farmaciaPer il 15 febbraio ci sarà la serrata di tutti gli esercizi per protestare contro il ritardo.  I farmacisti sono sul piede di guerra contro l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e si preparano allo sciopero. Se ne fa portavoce Roberto Pizzi, titolare di farmacia a Guradavalle. «Nonostante il calo dei prezzi dei farmaci – precisa Pizzi, nonostante il calo dei consumi, nonostante la discutibilissima iniziativa di cedere i farmaci più costosi al posto delle farmacie, costringendo gli ammalati a viaggi di pellegrinaggio dai paesi verso ai centri di smistamento, l’Asp di Catanzaro per bocca dei suoi responsabili amministrativi in prefettura, si è dichiarata nell’impossibilità di pagare per mancanza di fondi le mensilità scadute ai farmacisti. Di conseguenza, questa situazione ha costretto la categoria ad indire un primo giorno di sciopero per il 15 febbraio». Dottore Pizzi, una situazione che si ripete puntualmente, che colpisce l’utenza? «Certo, queste minacce non impensieriscono più di tanto, perché sono più di 40 anni che si gioca fra le parti la stessa manfrina. Morale della favola: ci rimetteranno gli assistiti meno rappresentati, meno tutelati e meno abbienti, tanto in termini di cure, quanto in termini di efficienza del servizio farmaceutico. E allora se veramente l’Asp è groggy, cioè suonata e traballante, perché non disdire da subito la convenzione e farsi pagare a cottimo per la distribuzione e il servizio operati dai farmacisti e dai collaboratori quotidianamente? Infatti in regioni insolventi come la Calabria, tante farmacie rischiano il tracollo economico e i titolari responsabili sono chiamati a rispondere in prima persona delle disavventure anche giudiziarie in cui vengono ricacciati dai solitiamministratori senza scrupoli. Il problema della correttezza dei pagamenti è una questione di civiltà anche giuridica, che spesso non si sa perché viene negata proprio ai farmacisti. I quali se debbono dare si trovano l’ufficiale giudiziario dietro la porta l’indomani; se debbono prendere pare che il meccanismo si inceppi». Lei ha accennato ad altri aspetti «Sì, per non parlare degli altri compartimenti stagno, fisco compreso, tutti in fila che vogliono qualcosa dalla farmacia. E allora, visto che l’andazzo è questo, e che non accenna a cambiare, si denunci questa convenzione capestro almeno in questo tipo di regioni in cui ci sono queste Aziende sanitarie provinciali malfamate e inaffidabili, gestite dai soliti nipotini del politichese che si pagano lautamente; e si scelga il pagamento forfettario come avviene per tante altre categorie sanitarie. Altro che dare altri servizi gratis!». Quindi il 15 febbraio giornata di sciopero per tutti i farmacisti della provincia.

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