u00e8 da presumere che prima di questa. ci sia stata un\u2019altra statua pi\u00f9 antica, sicuramente pi\u00f9 piccola o a mezzo busto. Lo prova il fatto che L\u2019attuale nicchia \u00e8 stata allargata e allungata negli anni \u201980 per permettere alla. statua del Santo di essere alloggiata pi\u00f9 facilmente.<\/p>\n<p>Il primo restauro della statua \u00e8 stato compiuto a Guardavalle nel 1935 ad opera di Michelangelo Drosi da Satriano. Il secondo restauro fu eseguito nel 1965 ad opera di un tal Ceravolo, da Soverato, che non fece proprio un bel lavoro. Il terzo restauro \u00e8 stato fatto nel marzo 1993 a Roma dalla signorina Alessandra Mamone, che ha riportato la statua del santo al colore primitivo del Drosi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Santo Patrono\u00a0 \u00a0Festivit\u00e0 religiose\u00a0 \u00a0I Sacerdoti\u00a0 \u00a0Le Suore\u00a0 \u00a0 Chi fu, sin\u00a0dall\u2019inizio, il patrono di Guardavalle? A questa domanda non si pu\u00f2 rispondere con certezza assoluta per la mancanza totale di documenti: perci\u00f2 possiamo fare soltanto ipotesi. Probabilmente il patrono pi\u00f9 antico di Guardavalle fu S. Sebastiano. 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