Guardavalle come ormai noto a tutti è un Comune Commissariato e dove è stato dichiarato il “dissesto finanziario“. In una nota, il Dott. Antonio Tedesco, Consigliere comunale dismesso per commissariamento (come lui stesso si definisce) precisa nella sua nota, integralmente pubblicata di seguito, che: 

<<Per capire quanto realmente accaduto, è necessario ripercorrere alcuni momenti della vita amministrativa.

  • Giovedì 10 maggio 2012 la giunta al completo approva la delibera n° 43 che predispone nei fatti il dissesto finanziario del comune. Otto giorni prima, il 2 maggio, l’assessore di FLI con lettera aperta indirizzata al sindaco, parla “di incapacità, di ritardi e di una amministrazione non all’altezza delle sfide da affrontare”. Afferma inoltre che è “assolutamente da scongiurare il dissesto finanziario dell’Ente”, invitando il sindaco a riflettere. Dopo qualche settimana, all’assessore di FLI, viene ritirata la delega e viene cacciato dalla giunta. Ma la delibera di approvazione del conto consuntivo (sopra citata), porta anche la sua firma. L’UDC tace!

Nello stesso periodo, si dimette l’assessore al bilancio, Ilario Antonio Chiera: nessuna spiegazione è stata mai data!

  • Giovedì 21 giugno 2012 il gruppo di minoranza del PD chiede regolarmente la convocazione del consiglio comunale per chiedere alla giunta di revocare la delibera n° 43 del 10 maggio, e per fare dell’argomento una discussione aperta alla cittadinanza. Il presidente del consiglio comunale respinge e nega tale richiesta. Evento unico nella storia del nostro comune (e credo di tutti i comuni italiani e forse anche del continente). La richiesta di convocazione del consiglio comunale viene fatta altre due volte ma il presidente del consiglio, impettito e zelante, la nega ancora. Tutto ciò mentre il sindaco predicava e ripeteva che era assolutamente necessario il confronto e la discussione aperta. Dove e quando non si è mai saputo!
  • Lunedì 25 giugno 2012, a cose fatte, il sindaco convoca i gruppi consiliari, e alla presenza del ragioniere dott. Mazza e di altri esperti esterni, chiede, insieme alla maggioranza, al gruppo del PD di unirsi per dichiarare il dissesto del comune. Il gruppo del PD si oppone, e con determinazione e fermezza argomentata, dichiara, NO al dissesto.
  • Martedì 3 luglio 2012, il PD, nella necessità di informare la cittadinanza, vista l’impossibilità di discutere nella sede naturale del consiglio comunale, organizza una iniziativa pubblica in Piazza Immacolata. Consapevole della gravità della situazione politico-amministrativa che l’amministrazione di centrodestra aveva creato, il PD annuncia di volere un incontro con S.E. il Prefetto di CZ per informarlo di tale situazione. L’ incontro è avvenuto lunedì 9 luglio alle ore 12.30.

La stessa sera la maggioranza, senza FLI, in perfetta solitudine, porta in consiglio la delibera n° 10 e viene, così, approvato “il piano di alienazione e valorizzazione dei beni comunali”. Sostanzialmente viene prevista una sorta di lottizzazione della fascia a mare, con numerosi punti-chiosco (più che a Rimini), pietre miliari, per concessioni pluridecennali o svendita, che dir si voglia!

  • Venerdì 20 luglio 2012, iniziativa pubblica dell’UDC in piazza DE ANDRE’. È invitato anche il sindaco. Insieme, sindaco e vicesindaco, hanno gridato e giurato pubblicamente, che mai e poi mai avrebbero dichiarato il dissesto finanziario del comune e che mai e poi mai, si sarebbe posto il problema della fascia a mare, considerata sacra ed inviolabile. Intanto le delibere, che nei fatti affermavano il contrario, erano state fatte, firmate e sottoscritte. Una iniziativa quella dell’ UDC brutta e grottesca!
  • Mercoledì 1 agosto 2012, iniziativa pubblica del PD in Piazza DE ANDRE’ per ribadire e riaffermare il NO al dissesto e il NO alle concessioni della fascia a mare.

In questo caos politico e amministrativo, la maggioranza di centrodestra non c’è più (se mai c’è stata). La giunta non si riunisce più. I pochi turisti si informano ed assistono sbigottiti al grave degrado che la giunta di centrodestra ha provocato nel giro di un solo anno. I cumuli di rifiuti aumentano giorno dopo giorno, diventando delle vere e proprie discariche, disseminate sia in centro che in marina. Il litigio nel comune è ormai permanente.

  • Martedì 25 settembre 2012, si tiene una riunione interpartitica tra PD e PDL, richiesta dal PDL, nella loro sede. Sono presenti i gruppi dirigenti dei due partiti per affrontare la grave situazione politica che si è creata. I due partiti concordano e si impegnano ad evitare il dissesto ad ogni costo, ad uscire dalla crisi, e a rilanciare la politica. Quanto stabilito viene stilato in un breve documento e messo a conoscenza di tutti.

Si è ancora in tempo: il conto consuntivo, approvato in giunta, ma non ancora portato in consiglio comunale, nei termini del 30 aprile 2012, poteva e doveva essere modificato. Intanto, il 30 settembre 2012, scade il mandato del ragioniere che aveva preparato la documentazione del dissesto (evidentemente su indicazione della maggioranza e/o parte di essa), mandato che il sindaco non rinnova.

  • Mercoledì 26 settembre 2012 ,una riunione dei gruppi, precedentemente convocata dal sindaco, non si tiene. Il comune è CHIUSO!
  • Mercoledì 3 ottobre 2012, si tiene una riunione dei gruppi in comune; sono tutti presenti e tutti d’accordo ad evitare il dissesto. Nella stessa, il vicesindaco dichiara che non voleva firmare la delibera di maggio di approvazione del conto consuntivo. Comunque sia, la delibera porta anche la sua firma. La riunione si conclude con l’accordo unanime a lavorare ad una nuova proposta, da farsi presto e in fretta. Il ragioniere non c’è più. L’ostacolo tecnico-politico sembra superato. Si programma un prossimo incontro. Dopo qualche giorno il PD presenta in comune, la proposta alternativa al dissesto.
  • Venerdì 5 ottobre 2012, seconda ed ultima interpartitica tra PD e PDL; nella sede del PD. Viene ribadita, da entrambi i partiti, la assoluta necessità di evitare la dichiarazione di dissesto del comune e di revocare la deliberazione della svendita dei beni comunali e della fascia a mare.

Questa fu la posizione del PD: disponibilità ad assumersi la responsabilità entrando anche in giunta per il tempo necessario a risolvere i problemi contingenti accennati. Disponibilità a ragionare per una futura alleanza per risollevare le sorti del paese, con onestà, con lealtà. Dopodiché, politicamente, era evidente e ovvio che, di fronte alla crisi della maggioranza, bisognava tornare a votare alla prima data utile.

Ovvio e naturale ma non per tutti. Il sindaco e il PDL chiedevano che per evitare li dissesto, il PD si impegnasse a sostenere quello che restava della maggioranza di centrodestra fino alla scadenza naturale della consigliatura. Un ricatto, un papocchio, un inciucio, non possibile per il PD!

  • Lunedì 8 ottobre 2012: mi reco personalmente in comune per chiedere al sindaco di riconvocare i gruppi per come stabilito nella precedente riunione del mercoledì 3 ottobre. La riunione viene convocata, con regolare avviso scritto, per venerdì 12 ottobre 2012 alle ore 19.00.
  • Venerdì 12 ottobre 2012, alle ore 9.00 circa, il sindaco si dimette senza avvisare il gruppo PD (e forse anche all’insaputa degli altri gruppi). Pertanto, la riunione di venerdì, già convocata, che doveva essere risolutiva per evitare il dissesto, come da tutti concordata, non si tiene. Il sindaco la mattina aveva cambiato idea, si era dimesso e di conseguenza aveva fatto saltare tutto.
  • Martedì 16 ottobre 2012, si tiene il consiglio comunale per discutere sulle dimissioni del sindaco.

 THE END. LA FINE. L’EPILOGO.

Il sindaco legge il comunicato che aveva preparato e già diffuso da qualche giorno. Se la prende con tutto e con tutti: con se stesso per i suoi limiti, ma soprattutto con la sua maggioranza, con l’UDC, con FLI, che a suo dire non l’hanno lasciato governare. Si scaglia contro le opere realizzate dalla precedente amministrazione: lungofiume, piazza De Andrè, cimitero ecc. Sarà stata l’emozione delle dimissioni, ma l’impressione fu che il sindaco fosse inconsapevole di quanto aveva scritto e leggeva. Dopo l’intervento del sindaco, il presidente del consiglio, ormai addestrato nella funzione, cerca di chiudere i lavori e “stoppare” ogni discussione. Il gruppo di minoranza, dopo aver espresso solidarietà personale al sindaco, riapre la discussione. APRITI CIELO: il PDL contro l’UDC e contro alcuni componenti dello stesso PDL; FLI contro il PDL e contro l’UDC; L’UDC in difesa chiede perché non è stato cacciato. Ognuno, con le proprie ragioni, mette in discussione finanche la formazione della lista. Le COMICHE POLITICHE. Nella confusione più totale viene comunque attestata la FINE della maggioranza.

Mancano 15 giorni per la nomina del commissario da parte di S.E- il Prefetto di Catanzaro. Verosimilmente le dimissioni del sindaco creano il panico in tutti i partiti della maggioranza. Sicuramente sono giorni pesanti per il sindaco che deve subire molteplici pressioni che lo invitano a tornare sui suoi passi, nonostante la situazione politica della maggioranza, dopo il consiglio comunale, è ormai irrimediabilmente compromessa.

  • Venerdì 2 novembre 2012, giorno della commemorazione dei Defunti, viene nominato il commissario Dott.ssa Costanza Pino. Per la seconda volta, durante le amministrazioni di centrodestra, viene interrotta e sospesa la Democrazia rappresentativa.
  • Martedì 13 novembre 2012 ore 13.00, il gruppo PD (non più consiglieri comunali), viene ricevuto dal commissario.

Ancora una volta si ribadisce la nostra posizione argomentata affinché non venga dichiarato il dissesto finanziario del comune. Questo era il nostro impegno politico e questo abbiamo fatto anche con il commissario.

Nel frattempo, viene richiamato in servizio, il ragioniere dott. Mazza, a cui il sindaco non aveva rinnovato l’incarico, scaduto il 30 settembre 2012. Non una scelta di discontinuità, come sarebbe stato più giusto, a mio parere. Penso, che il ragioniere Mazza, sulla cui professionalità non ho nulla da eccepire, e ciò ho ribadito anche in consiglio comunale, onde evitare equivoci, non è stato semplicemente tecnico e distaccato, ma ha anche seguito le indicazioni politiche della maggioranza o meglio del PDL (potrei anche sbagliarmi). In qualche occasione prima di salire in comune dal commissario passava a salutare alcuni dirigenti del PDL. D’altra parte l’UDC, a cui era stata assegnata l’area tecnica, che occupava militarmente e, su cui ancora esercita la sua influenza, non si interessava (o faceva finta di non interessarsi, o non si doveva interessare) dell’area contabile, assegnata durante la feroce spartizione al PDL (benché fosse anche pretesa dall’UDC). L’assessore di FLI, finché c’è stato, faceva la spola da una parte all’altra, ma, evidentemente, senza alcun successo. Il comportamento politico dell’UDC, che ha occupato e tenuta stretta fino alla fine la poltrona di vicesindaco, di fronte alla vicenda del dissesto, è stato contraddittorio ed omissivo. Infatti, mentre il vicesindaco si dichiarava contrario alla dichiarazione del dissesto, volendo far credere la sua estraneità, di fatto ha, invece, firmato le delibere che poi hanno portato al dissesto. Il suo è stato, a dir poco, un comportamento omissivo e alla stessa maniera responsabile del dissesto finanziario del comune. Un comportamento coerente, al contrario, avrebbe preteso di uscire dalla maggioranza, invece di aspettare, silenzioso e furbo, la fine per come è avvenuta. Le cose sarebbero andate diversamente e il paese non sarebbe precipitato nel baratro. Non mi aspetto, certo, autocritica o riflessioni da parte dell’UDC. La presunzione, unita alla furbizia politica, non lo consentono. D’altra parte il coraggio politico non è stato mai il suo forte.

Il sindaco, in quanto capo dell’amministrazione, la sua maggioranza e il suo partito, portano tutte intere le pesanti responsabilità del dissesto e del degrado che hanno fatto arretrare, gravemente, in un solo anno, tutto il paese. E ciò, è sotto gli occhi di tutti!

La maggioranza di centro destra ha lavorato e costruito, con “scienza e coscienza”, con malignità e cattiveria politica il dissesto finanziario del nostro comune.

E ancora, non sono in atto le procedure già fatte dal commissario, che morderanno, pesantemente, la carne viva dei cittadini, e che condizioneranno i governi futuri per i prossimi anni. Dott. Antonio Tedesco –  Consigliere comunale dismesso per commissariamento.>>

 

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