Foto dal web

Ha patteggiato otto mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) il cittadino marocchino Abdelghani Harore, 42 anni, accusato di lesioni personali, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. I fatti che hanno portato al suo arresto si sono svolti nella serata di lunedì scorso – serata elettorale per Guardavalle – quando i carabinieri della stazione cittadina sono intervenuti per sedare una lite tra cittadini extracomunitari scoppiata in un bar della zona. In quest’occasione, gli uomini dell’Arma hanno dunque identificato le persone coinvolte nella rissa, tra le quali proprio Harore che, al loro accurato controllo, è risultato essere in possesso del permesso di soggiorno scaduto. Per questo motivo, i militari lo hanno trasferito in caserma per svolgere ulteriori accertamenti, facendo però stizzire il quarantaduenne, che avrebbe iniziato anche ad assumere un atteggiamento minaccioso fino a pronunciare delle frasi oltraggiose. L’uomo, secondo la dettagliata ricostruzione fornita dai carabinieri, avrebbe mantenuto tale comportamento anche durante l’esecuzione degli accertamenti, fino a sfociare poi in un tentativo di fuga che – secondo la ricostruzione fornita dall’Arma – sarebbe seguito a un’aggressione nei confronti dei militari. Un tentativo di fuga dalla caserma subito stroncato dai carabinieri, che, dopo una breve colluttazione, sono riusciti a bloccarlo traendolo così in arresto. Alla luce di quanto accaduto, Harore è stato deferito all’Autorità giudiziaria in stato di arresto perché ritenuto responsabile di “resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale”: due militari, infatti, hanno riportato delle lievi lesioni in seguito alla colluttazione con l’uomo. Ieri mattina, infine, Harore è stato sottoposto a giudizio direttissimo al Tribunale di Catanzaro. Qui, è stato convalidato il suo arresto e, alla luce della richiesta di patteggiamento, il cittadino marocchino è stato condannato a otto mesi di reclusione, con la sospensione della pena.(f.r.)

 

Gazzetta del Sud del 18.05.2011

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


× cinque = 25